Alimentazione in gravidanza e allattamento

Per ottimizzare lo stato di salute della futura mamma e per prevenire il rischio di malformazioni o malattie del neonato, è fondamentale che la madre si alimenti in modo salutare prima, durante e dopo tutta la gravidanza. Non sempre la sola alimentazione è sufficiente: per le donne che aspettano dei gemelli, per esempio, oppure per chi fuma o beve abitualmente alcolici (entrambe le abitudini andrebbero interrotte in gravidanza) e per le donne che seguono diete vegetariane o sbilanciate. In tutti i casi di aumentato fabbisogno non coperto dalla sola dieta può essere contemplata un’adeguata integrazione alimentare come raccomandato anche dalle più recenti Linee Guida.

La salute del bambino inizia dall’alimentazione della mamma
Durante la gravidanza, la futura mamma non deve mangiare per due ma mangiare meglio, con qualche attenzione in più – quindi – sotto il profilo della qualità degli alimenti e dei cibi da evitare del tutto; come regola generale è consigliabile astenersi dal consumare abitualmente insaccati ma soprattutto è importante escludere i cibi di origine animale crudi o poco cotti e le bevande alcoliche di qualsiasi genere. Il fabbisogno nutrizionale materno aumenta non tanto in termini di calorie (solo il 20% in più) quanto in termini di nutrienti (proteine, tipo di grassi ed alcune vitamine e minerali) che spesso non vengono forniti a sufficienza dalla sola alimentazione quotidiana.

Gravidanza: supporto e prevenzione nello sviluppo del feto
Il feto trascorre ben nove mesi nel grembo materno. L’ambiente dove si nutre, cresce e si prepara alla nascita influisce in modo determinante sul suo sviluppo.

Proteine

  • All’aumentata domanda di proteine, tipica della gravidanza, la futura mamma può far fronte ricorrendo a: pesce, carni magre, uova, latte, latticini e formaggi ma anche a pane, pasta, riso e agli altri cereali. Questi ultimi è meglio sceglierli integrali in modo che contribuiscano anche a prevenire la stipsi, un disturbo frequente durante la gravidanza. I legumi secchi, pur apportando proteine, ferro e calcio, vanno evitati in quanto possono favorire la comparsa di meteorismo e di coliche addominali che in gravidanza non sono auspicabili.

Vitamine
Tra le vitamine la gravidanza comporta necessità decisamente superiori per quanto riguarda:

  • i folati (vitamina B9) il cui fabbisogno raddoppia a 400 mcg rendendo quasi sempre necessaria un’integrazione alimentare, che deve iniziare prima del concepimento, in modo da limitare il rischio di alterazioni del tubo neurale (spina bifida) del feto che possono originare nelle prime fasi dello sviluppo dell’embrione.
    L’ acido folico è una vitamina idrosolubile del gruppo B (vitamina B9). Non viene prodotta dall’organismo ma deve essere assunta con l’alimentazione.
    Le principali fonti di folati con la dieta sono i vegetali a foglia verde (spinaci, broccoli, asparagi e lattuga), il fegato, gli agrumi, i legumi, il pane integrale, i cereali e le uova. Parte dell’acido folico (circa il 50% o anche più) però si perde durante la cottura.
  • altre vitamine quali la vitamina B1, B2, B12, vitamina C e vitamina A. Occorre quindi arricchire la dieta con un’ampia varietà di frutta e ortaggi di stagione, privilegiando il consumo di quelli colorati di giallo-rosso-arancio.

Minerali
Tra i minerali, la gravidanza comporta un aumentato fabbisogno di:

  • calcio (nel 3° trimestre circa 200-250 mg passano ogni giorno nello scheletro del feto: se questa quantità non viene fornita dall’alimentazione materna, sarà recuperata dal calcio presente nelle ossa della mamma). Fonti ricche di calcio sono latte, latticini e formaggi;
  • ferro i cui bisogni sono quasi raddoppiati rispetto alla donna adulta non in gravidanza: anche in questo caso spesso è necessario ricorrere ad una integrazione alimentare raccomandata. Fonti ricche di ferro sono la carne magra, il pesce, il pollame, frutta a guscio e cereali arricchiti. La biodisponibilità del ferro è più elevata quando viene assunto con la carne o in associazione a verdura (peperoni, broccoli, cavolini di Bruxelles, cime di rapa, crescione) e frutta ricca di vitamina C (agrumi, papaia).

Acqua
Per quanto riguarda l’acqua, è opportuno aumentare la normale razione giornaliera raccomandata di 1 litro e mezzo/2 litri in modo da coprire gli aumentati fabbisogni sia della mamma che del feto (sangue materno, liquido amniotico e annessi, sangue e tessuti fetali).

Grassi da condimento
Tra i grassi da condimento il migliore in assoluto è l’olio d’oliva extravergine.

 

Alimentazione durante l’allattamento 

Allattare un bambino è una delle gioie più grandi che una mamma possa provare. L’allattamento materno, infatti, non solo nutre ma è anche un momento in cui si consolida il rapporto affettivo tra madre e neonato, è uno scambio di amore, affetto e coccole. Ė inoltre la migliore e la più naturale protezione per il bambino perché contribuisce a rinforzarne le difese immunitarie e quindi a prevenire infezioni e patologie.

Allattamento: nutrimento e protezione per il neonato

  • Durante l’allattamento le necessità energetiche materne sono superiori a quelle della gravidanza: la produzione di latte è un lavoro più gravoso anche se in parte viene bilanciato dall’utilizzo delle riserve di grasso create durante la gravidanza. I fabbisogni supplementari dipendono dalle quantità di latte prodotto e sono valutate mediamente tra le 450 e le 560 calorie al giorno, fino al sesto mese.
  • Ė importante in questo periodo non seguire diete ipocaloriche per perdere l’eccesso di peso eventualmente accumulato durante la gravidanza. Un’alimentazione sana e completa insieme all’aumentato dispendio energetico conseguente alla produzione di latte e a una regolare attività fisica aiuterà progressivamente a rientrare in una situazione di normopeso.
  • Per nutrirsi correttamente è indispensabile mangiare in maniera varia in modo da comprendere tutti i gruppi alimentari: carne/pesce/uova, cereali, legumi, molta verdura, molta frutta per controbilanciare gli aumentati fabbisogni.
  • Per svolgere in maniera ottimale la sua funzione, il latte materno deve contenere un’adeguata concentrazione di proteine (+ 17 grammi al giorno), vitamine e mineraliche dipendono dall’alimentazione della neomamma. In particolare:
    • vitamina A (+ 350 mcg/die di retinolo equivalenti)
    • vitamina C, vitamine del gruppo B o calcio (più 200-400 mg/die)
    • iodio (più 50 mg/die)
    •  zinco (più 5 mg/die)
    • rame, selenio
  • L’apporto di acqua e liquidi (succhi e spremute di frutta e verdure, latte etc) durante l’allattamento aumenta notevolmente. Le perdite da compensare per una portata lattea di 750-800 ml al giorno (87% di acqua) sono intorno ai 650/700 millilitri al giorno da aggiungere alle normali necessità.
  • Un’alimentazione variata, ricca di liquidi (acqua, succhi di frutta, latte etc), vegetali a foglia verde scura e frutta fresca (rosso-arancio), pesce (ricco di acidi grassi omega-3 a catena lunga, utili per le strutture nervose del lattante), latte e derivati, olio di oliva come grasso di condimento (l’acido oleico è fondamentale per la maturazione del sistema nervoso del lattante) aiuterà a stare bene e a produrre un latte adatto alle esigenze del neonato. In caso la dieta non riesca a coprire tutti i fabbisogni è opportuno ricorrere all’ integrazione alimentare.

Bevande e alimenti da evitare o moderare in allattamento

  • Alimenti che possono conferire odori o sapori particolari al latte (asparagi, aglio, cipolle, cavoli, mandorle amare, spezie) che possono essere sgraditi al neonato tanto da allontanarlo dal seno materno.
  • Alimenti che possono favorire intolleranze o allergie nel neonato (formaggi fermentati, crostacei, molluschi, cozze, cacao o cioccolato, fragole, ciliegie, pesche, albicocche etc). In questo caso è opportuno chiedere consiglio al medico.
  • La birra non migliora la secrezione lattea come ancora alcune mamme credono. Ė meglio evitarla o comunque non berla abitualmente perché può cedere al latte sostanze dal sapore amarognolo che possono essere sgradite al neonato.
  • Meglio continuare ad evitare anche in questo periodo come in gravidanza bevande alcoliche o contenenti sostanze nervine (caffè, tè, cacao, bevande a base di cola etc). Se proprio non se ne può fare a meno, preferire i prodotti deteinati o decaffeinati.

 

L’integrazione alimentare in gravidanza e allattamento

Quando la dieta non copre gli aumentati fabbisogni di nutrienti che si verificano in gravidanza e allattamento è opportuno ricorrere a integratori alimentari di qualità che garantiscano l’apporto raccomandato di tutti i nutrienti necessari.

Folati: raddoppia il fabbisogno in gravidanza

L’acido folico è un elemento fondamentale per la formazione e lo sviluppo del sistema nervoso del feto. Un apporto inadeguato può aumentare il rischio di aborti spontanei, distacco della placenta, parto prematuro e ridotta crescita intrauterina del feto. Un deficit di folati, inoltre, aumenta il rischio di difetti del tubo neurale (spina bifida e anencefalia) e di difetti congeniti al cuore e al tratto urinario. Le linee guida nazionali e internazionali consigliano in gravidanza un apporto di acido folico pari a 400 microgrammi al giorno che equivale al doppio dell’apporto in condizioni normali fisiologiche.

  • L’integrazione deve iniziare almeno 3-4 settimane prima del concepimento (se si pianifica una gravidanza) o appena si scopre di essere incinta in caso non si sia pianificata.
  • L’integrazione di folati sembra essere benefica anche nel ridurre il rischio di altre possibili complicanze della gravidanza per esempio la pre-eclampsia e il ritardo di crescita fetale intrauterina e malformazioni congenite cardiovascolari.
  • L’integrazione di folati è raccomandata in particolare a tutte le donne che vogliano avere un figlio in un prossimo futuro, alle donne che pur non intendendo pianificare nell’immediato una gravidanza, non utilizzano precauzioni, alle donne portatrici di polimorfismi genetici ovvero di mutazioni dei geni che codificano per gli enzimi coinvolti nel metabolismo dell’acido folico, alle donne diabetiche o epilettiche e alle donne che assumono terapie particolari (antiepilettici, alcuni antibiotici, antimetaboliti).
  • Anche nel periodo dell’allattamento viene consigliato un apporto giornaliero superiore alla norma di 350 mcg al giorno.

Ferro: fondamentale per il trasporto dell’ossigeno

  • Il ferro svolge funzioni fondamentali per l’organismo umano: il 70-75% del ferro presente nel nostro corpo è legato all’emoglobina nei globuli rossi e fa da veicolo per il trasporto dell’ossigeno alle cellule.
  • Il ferro disponibile con la dieta viene in parte perduto quotidianamente con l’urina, il sudore, il ricambio delle cellule, le mestruazioni.
  • Durante la gravidanza il fabbisogno di ferro raddoppia: il feto, infatti, crea le proprie riserve di ferro prendendole dalla madre
  • L’integrazione di ferro può essere particolarmente utile nei casi di gravidanze ravvicinate.
  • Insieme al ferro viene consigliato di assumere anche alimenti ricchi di vitamina C perché quest’ultima ne favorisce l’assorbimento.
  • In commercio esistono diversi preparati a base di sali di ferro da assumere per via orale. Molti di questi tuttavia, presentano dei limiti di assorbimento e inducono degli effetti collaterali come difficoltà digestive, pesantezza gastrica, nausea, stitichezza oppure diarrea. Alcuni ginecologi ovviano al problema consigliando integratori a base di lattoferrina, una proteina naturale, presente in tutte le secrezioni umane (in particolare nel latte materno e nel colostro). La lattoferrina facilita il rilascio del ferro dalle cellule intestinali e dagli altri depositi verso il sangue e non provoca gli effetti indesiderati tipici di quasi tutti i preparati a base di sali di ferro.
  • Durante l’allattamento non c’è un significativo aumento di fabbisogno di ferro se la donna segue una dieta sana e completa; se la dieta è vegetariana, l’apporto di ferro va accertato insieme a quello di altri micronutrienti tra cui zinco, vitamina D e vitamina B12.

Calcio: indispensabile per una struttura ossea resistente

  • la gravidanza comporta necessità decisamente superiori per quanto riguarda il calcio (nel 3° trimestre circa 200-250 mg passano ogni giorno nello scheletro del feto e vanno quindi recuperati con la dieta e con l’integrazione alimentare per evitare un impoverimento osseo dello scheletro della mamma).
  • Durante l’allattamento, il contenuto di calcio del latte materno è di circa 320 mg/litro. Calcolando un consumo giornaliero medio del lattante di circa 750 ml – la mamma perde ogni giorno circa 240 mg del prezioso minerale. Allo scopo di prevenire l’impoverimento del patrimonio di calcio materno (che favorisce l’osteoporosi) è consigliabile un aumento dell’assunzione di calcio fino a 400 mg ogni giorno.

DHA: dal 4° mese di gravidanza fino al termine dell’allattamento

  • Il DHA è il principale acido grasso essenziale omega-3 del sistema nervoso centrale.
  • Le donne italiane tendono a consumare circa la metà della quantità giornaliera di DHA raccomandata dalle linee guida internazionali esponendo se stesse a un maggior rischio di complicanze in gravidanza e di depressione post-partum e il nascituro al rischio di nascita prematura e di minore sviluppo cognitivo/motorio.
  • Un’integrazione di DHA viene raccomandata soprattutto a partire dal 4° mese di gravidanza (settimane 15-20 che sono critiche per lo sviluppo e la maturazione fetale e neonatale del sistema di neurotrasmissione del cervello) fino al termine dell’allattamento ma alcuni ginecologi la consigliano alla futura madre già prima del concepimento insieme all’acido folico.
  • L’integrazione di DHA migliora la condizione di benessere della mamma, riduce il rischio di parto pretermine e i sintomi di depressione nel puerperio; nel bambino migliora lo sviluppo delle funzioni cognitive e motorie, l’acuità visiva nelle diverse fasi della crescita e lo stato di salute complessivo.

Fonti
Borghi C, Cicero AFG – Nutraceutici e alimenti funzionali in medicina preventiva, Bonomia University Press, 2011;
Murray M et al – Enciclopedia della nutrizione. Tecniche Nuove, 2009;
INRAN – Linee guida per una sana alimentazione italiana, Ultima Revisione: 2003

A cura di: Carolina De Canevali

Tags:
eD Promotion: i Prodotti di Mylan Spa

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?