Integratori al femminile

131723296È una di quelle cose che si dicono, ma poi di solito non si fanno. Quando si ha intenzione di ricorrere agli integratori alimentari, bisognerebbe sempre consultarsi prima con un medico. E invece di integratori abbiamo, a livello mondiale, un consumo da capogiro e troppo spesso “self service”. Tanto che questa categoria di prodotti – di importanza strategica in molte situazioni, a patto di essere utilizzati con i giusti criteri – finisce spesso al centro di polemiche per i rischi dell’approccio fai-da-te. I numeri come al solito sono emblematici: una recente ricerca di Gfk Eurisko per FederSalus (l’associazione delle aziende di prodotti salutistici) ha rivelato che l’Italia è il paese europeo in cui si vendono più integratori, per una cifra stimata di oltre 1,6 miliardi di euro annui. Al primo posto ci sono i fermenti lattici, poi i prodotti salini, quelli per il controllo del peso, i multivitaminici e i sistemici per i capelli. Un esercito di pillole & co, che il 75% del campione ha dichiarato di utilizzare almeno una volta all’anno per mantenere il proprio benessere o porre rimedio a piccoli disturbi.

Integratori: a ciascuno il suo

Ed è infatti proprio nella nuova concezione di wellness (e di prevenzione) che si inserisce il successo degli integratori, considerati un alleato nella cosiddetta cultura attiva della salute. Per la quale si cura lo stile di vita, si fa più attenzione alle scelte alimentari, si cerca di mantenere attivo l’organismo e si ricorre anche a supplementi nutrizionali per conservare/potenziare il proprio stato di salute. Questo è particolarmente vero per le donne, che oltre a esigenze di carattere “generale”, hanno spesso bisogno di surplus legati a fasi specifiche della loro vita. Da un lato le donne condividono alcuni bisogni con gli uomini, come quello di potenziare il sistema immunitario, già all’inizio dell’autunno, con prodotti contenenti echinacea, astragalo, propoli e vitamine, soprattutto A e C, o viceversa, d’estate, le difese della pelle esposta al sole (principalmente con sostanze antiossidanti, betacarotene, vitamine, licopene, selenio). A queste esigenze comuni si aggiungono quelle legate per esempio alla gravidanza o alla menopausa, o ancora ad alert specifici come i problemi circolatori, la cellulite, la salute di pelle e capelli.

Abbiamo affrontato alcuni aspetti della “questione integratori” con la dottoressa Tiziana Semplici, gastroenterologa e nutrizionista. «Prima di tutto bisogna chiarire che minerali e vitamine, ma anche fitofarmaci, se assunti in dosi ponderali sono in grado di influenzare fortemente l’equilibrio nutrizionale. Quindi, posto che esistono momenti nella vita della donna in cui il loro apporto con la sola dieta è insufficiente, è di un medico esperto in questo campo il compito di decidere come intervenire e con quali dosaggi. In adolescenza, per cominciare, spesso si determinano carenze nutrizionali legate a diete ipocaloriche o ad assunzione di junk food, con una grave riduzione dei livelli di magnesio, cromo, vitamina B6 e manganese. Questi elementi sono consumati dall’introduzione eccessiva di zuccheri raffinati e grassi saturi, tanto da influenzare l’attività metabolica portando come conseguenze aumento ponderale, letargia, difficoltà di concentrazione. La stessa vitamina B6 (importante sia nel controllo della ritenzione di liquidi sia nell’utilizzo degli zuccheri) viene consumata in modo eccessivo dall’assunzione della pillola anticoncezionale. Ma una sua mancanza espone facilmente a ipoglicemia, con relativa compulsione verso gli alimenti dolci per alzarne il livello». Le carenze nutrizionali, prosegue la dottoressa Semplici, possono ripercuotersi anche sull’equilibrio ormonale. Minerali come rame e zinco influenzano direttamente il rapporto tra estrogeni e progestinici, e le loro variazioni possono dare disturbi tanto nell’età fertile (la SPM – la sindrome pre-mestruale è forse l’esempio più evidente) quanto in gravidanza e in menopausa . Restando alla menopausa, bisogna ricordare la necessità di mantenere in equilibrio non solo il rapporto tra zinco e rame, ma anche quello tra calcio e magnesio per contrastare sintomi come le vampate, l’insonnia, i disturbi del tono dell’umore e l’osteoporosi.

Mette però in chiaro la dottoressa: «È l’equilibrio tra questi nutrienti che ci darà risultati positivi, non l’assunzione indiscriminata di un nutriente in particolare. Vince il gioco di squadra! Per dire: il calcio o la vitamina D da sole potranno determinare un osso più duro, ma non avremo un osso resistente se non assimiliamo bene le proteine (da cui ricaviamo collagene) perché siamo ipoacidi o assumiamo farmaci che inibiscono l’acidità gastrica. Qui entra in gioco la funzione intestinale: un intestino mal funzionante per disbiosi non consente di assimilare nemmeno i supplementi assunti per colmare eventuali carenze. Ecco perché, per essere in grado di eliminare le tossine e recepire i nutrienti, è indispensabile un equilibrio tra i batteri intestinali “buoni”, e non bisogna eccedere in alimenti che inducano una proliferazione eccessiva di quelli dannosi». L’uso regolare di pre e probiotici si rivela quindi fondamentale, ma anche in questo caso a patto che siano consigliati da un medico in grado di valutare realmente caso per caso. E se, come abbiamo visto, tra i prodotti più venduti ci sono i sistemici per i capelli ancor più tipicamente femminili sono quelli per contrastare la cellulite. «Si possono utilizzare, per cominciare, prodotti fitoterapici ad azione diuretica, in grado di migliorare il sistema vaso-linfatico e ridurre gli stati edematosi diffusi. In questo modo si facilita l’eliminazione di scorie metaboliche. Singolarmente o in sinergia troviamo allora linfa di betulla, ortosiphon, pilosella, gambo di ananas, tè verde, equiseto, tarassaco, rusco. È utile poi un’integrazione che agisca sulla vaso-protezione, tonifichi e renda più elastica la parete di vene e capillari, migliori il microcircolo e quindi ossigeni bene il tessuto sottocutaneo. A questo fine sono efficaci centella asiatica, ippocastano, meliloto, mirtillo nero, gingko biloba, pilosella, vite rossa. Importanti infine anche gli aminoacidi (che permettono di lavorare sulla componente adiposa in eccesso) e il rapporto sodio/potassio che influenza le problematiche infiammatorie e il ristagno di liquidi extra cellulari». A ciascuno il suo, insomma, ma con le avvertenze di cui sopra.

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