La verità, tutta la verità sul metabolismo

Tempo di feste…tempo di abbuffate. E la storia si ripete: c’è sempre una nostra amica che si concede di tutto e in quantità illimitata e non aumenta di un etto. Mentre noi, e come noi tante altre, che stiamo eternamente attente a ciò che mangiamo, mettiamo già in preventivo almeno un paio di chili in più, dopo il periodo festivo. Colpa (o merito) del metabolismo, ci affrettiamo a spiegare. Ma è proprio così? Lo chiediamo a un esperto: il professor Livio Luzi, Professore Ordinario di Endocrinologia, Università degli Studi di Milano, e Direttore del Centro di Ricerca sui Metabolismi del Policlinico San Donato Milanese, IRCCS.

La verità, tutta la verità sul metabolismo _ EsseredonnaonlineProfessor Luzi, cominciamo proprio dalla domanda base. Che cos’è il metabolismo?
Letteralmente, metabolismo vuol dire “trasformazione”, “ricambio”, ed è la definizione che in biochimica/fisiologia si dà ai processi endocellulari volti all’utilizzo di substrati (nutrienti alimentari) per produrre l’energia indispensabile per la vita. I processi metabolici avvengono in tutte le cellule del nostro organismo e vengono regolati da fattori ormonali (come l’insulina  e l’ormone tiroideo che lo attivano). Importante è sottolineare come circa la metà in peso del nostro corpo è costituito da muscolatura scheletrica, e che l’attività fisica può modulare in modo massiccio i processi metabolici, aumentando il dispendio energetico.

Esistono davvero diversi tipi di metabolismo, o sono una giustificazione comoda per chi fa fatica a dimagrire?
Per buona pace di tutti, è bene rispondere subito in maniera affermativa. In particolare, i processi metabolici sono determinati da due fattori principali: fattori genetici (tutti noi siamo geneticamente predisposti a bruciare più o meno calorie) e fattori ambientali (come, per esempio, l’incremento di metabolismo che si ha a seguito di acclimatazione a climi freddi). Pertanto, ciascuno di noi può essere in grado di bruciare più o meno calorie in base ad una concomitanza di fattori genetici ed ambientali. Ed è per questo motivo che oggi, nei migliori Centri per la terapia dell’obesità, il primo passo consiste nella misurazione del bilancio energetico, mediante la metodica della calorimetria indiretta che serve a “tipizzare” il soggetto in base alle sue caratteristiche metaboliche.
Sono molte le pazienti che chiedono informazioni sui cosiddetti “tipi caldi” e su quelli “freddi”. Questi ultimi tendono ad alzarsi presto al mattino e danno il loro meglio, per concentrazione e impegno, durante le prime ore della giornata. Poi, diminuendo la temperatura corporea, tendono a impigrirsi e, in concreto, si constata come facciano più fatica ad impegnarsi nel lavoro, così come in tutte le varie attività quotidiane. Il tipo accelerato – definito “endocrinologico caldo”- invece, è generalmente sempre molto attivo, quasi adrenalinico. Dal punto di vista biochimico la sua esuberanza si traduce in alti livelli di catecolamine, colesterolo, ormoni tiroidei. Considerando la popolazione femminile, abbiamo davanti la classica donna dinamica. Ahimè, non mancano però gli effetti negativi: non riuscendo sempre a canalizzare l’energia all’esterno, questo tipo di donna può soffrire di alcuni disturbi, fra cui emicranie, ulcere, coliti.  A questo proposito, una visita accurata dallo specialista endocrinologo può rivelarsi preziosa.

In concreto, professor Luzi, che cosa significa avere un metabolismo lento?
Noi specialisti constatiamo – praticamente sempre – che le persone sedentarie sono caratterizzate da metabolismo lento. In questi casi, anziché pensare a ricorrere a farmaci o a spiegare tali situazioni con disfunzioni tiroidee, è importante spingere il soggetto a “muoversi” con una intensità congrua alla sua età ed alle condizioni patologiche presenti. Sicuramente, in parallelo, uno screening ormonale con particolare riguardo alla funzione tiroidea è necessario e, ove sia presente un ipotiroidismo, questo va trattato. Da ultimo, va detto che sono allo studio farmaci volti ad attivare le vie metaboliche che producono energia a livello mitocondriale, ma questi farmaci (peraltro non esenti da effetti collaterali) al momento non sono ancora disponibili e potrebbero non esserlo per anni.

Alle tante donne con metabolismo lento che cosa si sente di consigliare in vista di cene e cenoni?
Più che un consiglio il mio è un “comandamento”: muoversi! Se si mangia di più basta muoversi di più, così da riuscire a mantenere il bilancio calorico. E ricordarsi, come a ragione recita un detto della saggezza popolare, “non si ingrassa tra Natale e capodanno ma tra capodanno e Natale”
Per quanto riguarda lo stile alimentare da seguire durante tutto l’anno, un metabolismo lento si combatte con una dieta ricca di antiossidanti e di composti vegetali ad azione insulino-mimetica. Così, in maniera fisiologica (e, soprattutto, naturale!) è possibile aumentare la capacità delle nostre cellule ad utilizzare i tre macronutrienti. Il tutto “condito” con molte fibre, capaci di ridurre l’assorbimento intestinale delle calorie. Né va dimenticato che, dopo la menopausa, le donne subiscono un cambiamento ormonale che riduce la capacità di “bruciare” calorie. Anche in questo caso, ancora una volta, per riattivare il metabolismo, non si può che consigliare in primis attività fisica e, eventualmente, ove non controindicato da altre condizioni cliniche, si può valutare la terapia ormonale sostitutiva. Quest’ultima sempre associata ad un intervento positivo sullo stile di vita.

Lei ha accennato ai Centri per il trattamento dell’obesità.
Sì, purtroppo non sono abbastanza conosciuti. Eppure sono numerosi, in tutta Italia: in genere se ne calcola uno per ogni Ospedale di livello medio-alto. Il problema, caso mai, è un altro: i Centri altamente qualificati costituiscono una percentuale relativamente bassa rispetto al numero complessivo. Ragione di più per informarsi presso il proprio medico di famiglia e, successivamente, presso lo specialista endocrinologo di riferimento.

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