Meno sale, più salute

Meno sale, più saluteSiamo grandi consumatori di sale. Il consumo di sale in Italia è, infatti, in media circa il doppio rispetto a quello raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che consiglia un quantitativo giornaliero non superiore ai 5 grammi (pari circa a un cucchiaino scarso di tè).
Questo è quanto emerso da uno studio realizzato nell’ambito del Programma MINISAL-GIRCS, pubblicato recentemente sulla prestigiosa rivista British Journal of Medicine. Dalla ricerca è emerso che il consumo di sale nella popolazione italiana adulta è significativamente maggiore nelle regioni del Sud rispetto a quelle settentrionali e centrali, in particolare in Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata, dove il consumo medio supera gli 11 grammi al giorno.
È stato ampiamente dimostrato che un consumo eccessivo di sale nell’alimentazione è responsabile dello sviluppo di numerose e gravi patologie, in particolare malattie cardio-cerebrovascolari e renali nonché osteoporosi. Per tali motivi, la riduzione del sale nell’alimentazione rappresenta una priorità dell’OMS e dell’Unione Europea nell’ambito delle strategie di prevenzione delle malattie croniche non trasmissibili nonché uno degli obiettivi perseguiti dal Ministero della Salute con il programma “Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari”, ribadito nel nuovo Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018.
Il sapore e le proprietà biologiche del sale comune sono principalmente legate al sodio, un elemento indispensabile per il nostro organismo ma per il quale, rispetto ad altri nutrienti, difficilmente si presentano problemi di carenza (a 1 grammo di sale corrisponde 0,4 grammi di sodio).
Una dieta povera di sodio non solo aiuta a combattere la ritenzione idrica e dunque gli inestetismi della cellulite ma è un prezioso alleato per difenderci da gravi patologie croniche; secondo alcuni studi addirittura anche da alcune forme tumorali.
Le principali fonti di sodio sono:

  • Alimenti naturali (frutta, verdura, acqua,carne …): circa 10% del totale
  • Sale aggiunto ai cibi durante la cottura o a tavola: circa 35% del totale
  • Prodotti alimentari trasformati, artigianali o industriali: circa 55% del totale.

Per ridurre il consumo di sale non dobbiamo quindi soltanto considerare quello che viene aggiunto ai nostri piatti ma anche quello contenuto (“nascosto!”) negli alimenti. Attenzione, in tal senso, in particolare a salumi e insaccati, formaggi, prodotti confezionati come zuppe e snack salati, cibi in scatola, salse e dadi da brodo, sottaceti ma anche a comuni prodotti da forno come pane e pizza.
Ecco le dieci “regole” formulate dalla SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) per ridurre il consumo di sale senza tuttavia rinunciare al gusto:

  1. Quando fai la spesa, controlla le etichette e preferisci i prodotti con minor contenuto di sale per porzione o per 100 grammi.
  2. Per gli alimenti di produzione locale (primo fra tutti il pane, ma anche ad esempio i latticini) chiedi la disponibilità di prodotti con minor contenuto di sale.
  3. Per riscoprire il piacere di una buona cucina, riduci il consumo di piatti industriali, di sughi già pronti e di cibi in scatola, ma – anche quando dovessi servirtene – controlla l’etichetta e scegli per il meglio.
  4. Insaporisci i cibi con erbe aromatiche fresche, spezie o usando limone e aceto, limitando l’uso di condimenti molto ricchi in sodio (dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape, ecc.).
  5. Aggiungi gradualmente meno sale, e sempre iodato, alle TUE ricette, facendo sì che la famiglia si abitui pian piano a mangiare meno salato: scoprirete che pasta, riso, bistecche, pesce, pollo, verdure o patate (anche fritte) sono buonissimi se consumati con meno sale e col tempo anche senza.
  6. A tavola, niente saliera, metti solo olio e aceto perché qualcuno non ceda alla tentazione di tornare indietro.
  7. Non aggiungere sale alle pappe dei tuoi bambini, loro non ne hanno e non ne sentono la necessità: non essere tu a introdurre le cattive abitudini!
  8. Latte e yogurt sono una buona fonte di calcio e contengono naturalmente le piccole quantità di sale necessarie alla nostra salute. Preferisci i formaggi freschi a quelli stagionati.
  9. Durante gli spuntini, frutta o spremute sono un’ottima alternativa agli snack salati; e se mangi un panino, puoi prepararlo con alimenti a basso contenuto di sale.
  10. Nell’attività sportiva leggera reintegra con la semplice acqua i liquidi perduti attraverso la sudorazione.

(http://www.sinu.it/public/meno_sale_piu_salute/decalogo_SINU_2014_02_25.pdf )
 
Per approfondimenti, visita il sito di Onda
http://www.ondaosservatorio.it/

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