Pranzo in ufficio: istruzioni per l'uso

Pranzo in ufficio: istruzioni per l'uso - EsseredonnaonlineLo dicono tutti, medici, nutrizionisti, dietologi, personal trainer, cuochi, massaie, persino i filosofi: la prima colazione è il pasto più importante della giornata. Perché serve a reintegrare le riserve dell’organismo, impoverite dopo otto ore di digiuno notturno .Il problema è che poi, con la pancia piena e la coscienza a posto, molti tendono a snobbare, se non addirittura a saltare, il pranzo: tanto poi si recupererà di nuovo a cena… Se a questo si aggiunge il «logorio della vita moderna», come recitava già negli anni Sessanta lo spot di un noto liquore al carciofo, la produttività che deve venire prima di tutto, il tempo che non basta mai, la riunione (anzi, il meeting, come dicono quelli al passo con i tempi) che immancabilmente si protrae più del dovuto – per non parlare della crisi, che ormai ogni occasione è buona per risparmiare – ecco che dalla borsa o dal cassetto della scrivania spunta la “schiscetta” (pardon, il lunch box, come dicono quelli più cool): di solito con gli avanzi della cena della sera prima, comunque da consumare in fretta, con una forchetta in una mano e nell’altra il mouse. Una vera tristezza.

E non va certo meglio a chi, per convinzioni ideologiche, religiose o politiche, si rifiuta di presentarsi in ufficio munito di pranzo al sacco (o più probabilmente non ha avuto il tempo o la voglia di prepararselo): di solito non gli resta che fiondarsi al bar dietro l’angolo per divorare un panino al volo. Oppure deve accontentarsi di quel che offre il distributore automatico piazzato fuori dalla porta dell’ufficio. Una tristezza al quadrato.Le statistiche comunque confermano che negli ultimi tempi la “schiscetta” (il termine, di chiara origine milanese, nasce nel primo Dopoguerra per indicare il contenitore in cui operai e muratori “schisciavano”, cioè schiacciavano, il pranzo da portare al lavoro), è diventata la soluzione preferita dagli italiani: uno studio promosso da Polli Cooking Lab, l’osservatorio sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, realizzato attraverso un monitoraggio sui principali social network e blog, coinvolgendo circa 1.300 utenti tra i 25 e i 55 anni, ha rilevato che oltre 7 italiani su 10 (73%) decidono di prepararsi il pranzo la sera per poi consumarlo il giorno successivo sul luogo di lavoro. Un’abitudine non più solo degli operai (38%), ma anche di impiegati (29%) e imprenditori (22%). Si tratta prevalentemente di donne (61%), e la maggioranza ha un’età compresa tra i 25 e i 40 anni (44%). Quasi la metà (45%) lo fa per risparmiare, ma anche per mangiare cibi sani (38%) e di sicura provenienza (34%). E, naturalmente, per ottimizzare il tempo in pausa pranzo (28%).

Istruzioni per l’uso

Insomma, tocca rassegnarsi. Però, qualcosa si può fare per migliorare la situazione. A cominciare da quel che s’infila nel lunch box. Naturalmente, niente megapanini o lasagne bisunte – non fanno bene alla linea – né broccoli stufati – non fanno bene ai rapporti sociali. Il pranzo al sacco dev’essere comodo da trasportare e facile da preparare, ma soprattutto sano ed equilibrato. E, perché no?, vario, sfizioso e gratificante.  

Verdure, pesce, yogurt, carne, formaggi e frutta fresca sono gli ingredienti più adatti; insalate di riso, pasta fredda e cous-cous, i piatti più gettonati. Ma, volendo (e potendo) ci si può sbizzarrire. E se mancano le idee, basta fare un giro sul web: ci sono siti dedicati all’argomento, come Che Schiscia (cheschiscia.com) e Schisciando (schisciando.tumblr.com), con decine di ricette pronte all’uso. Qualche esempio per farsi venire l’acquolina in bocca? Polpette di melanzane al sesamo con pesto di ricotta e pomodorini secchi e crema di fave; Strudel salato home-made con bietola, scarola, salsiccia e mozzarella di bufala; Falafel al forno con zuppetta di cetrioli, pomodoro e peperoni in agrodolce. E non è nemmeno obbligatorio mangiare sempre e solo piatti freddi. Anche se non si ha a disposizione un microonde in ufficio. My Lunchbox di Yanko Design (www.yankodesign.com ), per esempio, produce un contenitore con una porta usb. Basta collegarla al computer, impostare la temperatura e il tempo e il pranzo (caldo) è servito.

desk eating - EsseredonnaonlineIl menù, però, da solo non basta. Dove, come e con chi si trascorre la pausa pranzo è importante tanto quello che si mangia.La prima, e fondamentale, regola dovrebbe essere quella di allontanarsi dal luogo di lavoro. O quanto meno dalla scrivania. Almeno per una decina di minuti. Fate due passi in strada, cercate di raggiungere un parco, un giardino, datevi appuntamento con un amico che ha l’ufficio vicino al vostro, scambiate quattro chiacchiere con il collega del piano di sopra. E poi, quando tornate alla scrivania per la vostra schiscetta, spegnete il Pc, il cellulare, il tablet, staccate il telefono, spostate la tastiera del computer e apparecchiate con una tovaglietta. Non è che così vi sentirete come a casa, ma almeno non sporcherete la scrivania e potrete concentravi sul cibo e liberare un po’ la mente.

Ah, non dimenticate di portarvi dietro anche un dolcetto. Ve lo meritate!

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