Colite o colon irritabile un tempo, oggi sindrome dell'intestino irritabile o IBS. Il nome ha
poca importanza. Soprattutto per chi ne soffre, quel 20% della popolazione italiana – in gran parte
donne – ciclicamente preda di dolori addominali, crisi di diarrea o stipsi, gonfiore...
Un problema così "multisintomatico", da essere spesso confuso con altre malattie. E così
fastidioso da minare la qualità di vita sia per il suo andamento cronico, sia per il fatto che non
ha un'origine precisa: chiama in causa i più svariati fattori, tipici di tutte le società del
benessere - dieta, stress, vita sedentaria, stati d'ansia - ma anche gli ormoni e il sistema
nervoso.
Una questione di testa e di intestino, insomma. Come stabilire il confine preciso tra corpo e
mente? Un difficoltà che si riflette sulle cure, limitate a tenere sotto controllo i sintomi.
Almeno fino a oggi.
Con la consulenza del
professor Fabio Pace, gastroenterologo all'Ospedale Polo Universitario "L. Sacco"
di Milano.
A cura di: Alma Galeazzi