Acido folico

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L’acido folico è una vitamina idrosolubile del gruppo B (vitamina B9). Non viene prodotto dall’organismo ma deve essere assunto con il cibo. L’acido folico è indispensabile per il normale sviluppo embrionale del neonato. Negli ultimi anni, l’acido folico è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. La dose giornaliera di folati è di 200 mcg per gli adulti e di 50 mcg per i bambini. Per la donna prima del concepimento e in gravidanza se ne raccomanda un’assunzione giornaliera di 400 mcg per la prevenzione dei difetti del tubo neurale (indicazione fortemente raccomandata dallo stesso Ministero della Salute e da tutti gli organi competenti sia nazionali che internazionali) e 300 mcg durante l’allattamento. Non sono noti attualmente effetti tossici da folati fino a una dose di 5 mg/die; si consiglia comunque di non eccedere nell’assunzione oltre le dosi raccomandate.

Sebbene il ruolo dell’acido folico non sia conosciuto nei dettagli, si ritiene che sia essenziale per:

  • la sintesi degli acidi nucleici (DNA, RNA) e delle proteine
  • la formazione dell’emoglobina
  • la proliferazione e differenziazione dei tessuti (tra cui quelli embrionali)

Questa vitamina, inoltre, contribuisce a prevenire altre situazioni di rischio per la salute (per esempio abbassa i livelli di omocisteina, un aminoacido che viene associato al rischio cardiovascolare) e sembra giocare un ruolo nella prevenzione di altri difetti e malformazioni congenite. Un suo apporto attraverso la dieta o l’integrazione è pertanto indispensabile a qualunque età in quanto permette numerose reazioni biochimiche che consentono alle cellule di dividersi correttamente e di svolgere le proprie funzioni al meglio.

Tra le fonti di acido folico troviamo:  le verdure a foglia larga (spinaci, broccoli, asparagi, lattuga), legumi, cereali, arance, frattaglie (rene, fegato) e le uova. Circa la metà dell’acido folico si perde con il lavaggio e la cottura in quanto come la vitamina C si tratta di una vitamina idrosolubile.

Una scarsa assunzione attraverso la dieta, associata a possibili interazioni con terapie farmacologiche in corso, infezioni, gravidanza, scarsa metabolizzazione può determinare una carenza di acido folico. Tale carenza può provocare problemi nella sintesi degli acidi nucleici: DNA e RNA in particolare le cellule a ricambio rapido come quelle del midollo osseo.      

L’assunzione di acido folico è importante per tutte le donne almeno tre mesi prima del concepimento, durante la gravidanza e nella fase di allattamento, così da evitare malformazioni del feto, neurali e cardiache, nascita prematura, rischio di aborto e di ridotto aumento del peso del bambino, anemia megaloblastica.

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