Acido lattico

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L’acido lattico è un acido organico che deriva dalla degradazione anaerobica (cioè che avviene in assenza di ossigeno) del glucosio (zucchero semplice, principale fonte di energia). Questo normale processo si intensifica quando un apporto insufficiente di ossigeno impedisce il metabolismo completo del glucosio. Un esempio tipico è quello che succede dopo un’intensa attività muscolare che provoca crampi dovuti alla produzione massiccia di acido lattico.

L’acido lattico è presente normalmente sulle mucose; è ad esso che si deve il pH lievemente acido. A livello della vagina il processo di acidificazione è mediato dal metabolismo del glicogeno a opera dei lattobacilli. Il glicogeno (riserva di glucosio) rappresenta, infatti, una risorsa importante per l’ambiente vaginale: esso si deposita nelle cellule epiteliali grazie all’attivazione ormonale operata dagli estrogeni, che tende, però, a variare nel corso del ciclo mestruale e nelle diverse età della donna. L’utilizzo da parte dei lattobacilli del glicogeno consente di mantenere un costante livello di acidità, espresso da un basso valore di pH (vicino a 4), attraverso la fermentazione in acidi organici, costituiti prevalentemente da acido lattico. Alla trasformazione del glicogeno in acido lattico contribuisce in misura minore anche l’azione delle cellule dell’epitelio vaginale.

L’acido lattico si trova di norma anche nel film idrolipidico che ricopre la cute. Proprio grazie alla sua proprietà acidificante viene spesso utilizzato in cosmesi per imprimere ai prodotti un pH acido. Lo si trova spesso in detergenti intimi a pH 4 e in detergenti cutanei in cui il grado di acidità deve essere tenuto a valori compresi tra 4 e 5.

In dermatologia, l’acido lattico è anche utilizzato a dosi massicce (fino al 40%) per promuovere l’esfoliazione dello strato corneo e prevenirne l’ispessimento e quindi per migliorare le caratteristiche cutanee di idratazione. Si tratta di un alfaidrossiacido con tre atomi di carbonio; la sua molecola è più grande rispetto a quella dell’acido glicolico e viene assorbito più lentamente dall’epidermide, provocando una minore irritazione cutanea.

 

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