Apparato riproduttore femminile

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L’apparato riproduttore femminile è formato dagli organi genitali interni (le due ovaie con le rispettive tube di Falloppio, l’utero e la vagina) e dai genitali esterni compresi nell’area chiamata vulva (clitoride, grandi labbra, piccole labbra).

Sebbene le ghiandole mammarie non siano considerate parte dell’apparato genitale femminile hanno uno stretto legame sia fisiologico che funzionale con l’apparato riproduttivo. Alla nascita, gli organi genitali non sono completamente sviluppati e rimangono in una fase di “quiescenza” fino alla pubertà, quando inizia la secrezione delle gonadotropine, ormoni prodotti dall’ipofisi. Da questo momento avvengono numerose modificazioni di tutto l’apparato genitale, che comprendono l’ulteriore differenziamento degli organi riproduttivi e culminano nel menarca, la prima mestruazione.
Dopo il primo flusso mestruale, il ciclo mestruale – che comporta modificazioni ormonali, istologiche e psicologiche, si ripete costantemente ogni 28 giorni circa per tutto il periodo della vita fertile, tranne che durante la gravidanza. Quando una donna si avvicina al termine di questo periodo, i cicli mestruali diventano irregolari e gli stimoli ormonali e neurologici cambiano, portando alla menopausa. Quando ciò avviene il ciclo mestruale cessa completamente e avvengono alcune involuzioni a carico degli organi riproduttivi. Pertanto l’apparato riproduttivo femminile è controllato da una complessa interazione di fattori ormonali, neurologici e psicologici.

 

 

 

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