Cheloide

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Il cheloide (dal greco = simile alle chele del granchio)  è una cicatrice fortemente sollevata, di aspetto traslucido e liscio e di forma irregolare, che si allarga progressivamente, dovuta alla formazione di eccessive quantità di tessuto fibroso  nel derma di grosse quantità di collagene, che gli conferiscono una consistenza dura. Inizialmente possono avere un colorito rosso intenso che man mano diventa rosa pallido.

I cheloidi possono apparire dopo un trauma cutaneo per esempio in seguito a un intervento chirurgico, dopo un piercing all’orecchio,  una vaccinazione o una ferita, lesioni acneiche  (soprattutto localizzate sopra allo sterno) e/o ustioni, taglio cesareo.  Più raramente si formano sulla nuca in seguito a lesioni dell’acne presenti in questa zona.  Alcune persone hanno un tipo di pelle predisposta alla formazione di cheloidi dopo un intervento chirurgico (per es. alla tiroide, alla mammella) e quindi non la loro comparsa non dipende dalla qualità dell’intervento o dal medico che ha operato come molte persone erroneamente pensano. L’asportazione del cheloide è sconsigliabile perché innescherebbe un nuovo processo cicatriziale, con la formazione di un cheloide ancora più grande di prima.

L’impatto del cheloide dal punto di vista estetico e psicologico può essere importante soprattutto perché non esiste un vero trattamento risolutivo. Non vi esistono infatti al momento tecniche o terapie in grado di “eliminare” totalmente i cheloidi ma – con la consulenza di un bravo dermatologo è sicuramente possibile migliorarne notevolmente l’aspetto, riducendone il volumen, appiattendo e schiarendo la lesione.  I risultati dipendono anche dall’età del cheloidi: sono migliori quelli su cheloidi recenti piuttosto che di vecchia data.

Tra le principali tecniche utilizzate vi sono: la crioterapia con azoto liquido e l’applicazione a casa propria di lamine autoadesive di poliuretano. Il dermatologo potrà inoltre indicare prodotti specifici da applicare localmente per esempio creme a base di allantoina, medicazioni e gel di silicone,  cerotti medicati al cortisone, spray.

È possibile anche sottoporsi, sempre sotto la guida di un esperto dermatologo, a infiltrazioni intralesionali di triamcinolone praticate con la tecnica della microtunnelizzazione. Possono essere utili per ridurre le dimensioni del cheloide, soprattutto se sono precedute da crioterapia.

Al momento esistono anche alcuni farmaci da impiegare sempre localmente che sono ancora in studio perché hanno evidenziato una buona efficacia. Il dermatologo saprà dare tutte le indicazioni e i consigli necessari al proprio caso.

Infine viene utilizzata la luce pulsata a 560 nm che può svolgere un’azione solo sulla componente vascolare e quindi può favorire un parziale schiarimento della placca.

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