Disordine premestruale disforico

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Il disordine premestruale disforico (Premenstrual Dysphoric Disorder o PMDD) è una forma particolarmente grave della sindrome premestruale, che si verifica nel 2-6% delle donne in età fertile nelle quali i sintomi hanno effetti distruttivi, molto simili a quelli della depressione. La differenza principale rispetto a questi ultimi è che si manifestano soltanto nei giorni che precedono il ciclo mestruale.

 

Il disordine premestruale disforico è stato inserito tra i disturbi di tipo depressivo nella 5° edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5). In questo testo di riferimento si legge che: “Le caratteristiche essenziali del disturbo disforico premestruale sono l’espressione della labilità dell’umore, l’irritabilità, la disforia e sintomi d’ansia che si verificano ripetutamente durante la fase premestruale del ciclo e vanno incontro a remissione intorno all’insorgenza delle mestruazioni o poco dopo. Questi sintomi possono essere accompagnati da sintomi comportamentali e fisici. I sintomi devono essersi manifestati nella maggior parte dei cicli mestruali durante l’ultimo anno e devono avere un effetto negativo sul lavoro e la vita sociale della donna che ne soffre. L’intensità e/o l’espressività dei sintomi d’accompagnamento possono essere strettamente correlate con l’ambiente sociale e culturale caratteristico della donna affetta, con le prospettive familiari e con fattori maggiormente specifici come credenze religiose, tolleranza sociale e problematiche legate al ruolo di genere femminile. Tipicamente i sintomi raggiungono il picco intorno al periodo di insorgenza delle mestruazioniAl fine di confermare la diagnosi, sono richieste valutazioni prospettiche quotidiane per almeno due cicli sintomatici.”.

La terapia è personalizzata e varia da caso a caso.

 

 

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