Esofago

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L’esofago è un condotto flessibile e contrattile (lungo circa 25 cm e largo circa 2,5 cm) che fa parte del tubo digerente e collega la faringe con lo stomaco. La sua parete dell’esofago è formata da strati di fibre muscolari longitudinali e circolari. All’estremità superiore, la parte più stretta dell’intero tubo digerente, uno sfintere controlla il passaggio del cibo dalla faringe. Lo sfintere posto all’estremità inferiore dell’esofago (cardias) apre e chiude l’accesso allo stomaco.

 

Quando l’esofago è vuoto la sua parete interna è ripiegata; quando il bolo di cibo (boccone masticato mescolato alla saliva) proveniente dalla faringe entra nell’esofago, le fibre muscolari circolari si contraggono “a monte” e si distendono “a valle”; le fibre longitudinali, più esterne, producono movimenti ondulatori nella direzione opposta alla bocca. Questi movimenti peristaltici sono coordinati, e permettono al bolo di progredire verso lo stomaco e sono controllati dal sistema nervoso autonomo. Il cibo passa nello stomaco attraverso una valvola – il piloro – che gli impedisce di risalire nell’esofago una volta mescolatosi con gli acidi gastrici, in quanto ciò comporterebbe danni e dolore.

 

Lo stato di salute dell’esofago può essere valutata mediante:

 

  • esofagografia, ovvero la radiografia con mezzo di contrasto
  • esofagoscopia, grazie all’introduzione di un tubo ottico flessibile
  • manometria, tecnica che misura la forza e la potenza delle contrazioni esofagee

 

 

 

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