Feniletilammina

Scritto in Glossario


  1. A
  2. B
  3. C
  4. D
  5. E
  6. F
  7. G
  8. H
  9. I
  10. J
  11. K
  12. L
  13. M
  14. N
  15. O
  16. P
  17. Q
  18. R
  19. S
  20. T
  21. U
  22. V
  23. W
  24. X
  25. Y
  26. Z

La feniletilammina (PEA) è un neuropeptide (neurotrasmettitore) rilasciato dai neuroni nei momenti di euforia emotiva compresi quelli amorosi (la sua produzione aumenta in effetti durante l’innamoramento tanto da averla soprannominata “love-drug”).

La PEA è una cosiddetta “amina traccia”, una denominazione utilizzata per identificare un gruppo di composti presenti a concentrazioni molto più basse rispetto alle amine biogene e ai neurotrasmettitori epinefrina, norepinefrina, serotonina, dopamina ed istamina, normalmente presenti a concentrazioni molto più elevate.

La PEA si forma dalla degradazione enzimatica di un aminoacido precursore, la fenilalanina, e la sua struttura è analoga a quella delle anfetamine, e condivide con esse gli effetti neuro-farmacologici, legandosi agli stessi recettori cerebrali. La produzione di feniletilammina stimola il cervello a rilasciare una beta-endorfina che ha effetti analgesici e dà una sensazione di benessere. Aumenta anche la pressione sanguigna dei livelli di glucosio nel sangue. Inoltre, come le anfetamine, la feniletilammina è coinvolta nei meccanismi di inibizione dell’appetito, contrasta la fatica, migliora l’umore, favorisce la veglia e le funzioni mentali.  Molte di queste proprietà sono correlate alla capacità dell’ammina di modulare il rilascio della dopamina (e per alcune vie anche della serotonina), un importante neurotrasmettitore coinvolto in molte attività cerebrali tra cui quelle che implicano soddisfazione, motivazione, ricompensa e gratificazione. A differenza delle anfetamine, la PEA non sviluppa né tolleranza, né dipendenza, né produce effetti collaterali. Per questi motivi è stata anche utilizzata in campo medico per la cura di alcune forme depressive. Alcuni studi hanno infatti documentato valori di feniletilammina ridotti nei tessuti e nei fluidi biologici di persone depresse; l’assunzione di feniletilammina, o del suo amminoacido precursore, la fenilalanina, sembra migliorare alcuni tipi di depressione: ulteriori indagini sono in corso per approfondire questi aspetti. Bassi livelli di PEA sono stati associati anche a deficit di attenzione e iperattività (ADHD), mentre livelli particolarmente elevati della sostanza chimica sono stati associati con la schizofrenia.

Tra i derivati feniletilaminici c’è la pericolosa ecstasy. In natura, la feniletilammina è contenuta in diversi alimenti, tra i quali spiccano il cioccolato (di cui si pensa sia responsabile – insieme ad altri componenti – dei presunti effetti “afrodisiaci”), il vino, il salame, diverse alghe, funghi e vegetali, le aringhe in salamoia e gli alimenti che subiscono fermentazione microbica come i formaggi; nello stomaco, tuttavia, la feniletilamina viene degradata dall’enzima MAO-B, per cui non si ritiene che, assunta per via alimentare, possa avere effetti psicoattivi. Considerato che riduce la ritenzione di acqua e liquidi, può aiutare nella perdita di peso.

Alcuni studi recenti hanno definitivamente dimostrato l’assenza di una correlazione tra la quantità di feniletilamina nel cioccolato e gli attacchi di mal di testa in soggetti affetti da cefalea.

Pinterest
Print

Email
Print