Grasso addominale

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Con il termine di “grasso addominale” si intende la distribuzione del grasso corporeo tipica dell’uomo (androide, centrale o “a mela”) per l’accumulo del tessuto adiposo prevalentemente nella fascia addominale e nella metà superiore del corpo, soprattutto a livello intraviscerale (grasso viscerale), che si contrappone alla distribuzione tipica della donna in età fertile, più periferica (ginoide o “a pera”) per l’evidente tendenza ad accumulare grasso nella metà inferiore del corpo: fianchi, glutei, cosce.

Numerosi studi hanno evidenziato una correlazione tra grasso addominale e malattie metaboliche e complicanze cardiovascolari. E’ stato infatti ampiamente documentato che l’obesità addominale di tipo androide è associata a un più alto rischio di patologie croniche quali cardiopatie, diabete tipo 2, ipertensione, sindrome metabolica, dislipidemie (ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia) e diverse altre. Alla obesità di tipo ginoide, con distribuzione del grasso più superficiale, sottocutanea, si associa di preferenza la cellulite che colpisce particolarmente la parte posteriore delle braccia, la regione retro-lombosacrale, le natiche, la metà inferiore dell’addome, le cosce, i polpacci.

 

La distribuzione del grasso corporeo viene valutata misurando la circonferenza addominale (circonferenza vita) con un semplice metro da sarto nel punto più stretto del girovita in fase di espirazione: i valori da non superare per gli Europei sono i seguenti:

• Valori uguali/maggiori di 102 cm per le donne.

• Valori uguali/maggiori di 88 cm per gli uomini.

 

 

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