Ischemia

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Il termine ischemia viene utilizzato per definire una riduzione, fino all’assenza completa, dell’adeguato apporto di sangue in un’area più o meno estesa di un tessuto o di un organo. La ridotta o mancata irrorazione si traduce in uno scarso apporto di ossigeno e nutrienti e una progressiva alterazione del metabolismo dell’area danneggiata. Nelle forme di lieve entità o transitorie, le conseguenze sono reversibili ma una forma grave e duratura può provocare un danno irreversibile dei tessuti non irrorati che a seconda dei casi prende il nome di infarto (cuore, cervello, reni e altri organi interni) o cancrena (tessuto cutaneo).

 

Le principali cause

Tra le cause principali di ischemia vi è l’aterosclerosi. Si tratta di un processo infiammatorio che si verifica all’interno della parete delle arterie a seguito di una complessa interazione tra colesterolo “cattivo” (LDL-colesterolo), piastrine, calcio e cellule infiammatorie. Nel tempo produce un’ostruzione (improvvisa o cronica) dei vasi sanguigni e riduce o annulla, di fatto, il rifornimento di ossigeno, energia e nutrienti necessari alla vita. È un killer silenzioso, in agguato per anni, che fa la sua comparsa anche in giovane età nei soggetti predisposti e con uno stile di vita non adeguato. Se si localizza nelle arterie del cuore (coronarie), l’ischemia provoca l’angina (dolore al petto) e l’infarto cardiaco, se la sede è un’arteria che irrora il cervello l’aterosclerosi è responsabile dell’infarto cerebrale, il cosiddetto ictus.

 

Tra i fattori che favoriscono l’aterosclerosi vi sono: il fumo (è un vasocostrittore ed irritante della parete vasale), il diabete mellito, l’obesità, l’ipercolesterolemia, l’ipertensione arteriosa, la vita sedentaria e la carenza di sonno.

Numerose altre condizioni possono provocare ischemia, tra queste:
la tachicardia (aumento anomalo del battito cardiaco);
la tromboembolia (formazione o distacco di un trombo o di un embolo), la compressione eccessiva dei vasi sanguigni ad opera di un tumore o per schiacciamento muscolare, l’embolia gassosa (può manifestarsi, per esempio, in chi pratica immersioni subacquee senza rispettare le regole della decompressione), presenza in circolo di sostanze o corpi estranei (per es: vaccini, liquido amniotico in caso di embolia da liquido amniotico).

 

 

 

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