Malattia Infiammatoria Pelvica

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La malattia infiammatoria pelvica (MIP o PID – dall’Inglese Pelvic Inflammatory Disease) è un’infezione estesa che coinvolge l’apparato genitale femminile. L’infezione può diffondersi a livello dell’utero, delle tube di Falloppio e/o delle ovaie ma può coinvolgere anche gli organi pelvici limitrofi. La PID va diagnostica prima possibile e curata con una terapia antibiotica appropriata. La donna deve seguire rigorosamente le indicazioni ricevute: se la PID viene trascurata può portare a gravi complicanze che comprendono: gravidanza extra-uterina, infertilità (il rischio raddoppia ad ogni episodio in caso di recidive dell’infezione), dolore cronico pelvico, invalidità fisica.

 

Fattori di rischio
La malattia infiammatoria pelvica è più frequente  nelle donne di età inferiore ai 25 anni che hanno rapporti sessuali con più di un partner o con un partner che ha a sua volta più partner sessuali. Altri fattori di rischio sono: precedente episodio di PID, precocità del primo rapporto sessuale, interruzione volontaria di gravidanza, inserzione di un dispositivo intrauterino (IUD).

 

Cause
Le malattie sessualmente trasmesse rappresentano la principale causa della PID e in particolare la gonorrea (40% di tutti i casi di PID) e l’infezione da clamidia (isolata in circa il 50% dei casi di PID).

 

Fasi della malattia
La PID spesso è caratterizzata da due fasi: la prima fase, in cui i microrganismi patogeni infettano la cervice dell’utero e una seconda fase in cui i patogeni risalgono le vie genitali superiori andando ad infettare utero, tube di Falloppio fino alle ovaie. Anche se la maggioranza delle infezioni da gonorrea e clamidia sono asintomatiche, si stima che circa il 15% delle infezioni della cervice evolvano in PID.

 

Sintomi e diagnosi
La malattia infiammatoria pelvica non è caratterizzata da sintomi specifici. In oltre il 90% delle donne è presente dolore nella parte bassa del ventre. L’insorgenza del dolore si osserva spesso durante o subito dopo il ciclo mestruale. Il 75% delle donne con PID dichiara di avere dolore nei primi 7 giorni di mestruazioni, quando la qualità del muco cervicale favorisce la risalita dei batteri vaginali.  Anche la comparsa di perdite vaginali anomale e maleodoranti può essere un segno di una PID in corso. In tutti questi casi, è importante rivolgersi al proprio ginecologo. Altri sintomi possibili sono: minzione dolorosa, febbre e brividi, nausea e vomito.

 

Diagnosi
La diagnosi di PID può essere difficile perché la sede dell’infezione non è facile da esaminare e non esistono test specifici per identificare la malattia. Inoltre, i sintomi possono essere simili a quelli di altre situazioni. In genere, il ginecologo pone diagnosi di PID attraverso un’accurata anamnesi (facendo una serie di domande sulla storia medica della donna che possono comprendere anche le abitudini sessuali di entrambi i partner, il tipo di contraccettivo usato, i sintomi lamentati etc). Il medico esegue un’accurata visita ginecologica e può prelevare dei campioni di cellule della cervice uterina per farli analizzare in laboratorio (ricerca dei microrganismi che causano gonorrea o infezione da clamidia). Alcuni medici richiedono anche l’esame del sangue. Se la diagnosi non è certa possono essere richieste anche altre indagini come la laparoscopia o l’ecografia.

 

Trattamento
La PID viene trattata in primo luogo con antibiotici che, nella maggior parte dei casi, possono da soli eliminare l’infezione, se usati secondo le indicazioni e per tutto il periodo raccomandato. Considerato che la malattia infiammatoria pelvica è causata in genere da più di un microrganismo, la terapia in genere prevede l’associazione di due o più antibiotici ad ampio spettro. Poiché la causa è spesso una malattia sessualmente trasmessa è fondamentale trattare entrambi i partner per evitare le cosiddette infezioni “ping pong”.
Il ciclo di terapia dura in genere 14 giorni ma dipende dalla gravità della malattia. Anche se in passato la PID rappresentava un’indicazione per il ricovero ospedaliero e la terapia per via parenterale, oggi la tendenza predominante è quella della terapia orale a domicilio, tranne ovviamente nei casi più gravi.

 

Prevenzione
Poiché la PID può compromettere la salute e la fertilità futura della giovane donna, la prevenzione riveste un ruolo molto importante.  L’astensione dai rapporti sessuali fintanto che l’infezione non sia risolta (documentata dalla visita medica di controllo e dagli esami di laboratorio) e tutti i partner sessuali non abbiano terminato il trattamento rappresenta il solo modo sicuro per prevenire una recidiva della PID.

 

Complicanze
Anche quando la diagnosi e il trattamento sono corretti e tempestivi, esiste un elevato rischio di complicanze sia immediate (per esempio: ascesso tubo-ovarico con materiale purulento all’interno dell’addome) che tardive (infertilità, dolore pelvico cronico, gravidanza ectopica) dovute prevalentemente alla cicatrizzazione e alle aderenze del tessuto infetto nel corso della guarigione.
Il dolore pelvico cronico colpisce circa un terzo delle donne con diagnosi di PID e ad oggi non è ancora disponibile una cura. La comparsa di recidive di PID rappresenta il maggiore fattore predittivo di sviluppo di dolore pelvico cronico.
La PID è una delle più frequenti cause di infertilità femminile. L’infezione delle tube causa infatti una fortissima reazione infiammatoria che provoca cicatrici e aderenze permanenti che ostruiscono in modo parziale o totale una tuba di Falloppio così da alterare le capacità procreative future della donna.
La PID è anche una delle principali cause di gravidanza ectopica. La lesione di una tuba infatti può provocare l’annidamento di un ovocita fecondato all’interno della tuba e la crescita in quella sede al posto della cavità uterina; ciò può portare a rottura della tuba e a sanguinamento all’interno dell’addome, condizioni che richiedono un intervento chirurgico d’urgenza e possono in taluni casi – per fortuna rari – perfino portare alla morte della donna.

 

 

PER APPROFONDIRE 

Malattia infiammatoria pelvica: sintomi e terapia »

 

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