Neuropeptidi

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Neuropeptidi è un termine che viene utilizzato per identificare le molecole che fungono da messaggeri chimici (neurotrasmettitori) di natura proteica (cioè formati da proteine) che vengono liberati in varie zone del cervello o dei nervi periferici e che modulano reazioni complesse legate al comportamento (umore, affettività, piacere sessuale, aggressività, istinto, dolore, paura etc) e alle funzioni endocrine (ritmo sonno-veglia, appetito, digestione etc) del nostro organismo.

 

I neuropeptidi, di solito con caratteristiche di neuromodulatori rappresentano un vasto gruppo:

  • i peptidi oppiacei, per esempio le encefaline e le endorfine;
  • i peptidi gastrointestinali, prodotti dal sistema neuroendocrino diffuso: la sostanza P, la neurotensina e il peptide intestinale vasoattivo (VIP);
  • i fattori di rilascio dell’ipotalamo, quale il fattore di rilascio della tireotropina e la somatostatina;
  • gli ormoni immagazzinati e rilasciati dalla neuroipofisi (l’ormone antidiuretico e l’ossitocina).

 

Lo schema evidenzia le strette correlazioni esistenti tra Sistema Nervoso Centrale, funzione endocrina e comportamento modulate dai neurotrasmettitori. Lo schema evidenzia le strette correlazioni esistenti tra Sistema Nervoso Centrale, funzione endocrina e comportamento modulate dai neurotrasmettitori.

 

 

I neuropeptidi si formano da precursori, gli aminoacidi (i mattoni che formano le proteine), comunemente presenti nella dieta, formando catene di lunghezza variabile da 2 a 39 aminoacidi. Ciascun neuropeptide è sintetizzato a partire dai propri amminoacidi, attraverso una serie di fasi enzimatiche ben distinte (un enzima è una molecola proteica che fa reagire in modo specifico una o più molecole tra loro). Una volta sintetizzati i neuropeptidi/neurotrasmettitori sono immagazzinati in piccole strutture sferiche, chiamate vescicole sinaptiche o sinapsi, all’interno della terminazione di una terminazione nervosa. Quando un impulso nervoso raggiunge quest’ultima, le vescicole sinaptiche si fondono con la membrana esterna della terminazione e riversano nello spazio sinaptico l’interno del loro contenuto. Questo meccanismo dipende dalla presenza di ioni calcio.

 

I neuroni, ovvero le cellule nervose ritenute i principali vettori della trasmissione nervosa, possono stabilire diversi tipi di connessioni (sinapsi) che includono sinapsi tra il corpo cellulare di un neurone e un assone (lungo processo filiforme che permette di comunicare con gli altri neuroni) di un altro neurone, tra due assoni e tra un assone e un dendrite. Da un neurone tipico emergono fino a 10.000 dendriti, se non di più, e ogni dendrite può ricevere informazioni da numerosi neuroni. I neuroni, ovvero le cellule nervose ritenute i principali vettori della trasmissione nervosa, possono stabilire diversi tipi di connessioni (sinapsi) che includono sinapsi tra il corpo cellulare di un neurone e un assone (lungo processo filiforme che permette di comunicare con gli altri neuroni) di un altro neurone, tra due assoni e tra un assone e un dendrite. Da un neurone tipico emergono fino a 10.000 dendriti, se non di più, e ogni dendrite può ricevere informazioni da numerosi neuroni.

 

I neuroni, ovvero le cellule nervose ritenute i principali vettori della trasmissione nervosa, possono stabilire diversi tipi di connessioni (sinapsi) che includono sinapsi tra il corpo cellulare di un neurone e un assone (lungo prolungamento cellulare che permette di comunicare con gli altri neuroni) di un altro neurone, tra due assoni e tra un assone e un dendrite. Da un neurone tipico emergono fino a 10.000 dendriti, se non di più, e ogni dendrite può ricevere informazioni da numerosi neuroni.

Una volta liberato nello spazio della sinapsi,  il neuropeptide si lega a recettori specifici presenti sui dendriti del neurone postsinaptico. I recettori sono proteine della membrana cellulare, conformate in modo specifico da poter riconoscere le molecole del neurotrasmettitore, proprio come una serratura “riconosce” la propria chiave. I neuroni che possiedono un maggior numero di recettori per un determinato neurotrasmettitore reagiranno più intensamente dei neuroni che ne hanno un numero inferiore.

La trasmissione sinaptica è un processo rapido e di breve durata. Una volta avvenuto il riconoscimento, l’impulso viene propagato lungo il neurone postsinaptico. La neurotrasmissione può essere di tipo eccitatorio o inibitorio. Non appena il neuropeptide interagisce con il proprio recettore, viene tolto di mezzo, liberando così il campo per la successiva ondata di molecole di neurotrasmettitore che attraversano la sinapsi e conducono un nuovo impulso nervoso.

Le molecole dei neuropeptidi possono essere eliminate in vari modi. Alcune sono degradate da enzimi, altre sono ripompate (re-uptake) nel neurone presinaptico che le ha liberate oppure sono pompate nella glia (cellule nervose di sostegno e nutrimento), altre semplicemente si diffondono nell’ambiente.

 

 

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