Osteoporosi

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L’osteoporosi è la principale e più diffusa malattia dell’osso; si tratta di una malattia complessa e non ancora del tutto conosciuta. L’osteoporosi interessa una porzione elevata della popolazione italiana, soprattutto di sesso femminile (ma è presente anche in molti uomini) e presenta un tasso di crescita proporzionale all’aumento dell’età.

 

I fattori di rischio modificabili e non modificabili

I principali fattori di rischio riconosciuti sono diversi e si intersecano tra loro: 1) fattori anagrafici, genetici e costituzionali; 2) fattori ambientali e comportamentali; 3) fattori ormonali e malattie croniche ; 4) uso prolungato di farmaci. Un’alimentazione carente di calcio, soprattutto nell’infanzia e nell’adolescenza favorisce il progressivo impoverimento dello scheletro. Ogni giorno perdiamo una certa quantità di calcio attraverso urine e feci e se queste perdite non vengono pienamente reintegrate con la dieta si ha un continuo prelievo di calcio dall’osso.

 

La progressiva fragilità dell’osso e il rischio di fratture

In corso di osteoporosi, l’osso diventa progressivamente più rarefatto e quindi più fragile e soggetto a fratture anche per traumi minimi. Quando la perdita ossea diventa eccessiva, possono presentarsi delle microfratture dolorose che possono verificarsi anche solo per piccoli movimenti scorretti. Il rischio di fratture spontanee è presente dopo i 65/70 anni e le fratture possono verificarsi anche solo per un piccolo movimento scorretto che fa gravare tutto il peso del corpo sull’osso fragile. Le fratture più frequenti sono a carico di colonna vertebrale e collo del femore.

 

La diagnosi e la terapia

L’osteoporosi è una malattia silenziosa, la rarefazione non dà sintomi, la si scopre solo attraverso particolari esami che comprendono la Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC) a singolo e a doppio raggio fotonico, la MOC digitale a raggi X, la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) Quantitativa e l’Attivazione Neutronica. Altri metodi sono in via sperimentale.

 

La prevenzione dell’osteoporosi

L’osteoporosi è una condizione di anormalità dell’osso, esattamente come l’insufficienza renale o cardiaca o respiratoria per i rispettivi organi: reni, cuore e polmoni e richiede pertanto un approccio serio e consapevole già in termini di prevenzione.

La prevenzione dell’osteoporosi ha due obiettivi fondamentali: (1) massimizzare il picco di massa ossea; (2)rallentare la velocità di perdita di osso dopo la menopausa e nell’età avanzata.

A parte i possibili approcci di prevenzione secondaria come la diagnosi precoce (con esami di controllo regolari) ciò che appare fondamentale e fattibile da tutti, è la prevenzione primaria dell’osteoporosi che dovrebbe attuarsi sin dall’infanzia, continuando nell’adolescenza e nell’età fertile, con uno stile di vita e alimentare corretto (alimentazione ricca di calcio e vitamina D e quindi di latte, astensione dal fumo, assunzione di alcolici in quantità moderate e attività fisica regolare) che peraltro riduce il rischio anche di altre malattie croniche.

La prevenzione terziaria rappresenta un impegno significativo per il SSN perché si rivolge ai soggetti che hanno già subito una frattura e hanno pertanto già manifestato clinicamente i segni evidenti della fragilità scheletrica e che andranno quindi seguiti sotto tutti gli aspetti (farmacologico, interventistico, riabilitativo).

 

Chi è ad alto rischio?

Esistono persone che sono più ad alto rischio per osteoporosi rispetta ad altre, per esempio i soggetti in terapia con farmaci cortisonici, le donne in menopausa precoce, i soggetti geneticamente predisposti.

 

 

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