Ragade

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La ragade è una piccola ferita cutanea, a fessura, spesso dolorosa, con perdita di sostanza, sottile ma profonda, che interessa lo strato dell’epidermide e la parte più superficiale del derma. Pelli molto secche possono presentare simili problemi.

Le ragadi possono insorgere durante l’allattamento se il bambino succhia molto forte, o in posizione scorretta o quando la cute del capezzolo è particolarmente fragile. Per evitare l’insorgere delle ragadi, tra una poppata e l’altra è consigliabile l’uso di un emolliente (per esempio burro di karité od olio di mandorle dolci ) rimuovendone l’eccesso con una garzina, prima di allattare.

Qualora i tessuti dell’areola e del capezzolo siano molto fragili e inizino a irritarsi si possono applicare, 2-3 volte al giorno, degli impacchi tiepidi a base di achillea, malva o camomilla che svolgono un’azione naturale decongestionante e cicatrizzante. Un’altra accortezza importante è quella di mantenere i capezzoli sempre ben asciutti e non a contatto con tessuti sintetici né con coppette assorbilatte, foderate di plastica. In caso le ragadi si formino lo stesso, è buona norma non sospendere l’allattamento avendo però l’accortezza di iniziare la poppata dalla mammella non dolente (o meno dolente). Alcune ostetriche consigliano alle neomamme di spalmare le tracce residue di latte sul capezzolo, lasciando asciugare: questo perché il latte materno contiene sostanze, come il lisozima, ad azione antinfettiva. Per favorire la guarigione è possibile che il medico prescriva una crema cicatrizzante, in ogni caso bisogna fare il possibile affinché alle ragadi non faccia seguito un insorgo secondario, da scarsa suzione e da inadeguato svuotamento del seno.

 

 

 

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