Risonanza magnetica

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La risonanza magnetica nucleare (RMN) è una tecnica non invasiva di visualizzazione (imaging) che fornisce immagini molto dettagliate degli organi interni. A differenza della TAC non emette radiazioni ma onde magnetiche.

La risonanza magnetica nucleare viene utilizzata per la valutazione di molte situazioni tra cui:

  • trauma cranico (ricerca di edema o sanguinamenti)
  • sintomi neurologici che possano far supporre la presenza di un aneurisma cerebrale, ictus, tumore o sospetta lesione o trauma del midollo spinale
  • patologie del cuore o dei grossi vasi (aneurisma, ostruzione dell’arteria renale o della vena cava o della vena porta, trombosi della vena renale etc)
  • malattie renali
  • tumore al pancreas, surreni, colecisti
  • malattia biliare
  • disturbi muscoloscheletrici (alterazioni o traumi di articolazioni, tessuti molli, ossa).

Oltre a fornire immagini dei singoli organi, grazie all’associazione di tecniche sofisticate, la RMN viene utilizzata anche per “vedere” gli organi in attività fisiologiche (per esempio le attività cerebrali), per ricostruzioni tridimensionali (per esempio dei vasi sanguigni) o per rilevare la biochimica di organi o tessuti specifici.

 

La tecnica

La risonanza magnetica nucleare si basa sul principio che gli atomi di idrogeno, presenti ovunque nei liquidi organici, possono essere catturati da un campo magnetico. Le onde emesse dai magneti presenti nello strumento utilizzato per l’esame vengono quindi deviate quando colpiscono i diversi organi del nostro corpo e questa deviazione viene rilevata dallo strumento, elaborata da un computer e impressa in un’immagine che riproduce l’interno del nostro corpo come se il medico potesse osservare gli organi da varie prospettive (fronte, sinistra, destra, alto). A tessuto diverso corrisponde una risonanza con frequenza diversa. L’apparecchio per la RMN ha la forma di un largo cilindro con un foro nella parte centrale in cui c’è un potente campo elettromagnetico ed è dotato di un lettino che entra nel foro.

 

La preparazione

In genere non viene richiesto il digiuno anche se talvolta possono esserci alcune limitazioni specifiche. Non vanno indossati gioielli, orologio, chiavi, forcine o fermacapelli, monete, portafoglio, carte di credito, occhiali, protesi, cinture o fibie e altri oggetti metallici. In tutti i centri viene distribuito un modulo prestampato dove si dichiara che non si è portatori di protesi, schegge, viti, placche etc che rendono controindicato questo esame. Su richiesta può essere somministrato – prima dell’esame – un blando sedativo per controllare meglio eventuali attacchi di ansia o di claustrofobia.

 

La somministrazione mezzo di contrasto

Il mezzo di contrasto può venire utilizzato per facilitare la distinzione tra tessuto sano e tessuto patologico; può anche essere utile per la diagnosi di alterazioni tissutali minori. La maggior parte dei mezzi di contrasto per la RMN contiene gadolinio, un metallo pesante. Il mezzo di contrasto viene somministrato per via endovenosa al momento dell’esame. In genere, non si avverte sapore metallico, né manifestazioni cutanee come prurito o arrossamento che possono sorgere con i mezzi di contrasto iodati.

 

L’esecuzione della RMN

Una volta distesi sul lettino, il radiologo posiziona un apparecchio (un’antenna radio particolare) chiamato “elica di superficie” intorno alla zona da esaminare quindi fa avanzare il lettino all’interno del campo magnetico. Come per la TAC, è possibile comunicare con il radiologo in qualsiasi momento attraverso un interfono. Mentre quando facciamo una radiografia, una TAC o una PET non percepiamo quasi sensazioni, nel caso della risonanza magnetica si sentono diversi rumori (simili a colpi su una porta) che non devono tuttavia allarmare; sono dovuti al normale funzionamento dello strumento e sono causati dal continuo alternarsi di accensione e spegnimento dei campi magnetici durante l’esame. La maggior parte dei macchinari per RMN richiede da 2 a 6 diverse sequenze, ciascuna della durata variabile da 2 a 15 minuti. Durante l’esame è richiesto di rimanere immobili. Nel suo complesso l’esame dura tra la mezz’ora e l’ora e mezza.

 

Le controindicazioni

La RMN è controindicata in diverse situazioni o modalità di trattamento: – pace-maker cardiaco impianto di defibrillazione cardiacaclip per aneurismiclamp della carotideneurostimolazioneinsulina o pompa da infusioneimpianto per infusione di farmaci stimolatore di crescita/saldatura osseaprotesi acusticaprotesi valvolari o articolari, dispositivi per infusione, schegge, viti ossee, placche metalliche etc) – diaframma.

 

 

 

 

 

 

 

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