Spina bifida

ABCDEFGHILMNOPRSTUVZ

La spina bifida o colonna vertebrale “aperta” rappresenta insieme all’anencefalia un difetto del tubo neurale o DTN. Si tratta di una grave malformazione congenita del midollo spinale provocata dalla chiusura incompleta del tubo neurale del feto che avviene tra il 18° e il 26° giorno dalla fecondazione dell’ovulo quando molte donne non sanno ancora di essere in gravidanza. In questo breve intervallo di tempo il cervello e il midollo spinale si sviluppano a partire dallo strato più esterno delle cellule embrionali, chiamato ectoderma che dopo essersi ispessito (placca neurale) forma una fossa – denominata doccia neurale – che inizia a chiudersi partendo dalla nuca e via via verso l’alto e verso il basso fino a costituire il tubo neurale, la futura sede del sistema nervoso centrale formato dall’encefalo (cervello), posto nella scatola cranica, e midollo spinale, situato nel canale vertebrale. Nei punti in cui la chiusura resta incompleta, per esempio a livello lombare, cervicale o cranico, le ossa non si uniscono e la pelle non aderisce. Accade quindi che il neonato presenta un’anencefalia oppure viene alla luce con la spina bifida, vale a dire con la colonna vertebrale “aperta”. In quest’ultimo caso, il bambino quasi sempre sopravvive seppure con gravi conseguenze e disabilità: paralisi, insensibilità alle gambe, incontinenza di urina e feci, idrocefalo, fronte prominente, riduzione del cervello e ritardo mentale.

 

L’incidenza dei difetti del tubo neurale non è affatto trascurabile: si calcola che nel mondo colpisca da 1 a 10 neonati su 1000 nascite. In Italia è pari allo 0,75 per mille che calcolato su 530mila gravidanze all’anno che corrisponde a ben 400 bambini con un difetto del tubo neurale. Nelle coppie che hanno già avuto un figlio con uno di questi due difetti il rischio di avere un altro bambino con lo stesso problema è da 10 a 20 volte superiore.

 

Negli ultimi decenni, l’assunzione di acido folico è stata riconosciuta come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali e in particolare di quelle a carico del tubo neurale come anencefalia e spina bifida che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Un’integrazione di acido folico viene quindi abitualmente raccomandata sin dalle prime settimane di gravidanza e anche prima del concepimento nelle donne che stanno cercando un bambino.

 

 

PER APPROFONDIRE

– La spina bifida »

– Acido folico e DHA: accoppiata vincente in gravidanza »

 

 

 

Tags:
eD Promotion: i Prodotti di Mylan Spa

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?