Svezzamento

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Lo svezzamento è una fase molto importante dello sviluppo e della crescita di un lattante sano. Le indicazioni su quando e come iniziare lo svezzamento sono molteplici, talvolta anche in contraddizione tra di loro e spesso empiriche ovvero basate principalmente sull’esperienza del singolo pediatra, della mamma stessa se non è al suo primo figlio o di qualche altro membro della famiglia che ha già avuto bambini. Dalle ricerche scientifiche più recenti e da quanto consigliato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità emerge l’importanza di procedere con il solo allattamento al seno o artificiale almeno fino ai 6 mesi, meglio 8 mesi-1 anno naturalmente se ciò è possibile per la madre e se le condizioni del lattante lo permettono.

Lo svezzamento in pratica definisce il passaggio graduale da un’alimentazione esclusivamente a base di latte a una più varia nella quale compaiano progressivamente cibi semi-solidi e solidi più vicini all’alimentazione adulta. Il latte materno è l’alimento ideale ma i fabbisogni nutritivi del bimbo si modificano nel tempo e un’alimentazione più ricca consente una crescita migliore.

La regola di base deve essere il rispetto dei bisogni e dei tempi del bambino; imporre un’alimentazione forzata può produrre disturbi di natura emozionale, alterare il rapporto con il cibo, creare stati di ansia legati al momento del pasto che possono persistere per anni. Viceversa, se la mamma cerca di comprendere i bisogni del figlio, di favorirli, di proporre e non di imporre, la graduale separazione dal seno e dal biberon e, in seguito, da frullati e omogeneizzati avverrà spontaneamente e questo momento chiave dello sviluppo psicofisico verrà vissuto con piena soddisfazione e non come frustrazione.

Il primo alimento diverso dal latte materno che viene introdotto è la verdura (come purea con qualche goccia di limone e/o di olio) per abituare il bambino al gusto del salato o comunque del non dolce. Ogni settimana si varierà la verdura per verificare anche l’eventuale insorgenza di intolleranze. Lontano dai pasti potrà essere proposta della purea di frutta cotta o grattugiata cruda o a cubetti cotti al vapore. Sia la frutta che la verdura devono essere di stagione e mature in modo da sfruttare al massimo tutte le proprietà di vitamine e minerali contenuti in questi alimenti.

Dopodiché si passerà alla prima pappa (per es crema di riso, verdure passate, carne liofilizzata d’agnello mescolando tutto insieme) e poi al brodo di verdura. La composizione delle pappe dovrebbe essere personalizzata sul gusto del bambino. Meglio evitare da subito di dolcificare la prima pappa per non abituare il bambino ad ricevere solo cibi dolci.

Per la prima settimana sarà meglio introdurre ogni cibo nuovo al pasto di metà giornata poi se non ci sono problemi di coliche si potrà sostituire anche il pasto della sera (in genere la mamma è più stanca alla sera e produce meno latte, inoltre si evita che il bambino si addormenti utilizzando la mammella come succhiotto). Successivamente sulla base dei gusti del piccolo si prepareranno pappe via via sempre più gustose continuando ad alternare e integrare con ingredienti nuovi.

Quando si inizia a svezzare il bambino si dà il via ad un processo che vedrà progressivamente la sostituzione sia del latte come alimento base con una gamma di altri cibi sia dell’azione del succhiare dal seno o dal biberon con quella di mangiare con un cucchiaino o con le mani e di bere dalla tazza o dal bicchiere quindi rappresenta una tappa veramente importante nella crescita del bambino.

 

 

 

PER APPROFONDIRE

– Un consiglio per lo svezzamento »

– Lo svezzamento: un vero atto educativo »

 

 

 

 

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