Vitamina D

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La vitamina D o calciferolo proviene soprattutto dalla trasformazione di un precursore presente nella pelle in seguito all’esposizione dei raggi solari ultravioletti. Per questo motivo molti esperti la considerano più un ormone che una vitamina. I disturbi al fegato o ai reni diminuiscono la capacità di convertire il precursore nei composti più potenti di vitamina D.

Fonti naturali di vitamina D sono: l’olio di fegato di merluzzo, i pesci d’acqua fredda (sgombro, salmone, aringa), burro e rosso d’uovo. Le verdure hanno un basso contenuto di vitamina D: la fonte migliore sono quelli a foglia verde scuro. Rispetto alle altre vitamine liposolubili (Vitamina E, A e K), la vitamina D è quella che più facilmente può causare tossicità. Un’integrazione che superi la dose raccomandata per i bambini di 400 Unità Internazionali (UI) al giorno non è giustificata.

Contenuto in vitamina D di alcuni alimenti

Alimento

Unità Internazionali (UI) /100 g

Olio di fegato di merluzzo (1 cucchiaio)

1.360

Sardina sott’olio, scolata

500

Salmone cotto

360

Sgombro cotto

345

Tonno sott’olio

200

Fegato di manzo cotto

154

Latte fortificato con vitamina D, 1 tazza

98

Uovo, 1 intero

20

Formaggio gruviera, 30 g

12

Fonte: Murray M et al, Enciclopedia della nutrizione, Tecniche Nuove, 2009

La principale funzione della vitamina D è quella di controllare il metabolismo del calcio: essa è infatti indispensabile per l’assorbimento intestinale di questo minerale e per mantenerne costante il tasso nel sangue (calcemia). Per questo motivo viene aggiunta al latte e ad altri cibi.

La carenza di vitamina D nel bambino per insufficiente apporto alimentare e scarsa esposizione alla luce del sole, provoca il rachitismo che si presenta con arresto della crescita, dimagrimento, inappetenza. In seguito appaiono le manifestazioni tipiche: ingrossamento delle estremità delle ossa lunghe, incurvamento e aumentata fragilità ossea ad arti, torace, colonna vertebrale, bacino e cranio, dentizione irregolare o ritardata. Nell’adulto, invece, la carenza di vitamina D provoca l’osteomalacia, una forma di osteoporosi che consiste in un graduale e progressivo indebolimento strutturale delle ossa di: bacino, torace e arti che porta a facili fratture. Un tempo comuni, questi disturbi sono oggi fortunatamente molto rari.

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