Candidiasi: la più frequente vaginite micotica

L’incidenza
La candidiasi vaginale rappresenta il 20-25% delle vaginiti infettive, nel 70-80% dovuto alla Candida albicans. Studi recenti mettono in luce anche il progressivo aumento di altri patogeni responsabili ovvero la Candida glabrata e altri, anch’essi “commensali” abituali della cute e delle mucose delle donne in età fertile, sane e asintomatiche. Si stima che circa il 75% delle donne manifesti almeno una volta nella vita un episodio di vulvo-vaginite da Candida, che nel 40-50% dei casi vada incontro a un secondo episodio e sviluppi nel 5% dei casi una forma recidivante.

Il tipo di infezione
La candidiasi è un’infezione vaginale causata da un fungo, la Candida, presente in piccole quantità nella vagina in condizioni normali; tuttavia, quando l’equilibrio dell’ecosistema vaginale viene alterato, il fungo può crescere in maniera eccessiva e causare l’infezione (Vaginite & Co: tutte le occasioni di rischio). 

L’accesso al lume vaginale da parte dei miceti è favorito da un’elevata presenza di zuccheri, glicogeno, stimolata dagli estrogeni e dalla fibronectina, una proteina che facilita il legame della Candida alle cellule vaginali, indispensabile per l’instaurarsi dell’i nfezione. Ogni qualvolta esistano le condizioni favorevoli la Candida inizia a fissarsi sulle pareti cellulari – grazie a specifiche proteine chiamate “adesine” -provocando l’infezione.

Il contagio
Oltre che per via sessuale, il contagio è possibile anche tramite contatto con biancheria infetta, sabbia della spiaggia etc La candidiasi è una delle più frequenti infezioni sessualmente trasmesse, soprattutto tra gli adolescenti.

I sintomi
Tra i sintomi principali di un’infezione da Candida ci sono prurito e bruciore in tutta l’area vulvo-vaginale. Il bruciore peggiora durante la minzione e i rapporti sessuali. Un’altra caratteristica di un’infezione da Candida sono le perdite vaginali di colore biancastro, inodori e dall’aspetto caseoso, di ricotta o di latte cagliato. Tuttavia, non sempre i sintomi si manifestano. 

Quando è presente, la sintomatologia compare in genere la settimana precedente il ciclo mestruale e peggiora, ad esempio, lavando la regione genitale con acqua calda o indossando indumenti sintetici o molto stretti. E’ comune la presenza di dispareunia (dolore ai rapporti sessuali) e disuria (emissione difficoltosa dell’urina) poiché la Candida induce una reazione infiammatoria della mucosa vulvo-vaginale che appare arrossata, gonfia e talvolta con erosioni secondarie al grattamento.

La cura
Sono necessari farmaci antimicotici specifici. I prodotti possono essere utilizzati sia per via orale, attraverso delle compresse che hanno un ottimo profilo di tollerabilità rispetto a prodotti che venivano utilizzati in passato, piuttosto che con una terapia di tipo locale. A livello vaginale è possibile utilizzare dei prodotti che sono comunque similari dal punto di vista della composizione chimica ai prodotti per via orale, che possono essere inseriti in vagina per brevi periodi di tempo, con le cosiddette short terapy per 1, 2, 3 giorni. Per alcune donne la guarigione può essere lenta e caratterizzata da frequenti ricadute (recidive).

 

Ecosistema vaginale, un ambiente densamente popolato »
Guerra aperta alla candida! »
Natale troppo dolce? Occhio alla candida »
Malattie sessualmente trasmissibili »

 

Candidiasi: perché spesso ritornano?

La Candidiasi ricorrente
Per Candidiasi ricorrente si intende un’infezione correlata alla Candida, prevalentemente la Candida albicans, che si manifesta con 4 o più episodi di vaginite e di vulvovaginite nell’arco dell’anno. Sebbene molte donne presentino questa diagnosi, la conferma del tampone vaginale dà un risultato positivo in circa il 5% di queste donne particolarmente predisposte. Secondo gli studi più recenti sembra che nella genesi degli episodi ricorrenti sia implicata una riduzione dei meccanismi di difesa della donna ad opera di ceppi particolarmente virulenti oppure sia dovuto a una ipersensibilità locale della mucosa che reagisce in maniera esagerata nei confronti di basse concentrazioni del fungo. La sintomatologia si manifesta con intenso prurito, bruciore, gonfiore, dispareunia, raramente si osservano anche le perdite “a ricotta” tipiche delle forme acute. Alcune donne riferiscono che ciclicamente la sintomatologia si attenua e/o scompare durante i giorni di flusso mestruale.

Perché è importante curare la Candida ricorrente in modo adeguato?
La terapia adeguata della candidosi ricorrente è fondamentale essenzialmente per due motivi: primo perché l’infezione crea un sicuro disagio sia di tipo fisico che psicologico legato alla ricorrenza di episodi di prurito, bruciore, dolore durante i rapporti sessuali che ovviamente interferisce con la qualità della vita intima e personale della donna e della coppia. Ma soprattutto è importante seguire una terapia adeguata secondo le indicazioni del medico perché la candidosi ricorrente può sfociare in un problema più cronico, più invalidante che si definisce vestibulite vulvare, o vestibolodinia. Di che cosa si tratta? Questa complicanza si manifesta con bruciore, dolore, difficoltà nei rapporti sessuali della durata di almeno tre mesi spesso in assenza di manifestazioni visibili dal ginecologo al momento della visita. La vestibolodinia è una condizione peculiare che è legata a una sorta di proliferazione delle terminazioni nervose all’i ngresso della vulva. Alcuni studi sono in corso per aumentare le conoscenze su questa complicanza.

Come si cura la forma ricorrente della Candidiasi?
Oggi esistono delle strategie terapeutiche che consentono di controllare e di trattare in maniera efficace anche la candidiasi ricorrente nelle donne particolarmente predisposte. La finalità di queste terapie antimicotiche, somministrate una volta alla settimana, e molto ben tollerate, è quella di mantenere molto bassa la quota di Candida in vagina. Studi molto recenti hanno documentato come modificando leggermente la dose della terapia antimicotica e soprattutto personalizzandone l’assunzione – ossia con degli schemi che permettano di allungare progressivamente quella che è la durata e la frequenza di assunzione – consentono in modo efficace di mantenere bassissima la quota del fungo, riducendone gradualmente quella che è la predisposizione a creare dei problemi. Caposaldo di questa terapia è il fluconazolo. Se sei soggetta a Candidiasi ricorrenti e vuoi saperne di più chiedi al tuo ginecologo maggiori informazioni. Spesso la terapia antimicotica viene associata anche a sostanze probiotiche utili per mantenere un adeguato equilibrio della Candida anche in uno dei principali serbatoi del fungo qual è l’intestino. Fondamentali sono anche alcune norme igienico-comportamentali che consentono alla donna di ridurre quelle che sono le possibilità di facilitazione delle infezioni da Candida: l’utilizzo di slip di cotone, di preferenza bianchi, indumenti per lo più comodi, non particolarmente aderenti, l’utilizzo di un detergente intimo adeguato, non aggressivo, non particolarmente schiumogeno ma nello stesso tempo in grado di detergere in modo efficace, che contenga sostanze dalle proprietà antimicrobiche naturali, un minor introito alimentare di carboidrati e lieviti che – come noto – favoriscono la crescita della Candida.

 

A cura di: Carolina De Canevali 

Tags:
eD Promotion: i Prodotti di Mylan Spa

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?