Cisti e fibromi: il primo passo è l’informazione

Cisti e fibromi: che cosa sono, perché si formano, come si curano. Ne parliamo con la prof.ssa Rossella Nappi, Clinica Ostetrica e Ginecologica, IRCCS Policlinico San Matteo, Università degli Studi di Pavia.

 

Prof.ssa Nappi, cominciamo allora dalle cisti ovariche, che cosa sono?

Si parla di cisti ovariche quando, almeno in una delle ovaie, si formano strutture di dimensioni variabili che, a seconda dei casi, sono piene di liquido o materiale denso e semisolido, che tendono a far aumentare, le dimensioni dell’ovaia interessata.
E’ assai frequente il riscontro di tante piccole cisti come nella “sindrome dell’ovaio policistico”, una patologia benigna che si caratterizza per irregolarità nel ciclo mestruale o amenorrea (interruzione del ciclo durante l’età fertile), dismenorrea (fitte e crampi nei giorni di ciclo mensile) e talvolta emorragie durante i cicli. Qualora non curata, la sindrome dell’ovaio policistico può accompagnarsi ad infertilità e ad alterazioni dell’endometrio, la struttura di rivestimento interno del’utero, oltre che a segni di iperandrogenismo come acneirsutismo, ma anche ad alterazioni del metabolismo fino all’obesità.

 

Le cisti più diffuse sono le cisti follicolari, che si formano a seguito della mancata rottura di un follicolo, che, in certi casi, invece di andare incontro all’ovulazione si trasforma in una vera e propria cisti. A seconda delle dimensioni tali cisti possono essere asintomatiche, se inferiori a 3-4 cm, oppure essere responsabili di dolore pelvico, senso di peso ecc, quando raggiungono dimensioni maggiori e non riescono a riassorbirsi spontaneamente nell’arco di un paio di mesi. Un altro tipo di cisti è quello che si forma subito dopo l’ovulazione, quando nel corpo luteo si accumula liquido misto ad un certo quantitativo di sangue: è le cosiddetta cisti luteinica. Il rischio? Che la cisti luteinica si rompa e fuoriesca il contenuto altamente irritante per i tessuti pelvici, causando dolore acuto e formazione di aderenze che possono compromettere la fertilità futura della donna.
Quindi, ci sono le cisti endometriosiche, che rappresentano una delle complicazioni più frequenti dell’endometriosi e che devono essere riconosciute prontamente per minimizzare gli effetti a lungo termine di tale patologia sulla riproduzione.

Infine, c’è la cisti dermoide, la più frequente forma di tumore ovarico benigno, che può essere anche di grandi dimensioni e decorrere asintomatica per molti anni. Per ogni singolo caso, dopo le necessarie analisi che devono essere sempre fatte per scongiurare l’ipotesi di una eventuale patologia maligna, il ginecologo consiglia una cura farmacologica oppure un intervento chirurgico.

L’influenza degli ormoni
Polipi, cisti e fibromi uterini sono spesso associati ad alterazioni dell’equilibrio ormonale che ne condizionano l’evoluzione, e che possono causare recidive dopo un intervento chirurgico.
I fibromi uterini e i polipi sono sensibili agli ormoni sessuali e alla ciclicità delle loro variazioni durante le varie fasi che portano alla mestruazione. La presenza delle cisti ovariche può addirittura compromettere l’equilibrio ormonale.

 

I fibromi uterini

I fibromi uterini rappresentano la più comune forma di patologia benigna del tratto genitale femminile (si stima un’incidenza del 25-30% della popolazione femminile in età fertile, con ricorrenza maggiore dopo i 40 anni e nelle donne di colore). Il fibroma uterino è un tumore benigno che origina dal muscolo uterino: la sede di localizzazione è molto importante per stabilire le possibilità di trattamento. Se il fibroma si sviluppa vicino alla cavità interna dell’utero viene definito sottomucoso e più facilmente può dare dolore e sanguinamento anche se è di piccole dimensioni. I fibromi sottosierosi, invece, spesso si riscontrano di maggiori dimensioni perché danno sintomi di compressione delle strutture vicine e meno problemi mestruali. Se i fibromi sono “peduncolati”, cioè sporgono dall’organo attraverso un piccolo collegamento spesso sono associati ad un rischio di torsione.

 

In presenza di fibromi multipli l’utero viene definito fibromatoso. La maggior parte dei fibromi non dà sintomi, e solo il 10-20% dei fibromi diventa sintomatico

In quest’ultimo caso, il sanguinamento è di sicuro il più importante dei sintomi, e si presenta generalmente sotto forma di mestruazioni particolarmente abbondanti (menorragia) con presenza di coaguli, spesso accompagnato da anemia conseguente alla perdita ematica ricorrente. Il dolore pelvico e il senso di pressione sono spesso correlati alla presenza di fibromi e possono peggiorare con l’esercizio fisico o durante i rapporti sessuali.


La terapia
dipende dai sintomi e dagli obiettivi: può essere medica, o chirurgica. Il trattamento medico è finalizzato a rallentarne la crescita dei fibromi; a tale scopo si somministrano progesterone naturale, oppure progestinici. In alternativa, la terapia contraccettiva si è dimostrata utile nel ridurre la velocità di crescita dei fibromi, la quantità di flusso per ciclo e il dolore mestruale, ma è importante tenere sotto controllo periodico la situazione perché in alcuni casi tali terapie risultano inefficaci. E’ importante ricordare che a volte i fibromi ostacolano il concepimento e la gravidanza, soprattutto quelli di tipo sottomucoso che impediscono l’impianto e la crescita dell’embrione.

 

I polipi dell’endometrio

I polipi dell’endometrio sono un’iperplasia della mucosa uterina che risponde in maniera anomala agli stimoli ormonali. Si tratta di una neoformazione mucosa, singola o multipla, sessile o “peduncolata”. Quando sintomatica, si associa a sanguinamento anomalo e/o mestruazioni abbondanti. Le cause possono ricondursi a un iperestrogenismo relativo o a un’insufficienza luteale. I polipi dell’endometrio si localizzano all’interno della cavità uterina e per questo sono responsabili di alterazioni mestruali (metrorragie, menorragie, spotting ematici).

 

La diagnosi si avvale dell’ecografia transvaginale e dell’isteroscopia: con la prima. è possibile evidenziare all’interno della cavità uterina una formazione tondeggiante, ben definita, mentre l’isteroscopia diagnostica consente la visualizzazione diretta del polipo.
La terapia dei polipi endometriali è essenzialmente chirurgica, mediante resezione isteroscopica (la terapia medica, infatti, difficilmente riesce a ridurre i sanguinamenti). I polipi endometriali spesso sono soggetti a recidive, per cui un controllo ecografico e/o isteroscopico è sempre consigliabile.

 

 

La prof.ssa Rossella Nappi, napoletana d’origine e pavese d’adozione, è Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia presso la Sezione di Diagnostica e Clinica Integrata – Unità di Ostetricia, Ginecologia e Riproduzione Umana, Dipartimento di Scienze Clinico-Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche dell’Università degli Studi di Pavia.
Svolge la sua attività di ginecologa, endocrinologa e sessuologa presso il Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita e l’Ambulatorio di Endocrinologia Ginecologica & della Menopausa, Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’IRCCS Fondazione San Matteo di Pavia.
Ha completato la sua formazione in Italia e all’estero con un dottorato di ricerca in fisiopatologia della funzione ovarica e un postdottorato canadese in endocrinologia molecolare riproduttiva.
Mantiene tutt’ora numerosi contatti e collaborazioni con ricercatori di tutto il mondo ed è membro attivo delle più prestigiose società scientifiche nazionali e internazionali nel campo dell’endocrinologia ginecologica e della fisiopatologia della riproduzione.

 

 

A cura di: Minnie Luongo (2014)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 4 maggio 2018

 

 

 

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