Come scegliere gli assorbenti igienici

Professoressa Nappi, ogni donna sa quanto importante sia la scelta di un buon assorbente.
Sì, e alla base c’è essenzialmente una ragione: gran parte delle donne accusa prurito intimo e fastidio durante la mestruazione, e ciò potrebbe essere causato proprio dagli assorbenti igienici. Gli assorbenti così come noi oggi li conosciamo hanno davvero rappresentato, a mio giudizio, una svolta epocale sulla strada dell’autonomia femminile. Pensiamo, infatti, che cosa doveva essere mettersi in viaggio su una carrozza con una schiera di pannetti di lino al seguito intrisi di sangue mestruale! Per questo motivo è importante, direi fondamentale, scegliere un assorbente che garantisca protezione e sicurezza.

Se volessimo descrivere l’”anatomia” ottimale di un assorbente?
La donna di oggi ha un controllo assoluto sulla protezione igienica durante il flusso mestruale, non soltanto sul versante della sicurezza che le permette di muoversi in piena libertà anche durante “quei giorni”, ma soprattutto sul versante della qualità dei materiali usati per garantire una efficace assorbenza, una traspirazione adeguata e, dunque, un comfort assoluto dei tessuti genitali. Più praticamente, forse non è superfluo ricordare che gli assorbenti igienici sono normalmente composti da tre strati: uno superficiale, uno assorbente e uno sottostante. La scelta dell’assorbente dovrebbe essere basata su considerazioni relative ai materiali e all’azione di questi tre strati.

SAUGELLA COTTON TOUCH: protezione attiva e comfort

Il primo assorbente che aiuta a controllare le infezioni grazie alla nota attività antibatterica e antimicotica dell’estratto di Thymus vulgaris racchiuso in microcapsule che si aprono a contatto con il calore del corpo permettendone il rilascio solo al momento del bisogno. Rivestito in cotone 100%, è ipoallergenico e permette un’azione lenitiva e antirritante data dalla presenza dell’estratto di Calendula officinalis. Svolge azione antiodore grazie all’associazione di Thymus vulgaris e acido ketoglutarico. Gli assorbenti Saugella Cotton Touch sono stati progettati per soddisfare le esigenze di tutte le donne garantendo comfort e assorbenza nel rispetto dell’e cosistema vaginale.

 

 

Per quanto riguarda invece le caratteristiche che davvero contano nello scegliere un assorbente piuttosto di un altro?
Il ristagno della perdita di sangue a contatto con le delicate mucose può causare un’alterazione del microambiente genitale che può favorire sintomi fastidiosi quali prurito e bruciore, oltre che irritazioni e arrossamenti. L’evoluzione in termini di protezione igienica è tale che oggi sono disponibili assorbenti capaci di adattarsi perfettamente all’anatomia femminile e costituiti da materiali che uniscono all’elevato potere assorbente anche una forte attività traspirante, evitando quell’”effetto serra” così dannoso soprattutto per il vestibolo vaginale, la delicata struttura cutaneo-mucosa posta all’ingresso della vagina, che appare essere la più sensibile all’azione irritante del sangue mestruale. La cosiddetta vestibolite, infatti, cioè l’infiammazione del vestibolo vaginale, può perdurare anche alcuni giorni dopo la mestruazione ed interferire con l’attività sessuale a causa del dolore che deriva dal contatto con il tessuto genitale irritato, creando un circolo vizioso di fastidio, talvolta di difficile risoluzione”.

Professoressa, qualche consiglio?
Cambiare spesso l’assorbente e mantenere un’accurata igiene con detergenti specifici a pH acido durante la mestruazione rappresentano i due presidii più adeguati per proteggersi da eventuali irritazioni ed infezioni. Invece, utilizzare prodotti a base di profumi non è una buona idea a causa degli eventuali effetti allergizzanti di queste sostanze, che vengono spesso addizionate ad alcuni detergenti, assorbenti e salvaslip. Oggi è disponibile finalmente un’importante novità che consente al tessuto assorbente e traspirante di veicolare principi attivi capaci di provenire eventuali disturbi da contatto. Si tratta assorbenti che contengono estratti “funzionali” quali la malva e la calendula con un’azione lenitiva ed antiirritante. A questi appare utilissima l’aggiunta del timo: un composto capace di contrastare in modo naturale l’insorgenza di infezioni. Direi, per concludere, che gestire al meglio la propria mestruazione rappresenta un elemento fondamentale nel benessere psicofisico e sessuale di tutte le donne, oltre che costituire una misura preventiva sul versante del rischio di sviluppare irritazioni ed infezioni. Le quali necessitano di terapie ripetute e, in alcuni casi, perfino aggressive per l’ecosistema genitale”.

 

UN PASSO INDIETRO
Ma quando sono nati gli assorbenti?
Prima di questa rivoluzionaria invenzione, le donne si dovevano arrangiare con pezze di ogni tipo, fissate con spille da balia: una soluzione a dir poco scomoda, pericolosa e antiigienica. Uno dei primi assorbenti usa e getta (ideato dopo il 1940, quando la popolazione femminile cominciò a lavorare e poter acquistare questi prodotti considerati “superflui”) era costituito da un nucleo centrale trattenuto da una sorta di rete, mentre l’assorbente vero e proprio, legato ad entrambe le estremità, era sostenuto intorno all’anca tramite una cintura. Faticosissimo, poi, il lavaggio di queste pezze: nelle campagne emiliane si usava metterle tutte a bagno in un catino di acqua fredda; quindi si insaponavano, si mettevano l’una sull’altra in un mastello di legno e si coprivano con una tela ricoperta a sua volta di cenere, il detersivo di allora. Il tutto era infine annaffiato con acqua bollente, lasciato a bagno una notte e steso al sole.
Nel 1950 avviene un importante sviluppo tecnico: la macchina annodatrice automatica introdotta a Falkenberg, in Svezia, rivoluziona il prodotto, che finalmente non dovrà più essere annodato a mano.
Nel 1960 l’assorbente diventa finalmente adesivo, permettendo di abolire l’esigenza di una cintura speciale, e la superficie viene considerevolmente migliorata e resa superasciutta.
Finché, nel 1970, vengono messi in commercio gli assorbenti cosiddetti “anatomici”, in quanto seguono perfettamente le forme dell’anatomia femminile.

 

A cura di: Minnie Luongo

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Rossella Nappi

Ricercatore universitario della Sezione di Clinica Ostetrica & Ginecologica,
Dipartimento di Scienze Morfologiche, Eidologiche e Cliniche dell’Università degli Studi di Pavia.
www.rossellanappi.com

 

 

A cura di: Minnie Luongo

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