Guerra aperta alla Candida

La Candida albicans è un fungo naturalmente presente nell’ecosistema vaginale, nel cavo orale e nel tratto gastrointestinale, dove svolge un’importante funzione di digestione degli zuccheri attraverso processi di fermentazione. Quando la Candida si sviluppa in modo eccessivo può diventare patogena: in particolare la Candida albicans è la specie responsabile di circa l’80% delle micosi vaginali (candidiasi vaginale). Ne abbiamo parlato con la prof.ssa Rossella Nappi, ricercatore universitario, Ambulatorio Endocrinologia Ginecologica IRCSS, Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia.

 

Perché si soffre così spesso di Candida?
Intanto, bisogna dire che, anche se in piccole concentrazioni, la Candida è normalmente presente nella vagina assieme ad altri batteri più numerosi. Sono state identificate alcune condizioni predisponenti che, attraverso l’alterazione del cosiddetto “ecosistema vaginale”, consentono lo sviluppo dell’infezione.
Inoltre l’intestino costituisce un importante serbatoio della Candida ed in presenza di alterazioni della normale flora batterica si creano squilibri che possono portare all’infezione vera e propria.

Un’acidità vaginale adeguata (pH vaginale 4-4.5) è fondamentale e alcune condizioni la destabilizzano, per esempio la gravidanza. Molte donne proprio durante la gestazione (il pH aumenta) hanno un primo episodio o una recidiva di vulvovaginite da Candida.
Altre condizioni sono tutte quelle dove c’è una compromissione delle difese immunitarie, oltre che l’uso di alcuni farmaci come cortisone o antibiotici (che alterano direttamente la flora batterica vaginale).

 

Quali sono i sintomi della Candidiasi vaginale?
Perdite e secrezioni vaginali biancastre
, generalmente grumose, che si accompagnano a sensazione di bruciore e/o prurito a volte particolarmente intensi sia a livello vulvare (esterno) che vaginale.
Talora è presente anche bruciore durante la minzione e gonfiore dei genitali esterni, come conseguenza dell’irritazione vulvare e di una eventuale contaminazione dell’uretra.
C’è poi un vero e proprio stato di impotenza transitoria della donna e i rapporti possono essere molto dolorosi (dispareunia) con deficit della lubrificazione.

 

Quanto incide la trasmissione sessuale sul rischio di infezione da Candida?
Può incidere, ma non in misura così rilevante; spesso i disturbi si ripresentano periodicamente dopo un rapporto sessuale che favorisce un’alterazione dell’ambiente della vagina, ma in realtà gli episodi di Candida ricorrente si verificano in concomitanza della fase premestruale e/o ovulatoria proprio in relazione agli sbalzi del pH ormono-dipendenti.

 

Parliamo di diagnosi e terapia
Dopo una corretta diagnosi di infezione da Candida che si fa essenzialmente con la visita ginecologica ed, eventualmente, il tampone vaginale per l’analisi delle secrezioni, la terapia si basa sull’uso di molecole specifiche (derivati imidazolici), disponibili in numerosissime preparazioni commerciali sotto forma di capsule orali, di creme vaginali ed ovuli vaginali.
Il medico potrà di volta in volta consigliare, anche a seconda della gravità dei sintomi e della tendenza alla recidiva, oppure della presenza di gravidanza, una terapia orale con capsule, oppure indirizzare verso una terapia esclusivamente locale con creme e/o ovuli, oppure verso l’associazione di entrambe le vie di somministrazione.

 

Quali consigli pratici è bene che le donne sappiano?

  • Innanzitutto mantenere una buona igiene con prodotti specifici per favorire la stabilizzazione del pH acido vaginale, senza esagerare nella frequenza dei lavaggi (1-2 al giorno sono più che sufficienti).
  • Indossare indumenti traspiranti, di tessuti naturali e non troppo attillati; se al mare, cambiare il costume bagnato ed evitare le condizioni di umidità prolungata.
  • È molto importante favorire una corretta funzionalità intestinale, assumendo fermenti lattici specifici ed evitando l’assunzione di cibi troppo ricchi di zuccheri semplici.

 

Come fare per evitare le recidive?

  • Prima cosa, non bisogna drammatizzare soprattutto perché lo stress è un importante fattore di cronicizzazione delle vulvovaginiti da Candida.
  • È invece opportuno attuare piccoli accorgimenti per evitare ricadute. A partire dall’igiene intima, da effettuarsi con detergenti specifici a base di sostanze naturali che abbiano un potere antibatterico e antimicotico. Tra queste, l’estratto di Timo è riconosciuto e scientificamente documentato come il più efficace.
  • Ricordiamo poi di trattare sempre anche il partner con prodotti specifici al maschile per evitare il cosiddetto “effetto ping-pong”, cioè lo scambio reciproco dell’infezione da Candida.

 

A cura di: Minnie Luongo

 

 

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