I rimedi naturali in menopausa: i fitoestrogeni

Intervista con la dott.ssa Stefania Piloni**, medico specialista in ginecologia, Milano.

 

Fitoestrogeni: molte donne ne hanno sentito parlare, poche sanno cosa sono davvero e come agiscono sull’organismo femminile…

Io amo chiamarli “ormoni verdi”! In pratica, sono estratti ricavati da piante a elevato potere estrogenico: la salvia, la soia, il trifoglio rosso, la cimicifuga racemosa… Si tratta di veri e propri estrogeni naturali, in grado cioè di agire a livello organico proprio come gli estrogeni della terapia sostitutiva, ma con un’azione molto più leggera, blanda e, di conseguenza, non dannosa per l’organismo. Questo significa, in parole semplici, che il fitoestrogeno è scarsamente attivo sia sull’utero sia sulla mammella (organi a rischio con la terapia estrogenica artificiale), ma beneficamente attivo sui principali organi che, invece, tendono a invecchiare e ad ammalarsi, come la pelle, il cervello, le ossa, il sistema cardiovascolare e la vagina. Dunque, il saggio principio della minima dose con il massimo effetto è garantito: con i fitoestrogeni le ossa e il cervello si mantengono in ottima salute, la pelle resta giovane e bella, l’utero e il seno non corrono alcun pericolo.

 

Dove si trovano i fitoestroegeni?

Gli ormoni verdi si dividono in tre gruppi principali: gli isoflavoni, i lignani e i cumestani.
Gli isoflavoni sono contenuti in dosi generose nei legumi, per esempio nelle lenticchie, nei fagioli, nei piselli, ma soprattutto
 nella soia. I lignani sono contenuti nella buccia (o meglio, nella cuticola) dei cereali principali – ovvero grano, 
frumento, orzo, riso, segala, semi di lino – nella frutta, nella verdura e
 negli olii vegetali, incluso l’olio d’oliva. I cumestani, infine, sono
 presenti soprattutto nei germogli.

È chiaro, quindi, che la prevenzione della sindrome menopausale dovrebbe partire proprio in cucina, grazie all’ampio utilizzo di soia (ma anche tofu e latte di soia) e di tutti i legumi, oltre che dei semi (lino, girasole, noci, mandorle e così via). Una cucina salva-salute e salva-govinezza ben conosciuta dalle donne orientali che, a parità di anni, non solo evitano i disturbi più fastidiosi della menopausa, ma hanno anche ossa molto più forti delle loro coetanee occidentali e solo raramente si ammalano di tumore al seno.

La soia e il trifoglio sono, in particolare, tra gli alimenti più ricchi
 di fitoestrogeni, capaci di proteggere dalla comparsa di tumore al seno 
quando la donna è ancora in età fertile, figurarsi in 
menopausa, quando si rivelano il migliore toccasana. Attenzione, però. La sola alimentazione non basta a fare il pieno di fitoestrogeni. Per assumere la giusta quantità di princìpi attivi, dunque, è necessario ricorrere sempre a integratori specifici, studiati proprio per soddisfare la richiesta di fitoestrogeni da parte dell’organismo.

 

I benefici degli isoflavoni, in particolare, sono stati ampiamente dimostrati. Ci può ricordare i principali?
Gli isoflavoni di soia sono riusciti a convincere ormai anche il medico più diffidente, tanto è vero che sono universalmente utilizzati per contrastare i fastidi che la menopausa porta con sé e per prevenirne le conseguenze più pericolose per la salute futura della donna, come l’osteoporosi. Questo non stupisce, visto che il loro impiego è semplice e praticamente privo di effetti collaterali. Con i nostri ormoni verdi, le vampate si spengono ed è possibile vivere la fine dell’età fertile in armonia e in salute.

I miglioramenti sono apprezzabili rapidamente, dopo il primo mese di trattamento, e restano invariati nel tempo. Mentre i sintomi più fastidiosi vengono neutralizzati, le ossa rimangono salde e forti, così come il colesterolo cattivo e i trigliceridi (i principali nemici di cuore e arterie) si abbassano e se sono già bassi non si alzano, con enormi vantaggi per l’intero sistema cardiovascolare. Un risultato, questo, che è stato ormai dimostrato da moltissimi studi ginecologici, tanto da indurre molti esperti a suggerire un’integrazione con fitoestrogeni anche nelle donne che stanno seguendo la TOS a scopo precauzionale e preventivo.

 

Nonostante siano sostanze naturali, ci sono possibili effetti collaterali?

Praticamente nessuno: e questo non è, forse, un altro, grosso vantaggio? Molte donne temono assumendo soia di poter generare gonfiore al ventre: la terapia, però, è diversa dall’alimentazione: assumere la genisteina per bocca introduce nel corpo il principio attivo senza dare i fastidi del principio alimentare completo.

 

Trattandosi di integratori, ci si può affidare al fai-da-te o è sempre meglio seguire il consiglio del medico?

No al fai-da-te. Anche la “terapia naturale sostitutiva” richiede la supervisione di uno specialista, in modo da scegliere – in base alla storia clinica e alle caratteristiche della singola donna – il rimedio migliore e il dosaggio più adatto, oltre ai tempi di cura.

 

Quando i rimedi naturali sono da preferire alla TOS?

Quando la donna ha sofferto o soffre di una serie di patologie più o meno gravi (al seno, cardiovascolari ecc.) o quando i disturbi della menopausa sono di moderata entità. Poi ci sono ben poco propense ad assumere qualcosa che “sa” di farmacologico e che, dunque, preferiscono affidarsi ai rimedi naturali. Teniamo conto che è anche possibile sfruttare le due terapie in combinata, cioè seguire una TOS a bassissimi dosaggi affiancata da una terapia sostitutiva naturale di “sostegno”… O ancora, dopo cinque anni di TOS è possibile passare il testimone ai rimedi naturali, in modo da trarre il massimo beneficio da entrambe le terapie. Le soluzioni a disposizione delle donne in menopausa, dunque, sono tanti e uno non è necessariamente migliore o peggiore di un altro: per questo è indispensabile farsi seguire da un medico.

 

In casi particolari – per esempio di menopausa precoce, isterectomia oppure ovariectomia – quale strada è meglio seguire?

Ogni caso merita un’attenta valutazione a sé. In caso di menopausa precoce, per esempio, spesso si ricorre alla pillola contraccettiva, mentre in caso di isterectomia, invece, si può valutare di seguire una terapia ormonale sostitutiva con i soli estrogeni.

 

**La dott.ssa Stefania Piloni, medico specialista in ginecologia, è Docente al Corso di formazione triennale in Medicine non Convenzionali e Tecniche Complementari. Università degli Studi di Milano, Cattedra di Biotecnologie, Direttore Prof. Solimene.
Dal 2007, è Docente incaricato al Corso di Fitoterapia per medici. Corso perfezionamento Facoltà di Medicina. Cattedra di Biotecnologie. Università degli Studi di Milano.
Dal 1992, svolge attività presso l’Ambulatorio di Endocrinologia Ginecologica e Sterilità di Coppia presso Istituto Ostetrico Ginecologico Mangiagalli a Milano. Ambulatorio turbe del ciclo presso lo stesso istituto. Programma di Fecondazione in Vitro e Procreazione Medico Assistita.
Dal 2001, è Titolare e Responsabile dell’Ambulatorio di Medicina Naturale per la donna presso San Raffaele Resnati di Milano. Ambulatorio di Medicina Integrata per la cura delle patologie femminili e servizio di diagnostica ecografica ginecologica e ostetrica.
Dal 2010, la d.ssa Piloni si occupa di procreazione medico assistita (inseminazioni e fecondazione in vitro) presso la Casa Di Cura La Madonnina-Eugin, a Milano.

 

 

 

 

A cura di: Alma Galeazzi (2010)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 25 febbraio 2020

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