Igiene intima e sport

Sport e benessere. Le due parole vanno così spesso insieme da essere diventate quasi un binomio. Sono legate nell’immaginario e nella pratica quotidiana, perché è stato ormai definitivamente assimilato il messaggio che prendersi cura del proprio benessere significa prima di tutto fare attenzione allo stile di vita, alle abitudini alimentari, alla regolarità dell’attività fisica.
Eppure è proprio dopo aver praticato uno sport (non necessariamente agonistico) – quando l’organismo è affaticato, la concentrazione finalmente si allenta e nella maggior parte dei casi ci si trova in un ambiente esterno privo delle comodità a cui siamo abituati – che spesso si rischia di trascurare un aspetto fondamentale per il benessere dell’intero organismo, l’igiene intima.
Sudore, indumenti aderenti, tessuti sintetici, sollecitazioni meccaniche, scarso comfort dei luoghi pubblici: tutti elementi che, se non si osservano alcune basilari “istruzioni per l’uso”, possono trasformare in rischio un momento dedicato, viceversa, al benessere della persona.

 

Con la consulenza della dottoressa Adele Teodoro, ginecologa presso il Centro Medico Monterosa di Milano.

Capita per esempio che si vada in palestra (oppure in piscina, o a correre) nella pausa pranzo, coi tempi stretti e il borsone preparato di fretta. E che poi si finisca per rinfrancarsi con una doccia veloce, magari usando per le parti intime lo stesso detergente che si è portato per il resto del corpo e poi asciugandosi con un telo tirato fuori dall’armadietto, o da una sacca in cui le norme igieniche spesso non sono troppo accurate.
Insomma: pochi gesti, banali e compiuti senza farci troppo caso, sono sufficienti a mettere in fila una serie di errori da matita blu.

Spiega la dottoressa Adele Teodoro:
“La regione vulvovaginale è costituita da mucose e pseudo mucose, e presenta un’attività di secrezioni ghiandolari e, durante il ciclo mestruale, ematiche. Questo rende l’apparato genitale femminile più delicato di quello maschile. Posta questa premessa bisogna poi dire che l’attività fisica fa, di per sé, aumentare la sudorazione e dunque anche l’umidità degli indumenti intimi (per non parlare del costume da bagno che si indossa nel caso del nuoto!). Se quindi dopo aver praticato uno sport non si deterge la zona in modo accurato – per eliminare tracce di sudore, sabbia, cloro – e non si indossa della biancheria asciutta e pulita, l’ecosistema vaginale è più esposto all’i nsorgenza di micosi come la Candida. Nel caso poi di alcune discipline come la corsa, l’equitazione o il ciclismo – che comportano delle sollecitazioni traumatiche delle parti intime – possono verificarsi anche delle irritazioni e dei successivi processi infettivi. ”

Regole base per l’igiene intima dopo lo sport
Ecco allora, per cominciare, alcune regole base facilmente praticabili:

  • evitare tute da ginnastica troppo strette o tessuti rigidi che possono provocare dei microtraumi,
  • scegliere sia per l’abbigliamento sportivo che per la lingerie dei tessuti naturali e possibilmente dei colori chiari (che favoriscono la traspirazione)
  • spogliarsi di tuta/biancheria/costume da bagno appena terminata l’attività.

Anche sotto la doccia, però, occorre fare attenzione. Prosegue la dottoressa Teodoro:
“Bisogna risciacquarsi in modo accurato e la regola fondamentale è non utilizzare mai il bagnoschiuma per l’apparato genitale. Risulta infatti troppo aggressivo per le mucose e dannoso per la flora batterica, perché ne altera il pH. Il detergente deve invece essere sempre specifico per l’igiene intima. ”

L’ideale, quando si frequentano luoghi a rischio di infezione come palestre e piscine, sarebbe quello di ricorrere a detergenti intimi specifici che garantiscano una protezione attiva e una spiccata attività antimicotica.
“Negli spogliatoi possono risultare molto comode anche le salviettine detergenti, naturalmente sempre a patto che siano specifiche per la zona dei genitali.”

Terminata l’operazione doccia, e prima di indossare la biancheria pulita, occorre asciugarsi con cura per evitare che – ancora una volta – l’umidità apra la strada al rischio di batteri e micosi. Anche in questa fase quindi massimo livello di allerta, ricorda la ginecologa: ciò significa evitare di sedersi direttamente sulla panca dello spogliatoio, e utilizzare invece una salvietta personale possibilmente non bagnata.

La stessa igiene degli asciugamani è un aspetto che a volte viene sottovalutato. Non bisogna lasciarli nell’armadietto dove rimarrebbero umidi e senza ricambio d’aria, e una volta a casa non bisogna riporli nella borsa finché non si sono perfettamente asciugati.

 

A cura di: Natalia Mongardi

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