La terapia ormonale sostitutiva (TOS) in menopausa

Intervista con la dottoressa Stefania Piloni, medico specialista in ginecologia, docente Medicina Naturale Università di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, responsabile “Ambulatorio Medicina Naturale per la Donna”, San Raffaele Resnati, Milano.

In che cosa consiste la tanto discussa TOS?
Consiste nel “sostituire” gli ormoni naturali che sono venuti a mancare con ormoni di sintesi, cioè artificiali. Attenzione, però. In una donna sana, non basta prendere gli estrogeni. Per proteggere il seno e l’utero, cioè gli organi che potrebbero fare le spese di una stimolazione estrogenica, occorre prendere anche il progesterone, che va a controbilanciare l’azione degli estrogeni. Solo le donne che sono state operate di isterectomia possono prendere i soli estrogeni.

Si utilizza solo in menopausa, o si può iniziare già durante il climaterio?
È possibile iniziare la Terapia ormonale sostitutiva già nel climaterio, quando i cicli mestruali hanno già raggiunto un certo livello di “irregolarità”. In ogni caso, la TOS non andrebbe mai protratta per più di cinque anni: superato questo arco di tempo, sarebbe meglio comunque passare il testimone alla terapia sostitutiva naturale, in modo da “prolungare” gli effetti benefici della TOS.

Cerotto, compresse, gel… come si utilizza la TOS?
Ancora una volta, la scelta è in parte soggettiva – dettata, cioè, dai gusti e dalle esigenze proprie di ogni donna – e in parte oggettiva, cioè dettata dalle proprie condizioni di salute. Molte donne, per esempio, non amano il cerotto, vissuto come una sorta di “marchio della menopausa” o considerato come decisamente scomodo perché si può inavvertitamente staccare, mentre preferiscono l’invisibile gel, che viene assorbito rapidamente dalla pelle senza lasciate tracce, o le compresse, anch’esse comode e discrete. Ma queste ultime passano per il fegato, quindi non sono “ per tutte”, ma solo per le donne perfettamente in salute, con un organismo cioè in grado di tollerare la “via epatica” percorsa da capsule e pastiglie… Se una donna, dunque, ha un tasso di colesterolo alto o è in terapia con altri farmaci che hanno già un passaggio epatico, è meglio preferire la via transdermica per gli estrogeni.

Quando è consigliabile seguire la TOS?
La TOS può essere un valido supporto per le donne sane, che hanno subìto forti ripercussioni con l’ingresso nella menopausa e che, quindi, soffrono di pesanti disturbi dell’umore, di un’ostinata insonnia notturna e una cronica stanchezza diurna, di vampate molto intense e fastidiose, di un deciso calo della libido… Anche le donne che hanno familiarità con l’osteoporosi, cioè con la progressiva perdita di densità delle ossa – condizione molto pericolosa, che apre le porte alle facili fratture – possono trarre un considerevole vantaggio dall’impiego della TOS.
 
Quando, invece, è meglio evitarla?
In caso di qualunque problema più o meno serio a livello mammario. No alla TOS, dunque, non solo in chi ha avuto un tumore al seno o a chi ha una predisposizione familiare con questa patologia, cioè ha parenti stretti che ne hanno sofferto, ma anche a chi ha avuto, per esempio, episodi di cisti o fibromi alle mammelle o altri disturbi curati dal senologo. Inoltre, no alla TOS in caso di problemi cardiovascolari seri, come infarto, ictus, ipertensione grave… No ancora per chi ha gravi problemi di insufficienza venosa agli arti inferiori con varici marcate: in questo caso gli ormoni potrebbero aumentare il rischio di trombosi. A scanso di rischi, durante la terapia sostitutiva gli esami del sangue vanno eseguiti una volta all’anno per accertarsi che i fattori di coagulazione rimangano invariati. No, infine, alla TOS a chi non segue uno stile di vita sano, che significa fare attenzione a quello che si porta in tavola, evitare di fumare, fare attività fisica quotidiana (basta una passeggiata di mezz’ora a passo sostenuto) o almeno tre volte alla settimana e rispettare il calendario di controlli medici prescritti dal ginecologo, in modo da curare tempestivamente eventuali disturbi molto frequenti in questo periodo.

La TOS può essere utile per proteggere la mucosa vaginale?
In menopausa aumentano vaginiti e cistiti, provocate dalle pesanti modificazioni a livello locale legate alla mancanza di estrogeni, come la perdita del trofismo vaginale, un pH (cioè un livello di acidità) meno acido (condizione che espone la zona alle infezioni), la secchezza, responsabile del dolore durante i rapporti e di piccoli taglietti che si formano a causa dell’a ttrito meccanico e che rappresentano “vie d’accesso” dei batteri. In questo caso la terapia estrogenica può essere eseguita solo per via vaginale evitando la TOS sistemica: si utilizzano ovuli o creme almeno due sere alla settimana. Per chi preferisce evitare gli ormoni di sintesi, oppure non li può utilizzare, sono a disposizione le applicazioni fitoestrogeniche vaginali: la soia è utile anche sotto forma di gel vaginale, non solo assunta per bocca.

 

A cura di: Alma Galeazzi

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