Le mosse giuste per difendere la zona intima

Ci sono momenti particolari, in cui la zona intima richiede una protezione speciale.

Durante le mestruazioni
Igiene intima sorvegliata speciale. Durante il flusso mestruale, infatti, la detersione deve essere molto accurata e più frequente.
Occorre cambiare frequentemente l’assorbente, in modo che non possa costituire un terreno fertile per la proliferazione di funghi e batteri.
Chi preferisce l’assorbente interno, per ragioni di comodità, deve seguire qualche piccola precauzione:

  • è meglio non utilizzarlo durante il sonno;
  •  va cambiato almeno ogni quattro ore perché, trattenendo il sangue all’interno della vagina, favorisce la colonizzazione dei germi.

Nei nove mesi
Durante la dolce attesa, l’igiene intima va raddoppiata, anche perché è bene tenere alla larga ogni possibile infezione, visto che alcuni germi possono nuocere anche al bambino.
In gravidanza, la mucosa vaginale produce una maggiore quantità di muco, che si manifesta con perdite bianco-trasparenti e che inducono spesso a utilizzare il salvaslip o l’assorbente esterno, da cambiare molto spesso.
La detersione deve essere più frequente ed è consigliabile usare detergenti ad azione antisettica.
È facile soffrire di stitichezza in questo periodo, condizione che può avere delle ripercussioni anche sull’ecosistema vaginale e favorire la proliferazione di germi nella zona anale, molto vicina all’area vaginale. Per migliorare l’attività intestinale, seguire un’alimentazione ricca di fibre (contenute soprattutto in frutta e verdura) e muoversi il più possibile, per esempio facendo lunghe passeggiate.

In menopausa
È una stagione della vita particolarmente a rischio di infezioni vaginali, perché l’organismo si trova a corto di estrogeni, gli ormoni femminili responsabili della presenza di glicogeno nelle cellule vaginali.
La carenza di glicogeno provoca, a sua volta, la scomparsa dei lattobacilli e questo significa perdita di acidità, con la conseguente caduta in picchiata delle difese naturali locali e una maggiore vulnerabilità di tutta la zona.
A ciò si aggiunge la secchezza delle mucose, legata sempre alla mancanza di estrogeni.
Ecco perché è così importante, oltre a seguire un’igiene intima rigorosa, utilizzare prodotti idratanti e lenitivi, associati a gel specifici per mantenere sempre idratata la mucosa locale.

 

Cosa insegnare alle bambine
L’igiene intima non è solo una questione di donne, ma anche di… bambine. Le mamme, infatti, dovrebbero trasmettere al più presto alle proprie figlie tutti i riti dell’igiene, perché diventino subito una buona abitudine da seguire per tutta la vita.
Non solo. È attraverso una corretta igiene intima che le bambine possono imparare a conoscere il proprio apparato genitale, a capire l’importanza di prendersi cura del proprio corpo, a favorire una maggiore consapevolezza dei rischi che si corrono se non si seguono semplici abitudini igieniche.
Non va sottovalutato, poi, il fatto che le bambine toccano naturalmente i propri genitali con le mani, ampi serbatoi di germi.
Infine, non è un caso che la causa più frequente di infezioni vaginali nell’infanzia sia l’E scherichia Coli, un batterio presente nell’intestino ma che, presente nell’ano, può essere “ trasportato” con le mani alla vagina durante un lavaggio scorretto. Va da sé l’importanza di insegnare alle bambine che il modo giusto per lavarsi è dalla vagina all’ano e non viceversa.

 

Le cinque regole d’oro della prevenzione
L’uso del preservativo è sempre la regola numero uno per prevenire le infezioni ed evitare di alterare l’ecosistema vaginale. Ecco le altre astuzie.

  1. Utilizzare solo detergenti intimi con un pH fisiologico per i genitali esterni, cioè vulvari (quello della vagina è piuttosto acido, inferiore a 5), al massimo due volte al giorno (per gli altri lavaggi, va bene l’acqua).
  2. Lavarsi nella direzione “giusta”: prima davanti e, terminata questa parte, dietro.
  3. Limitare gli indumenti attillati (tipo jeans o body) e, chi soffre di vaginiti croniche, anche i pantaloni e i collant (in alternativa, utilizzare le autoreggenti).
  4. Optare per la biancheria intima di cotone o di seta bianca, evitando i materiali sintetici (spesso causa di allergie), e togliersela quando si sta in casa (per lasciare respirare le mucose ed evitare il ristagno delle secrezioni).
  5. Cercare di mantenere l’intestino in salute, combattendo un’eventuale stitichezza, con un’a limentazione ricca di fibre, acqua a volontà e attività fisica.

 

Anche lui deve fare la sua parte
L’igiene intima al maschile. È un aspetto della cura di sé spesso sottovalutato, come se riguardasse solo le donne. A prescindere dal fatto che una cattiva igiene personale non è solo sgradevole, ma è anche foriera di non poche malattie nel sesso forte, durante i rapporti sessuali l’uomo può trasmettere le infezioni anche alla sua compagna. Fortunatamente, negli ultimi tempi sono nate linee di prodotti dedicati all’igiene maschile: uno stimolo in più, per i maschietti, a prestare un’attenzione maggiore a questi sani riti quotidiani.

Un’anatomia ben diversa
Spesso l’uomo si ritiene immune dalle infezioni e pensa che possa essere sufficiente un’igiene sommaria per questioni anatomiche. In parte è così, ma solo in parte…
È vero, infatti, che l’a pparato genitale maschile è in buona parte – a differenza di quello femminile – esterno. Il pene, infatti, è formato da una parte fissa (radice), una mobile (il corpo) e l’estremità arrotondata finale (il glande), sulla quale si trova un foro da cui fuoriescono sperma e urina. Tra il glande e il prepuzio (la porzione di pelle mobile che riveste il pene), c’è il solco “balano–prepuziale”, in cui si possono annidare i germi.
Ma è vero anche che, se con la minzione una parte del glande viene “disinfettata” dall’a mmoniaca presente nell’urina, questo non avviene per il solco, dove si annidano appunto non pochi germi.
Questi microrganismi di solito causano pochi problemi all’uomo, mentre diventano particolarmente aggressivi se raggiungono la vagina, dove possono accendere fastidiose infiammazioni e infezioni.
È meglio che lui abbia i “suoi” prodotti
Anche l’uomo, dunque, deve curare scrupolosamente la propria igiene: per se stesso, ma anche per difendere la salute intima della sua partner.
A ogni lavaggio occorre tirare all’indietro il prepuzio, in modo da riuscire a lavare accuratamente il solco balano-prepuziale, dove possono ristagnare numerosi germi.
Inoltre, in linea generale non è del tutto sbagliato che anche lui utilizzi i prodotti di lei (meglio di niente!), ma sarebbe consigliabile che l’uomo avesse il “suo” detergente intimo, cioè studiato appositamente per rispondere a caratteristiche specifiche ben diverse da quelle femminili.

 

 

 

A cura di: Alma Galeazzi

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