Le vulvovaginiti nell’infanzia

La vulvo-vaginite è un’infiammazione della vulva e della vagina comune nelle bambine in età pre-pubere e che può coinvolgere la donna in tutte le fasi della vita. In questa fase della vita la mucosa della zona genitale è particolarmente delicata e sensibile e la presenza di prurito instaura un circolo vizioso che attraverso il grattamento alimenta l’infiammazione, il bruciore e il prurito stesso. La vulvo-vaginite è frequente in età pediatrica a causa di alcuni fattori predisponenti come la carenza di ormoni estrogeni che comporta una mucosa vaginale più sottile e delicata, senza la protezione esercitata dai peli pubici e dal muco e un pH non sufficientemente acido, caratteristiche peculiari dell’adolescente e della donna in età fertile. La vicinanza anatomica tra l’area vulvo-vaginale e l’area perianale favorisce l’instaurarsi di infezioni considerata anche la naturale curiosità dei bambini verso l’ispezione del proprio corpo.

 

Fattori che predispongono a una vulvo-vaginite in età pre-pubere

FISIO-ANATOMICI

COMPORTAMENTALI/PERSONALI

  • Mucosa vulvo-vaginale sottile e delicata (mancanza di estrogeni)
  • Basso contenuto di glicogeno; assenza di muco cervicale
  • Assenza di peli pubici e di cuscinetti adiposi delle grandi labbra (entrambi protettivi); piccole labbra molto piccole
  • pH vaginale alcalino
  • Sistema immunitario locale ancora fragile e in crescita
  • Vicinanza vagina-ano 
  • Igiene scarsa, scorretta o eccessiva
  • Naturale curiosità all’esplorazione del proprio corpo
  • Costipazione, stipsi
  • Predisposizione

 

A questi fattori si sovrappongono pratiche igieniche scarse, scorrette o eccessive (come l’uso frequente di saponi o detergenti troppo aggressivi che alterano il pH della mucosa vulvo-vaginale). Tutti questi fattori, oltre all’uso di indumenti e biancheria occlusiva di fibre sintetiche, come calzamaglia o mutandine, o body da danza troppo stretti o con laccetti etc o costumini da piscina o da bagno lasciati addosso troppo a lungo possono favorire l’insorgere di infezioni: si crea, infatti, un ambiente umido ideale per i germi patogeni sia di natura intestinale che respiratoria (per un precedente raffreddore per esempio) con cui la bambina si è contagiata per contatto con le mani. Anche i parassiti intestinali, come gli ossiuri, sono in grado di raggiungere i genitali, favoriti dall’intenso prurito soprattutto notturno, trasportando anche germi intestinali, data la vicinanza anatomica con l’orifizio anale.

I sintomi della vaginite: come riconoscerli
I segni e i sintomi più frequenti sono:

  • Irritazione, arrossamento (82%), escoriazioni, eventuale gonfiore e intenso prurito (45-58% dei casi) nella zona genitale
  • Fastidio o dolore quando la bimba fa la pipì (alt: Dolore alla minzione) o dolore vulvare (più raro)
  • Perdite vaginali verdastre o verde-giallastra in caso di infezione batterica (62-92% dei casi), in rari casi sanguinamento (5-10%)
  • Secrezioni biancastre e dense se causate da Candida (più rara nell’età pre-puberale, diventa frequente dopo il menarca)

Quali sono le cause
Le cause possono essere sia di natura infettiva che allergica o irritativa. Le cause più comuni sono:

  • scarsa o scorretta igiene intima (contaminazione con batteri fecali per scorretta pulizia da dietro in avanti (va sempre fatta al contrario, da davanti verso l’indietro),
  • uso di bagnoschiuma o saponi troppo aggressivi (che fanno troppa schiuma) o profumati con sostanze allergizzanti);
  • utilizzo di indumenti troppo stretti o di tessuti sintetici che favoriscono la sudorazione;
  • infezioni batteriche acquisite nei luoghi di studio, di ricreazione, di gioco, di attività fisica o – più raramente – causate dalla presenza di un corpo estraneo nella vagina.
  • Nelle bambine piccole un’altra possibile causa è un’infestazione da ossiuri.
  • anche la Candida può provocare vulvo-vaginite nelle bambine in età pre-puberale anche se la sua incidenza aumenta notevolmente dopo la pubertà.

Quando andare dal medico

Se la bambina non si sente bene, si lamenta quando fa la pipì, presenta secrezioni vaginali oppure ha prurito nella zona vaginale è bene farla visitare entro 24 ore dal pediatra o da un ginecologo dell’infanzia/adolescenza. Dopo un’accurata visita ginecologica agli organi esterni verrà eseguito uno tampone vaginale (prelievo del secreto vaginale) per scoprire l’e ventuale presenza di un’ infezione batterica o fungina (molto più rara a questa età) e, in caso positivo, sarà prescritta la terapia antibiotica o antimicotica più appropriata, oltre ai rimedi igienici e comportamentali più adatti. E’ importante seguire scrupolosamente le indicazioni del medico sia come durata del trattamento che come dosaggio altrimenti si rischia solo di instaurare delle resistenze che poi daranno adito a forme infettive ricorrenti. In alcuni casi, quando l’i nfiammazione è particolarmente estesa il pediatra o il ginecologo può consigliare una crema a base di estrogeni o di cortisone da utilizzare localmente. Questa indicazione non deve essere fonte di preoccupazione: l’applicazione è in genere per breve tempo, non ha implicazioni con la fertilità futura della bimba e favorisce una più rapida guarigione

Nei casi più rari di perdite vaginali persistenti, maleodoranti, che resistono alla terapia o che si ripetono nel tempo soprattutto se presentano tracce di sangue occorre chiedere tempestivamente consiglio al pediatra o al ginecologo. In questi casi potrebbe essere sospettata la presenza di un oggetto estraneo in vagina. La diagnosi è realizzabile con un esame invasivo, la vaginoscopia, eseguito in anestesia generale, nel corso del quale si procede ad estrarre l’oggetto. L’oggetto più comune di corpo estraneo accidentale è la carta igienica ma secondo l’esperienza clinica di diversi medici è possibile ritrovare qualunque piccolo oggetto anche tra i più impensati come forcine per capelli, noccioli di frutta, batuffoli di cotone, pezzetti di stoffa, pezzetti di ricambio di giochi etc introdotti durante la ricreazione e i momenti di gioco. Anche la sabbia può essere considerata un corpo estraneo e può portare con sé germi e batteri dannosi per le delicate mucose.

 

Che cosa si può fare da subito

L’igiene più appropriata
E’ importante insegnare alla piccola prima possibile la pulizia delle mani e quanto sia importante non toccarsi le zone intime prima di averlo fatto. Mantenere sempre una regolare igiene anche delle zone intime della bambina è una regola importante da seguire imitando quello che fa la mamma o simulando un gioco da fare con le sue bambole (stimolandone la cura da parte sua). Imparare a farsi regolarmente il bidet due volte al giorno mattina e sera e pulirsi con la carta igienica (bianca e morbida) dal davanti verso l’indietro tutte le volte che va in bagno incoraggiandola a farlo in modo autonomo anche quando è fuori casa sono regole importanti che imparate da piccolissime in famiglia non si perdono più.

Meglio sola acqua tiepida senza bagnoshiuma
Le bambine in sovrappeso sono più sensibili alle vulvo-vaginiti. In questi casi (ma è consigliabile per tutte le bambine) meglio che la bimba si immerga ogni giorno nella vasca con sola acqua tiepida per 10-15 minuti senza bagnoschiuma. La zona intima non va mai strofinata. La zona più delicata tra le pieghe va aperta delicatamente e detersa con un detergente ultra-delicato dal davanti all’indietro controllando che non vi siano ristagni di secrezioni. E’ meglio evitare che la bambina si immerga in una vasca piena di sapone, shampoo o bagnoschiuma. Se si vogliono lavare anche i capelli meglio farlo in piedi in modo che lo shampoo scivoli via e la bimba non debba sedersi nell’acqua con la schiuma dello shampoo che potrebbe irritarla ulteriormente.

Evitare ristagni e contaminazioni
Quando la bimba fa pipì meglio farla a gambe divaricate e verso la fine oscillando un po’ davanti e dietro (potete inventarvi “l’hip hop della pipì” per renderlo più accattivante) in modo da eliminare anche le ultime gocce e fare in modo che non ristagnino – soprattutto se la bimba è sovrappeso – nella bassa vagina. Come abbiamo più volte sottolineato (a parte le mani) non è necessario lavarsi ogni volta che si va in bagno ma è molto importante che la pulizia intima venga fatta sempre da davanti verso l’indietro per evitare contaminazioni con i germi intestinali.

Indumenti di fibre naturali, comodi e puliti
Abituate la vostra bambina ad indossare biancheria di puro cotone, preferibilmente bianco soprattutto in corso di vulvo-vaginite, eliminate assolutamente biancheria o body di materiale sintetico che fa sudare e favorisce le irritazioni e le infezioni. Fatele indossare tutti i giorni biancheria pulita, senza ricami o cuciture. Il suo abbigliamento deve essere comodo e non occlusivo in particolare nelle parti intime. Se frequenta la piscina, insegnatele ad asciugarsi bene dopo la doccia in modo da indossare biancheria completamente asciutta. Durante la notte abituatela a dormire con solo il pigiamino o la camicina da notte, senza biancheria intima: più il corpo respira meglio è soprattutto quando fa caldo. Non abbondate mai con detersivi e con ammorbidenti che soprattutto con i cicli della lavatrice ad acqua tiepida possono rimanere in tracce nell’abbigliamento irritando la pelle e le mucose. Nel dubbio fate un ciclo in più di risciacquo.

 

A cura di: Carolina De Canevali

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