Menopausa chirurgica e calo del desiderio

Intervista con la prof.ssa Rossella Nappi, Clinica Ostetrica e Ginecologica, IRCCS Policlinico San Matteo, Università degli Studi di Pavia.

 

menopausa chirurgica e calo del desiderioProf.ssa Nappi, perché spesso nelle donne in menopausa chirurgica si manifesta un calo del desiderio?

Il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo è un problema non solo di cui si parla troppo poco, che rischia anche di essere banalizzato. Mentre, in realtà, coinvolge molte donne che troppo spesso lo vivono in silenzio e con sofferenza. Noi addetti ai lavori, infatti, constatiamo come questo problema possa provocare grave disagio personale e difficoltà nei rapporti con il partner, con sensi di colpa e vergogna. Ecco perché è importante spiegare alle pazienti che, all’origine di questo problema, c’è spesso una ragione biologica, più precisamente di tipo ormonale: il calo del desiderio sessuale associato a disagio, definito dalla sigla inglese HSDD – Hypoactive Sexual Desire Disorder, costituisce un vero e proprio disturbo che può essere legato a cambiamenti ormonali al di fuori del controllo individuale.

In pratica, nelle donne in menopausa chirurgica, e cioè in donne che subiscono l’asportazione bilaterale delle ovaie cui si associa o meno un’isterectomia (asportazione dell’utero), si verifica un rapido calo dei livelli del testosterone, l’ormone che svolge un ruolo chiave nella regolazione del desiderio sessuale femminile (infatti, il testosterone, ormone maschile per antonomasia, è naturalmente presente anche nell’organismo femminile).

 

Insomma… non un problema di testa, ma  di testosterone… 

Possiamo dire anche così. Consideriamo che il testosterone, prodotto per il 50% dalle ovaie e per il 50% dalle ghiandole surrenali, svolge una funzione chiave nella regolazione del desiderio sessuale femminile.
Con la rimozione chirurgica dell’utero e di entrambe le ovaie, i livelli di testosterone si abbassano di circa il 50% entro pochi giorni dall’intervento.

Comunque, per capire quanto è importante il problema, basti pensare che in Italia ci sono circa un milione di donne in menopausa chirurgica. In particolare, il disturbo da desiderio sessuale ipoattivo indica la carenza e/o l’assenza, persistente o ricorrente, di pensieri/fantasie sessuali e/o ricettività rispetto all’attività sessuale, che provocano disagio o difficoltà interpersonali nella donna.

Il calo del desiderio sessuale può essere un sintomo della menopausa in generale, in particolare nelle donne in menopausa chirurgica. Altri sintomi includono: disturbi del sonno, vampate, calo di energia, cambiamenti repentini di umore e disturbi urogenitali, anch’essi generalmente più severi nelle donne in menopausa chirurgica. Sono molte le donne in menopausa chirurgica manifestano un calo del desiderio sessuale: in Europa, una donna su tre vive con disagio tale condizione. Queste donne raccontano di essere infelici e preoccupate, di sentirsi meno femminili, di vivere la vita sessuale come un vero fallimento e di provare insicurezza e bassa autostima. A ciò si aggiunge che ben il 90% delle donne con calo del desiderio associato a disagio è preoccupato dell’impatto sulla relazione di coppia e sulla qualità della vita di entrambi i partner.

 

Torniamo al quesito iniziale: perché le donne non ne parlano con il ginecologo?

La mia esperienza mi fa rispondere che molte donne esprimono ansia in merito alla loro capacità di parlare dei propri disturbi del desiderio sessuale con i medici, poiché hanno paura che il medico possa liquidare come poco importanti le loro preoccupazioni o che l’argomento possa… imbarazzarlo. E da uno studio condotto in Gran Bretagna emerge che le donne, specie di una certa età, non sono propense a chiedere aiuto, per vergogna, imbarazzo o paura, oppure perché i problemi sessuali sono percepiti come “non gravi” o, ancora, perché si è erroneamente convinte che non esista un rimedio.
E, come quasi sempre accade, è proprio la mancanza di informazione che rende più grave e difficile da affrontare il problema del disturbo del desiderio ipoattivo.

 

Prof.ssa Nappi, c’è un rimedio per la sindrome del desiderio ipoattivo che lo specialista può suggerire?

Per fortuna sì: da alcuni anni anche in Italia è disponibile, su prescrizione medica, il cerotto transdermico a base di testosterone. Si tratta del primo farmaco approvato per le donne con calo del desiderio associato a disagio. Infatti, il cerotto viene indicato per il trattamento del disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (HSDDHypoactive Sexual Desire Disorder) nelle donne sottoposte a isterectomia e ovariectomia bilaterale (in menopausa chirurgica), in terapia estrogenica concomitante.

 

L’isterectomia

L’isterectomia è per definizione, l’asportazione dell’utero. A volte vengono anche rimosse le ovaie, le tube di Falloppio e la cervice.
Negli USA, l’isterectomia è la procedura non ostetrica più comune e maggiormente effettuata sulle donne, con più di 600.000 operazioni ogni anno. Una donna su tre avrà avuto una “menopausa chirurgica” prima dei 60 anni.
La ragione principale dell’intervento è riconducibile ai fibromi all’utero; segue l’endometriosi, poi il prolasso (abbassamento) dell’utero e della vagina.

Conseguenze dell’operazione:

  • Dopo l’asportazione si avrà menopausa “immediata”, con tutti i sintomi legati.
  • Senza le ovaie una donna correrà per sempre il rischio di osteoporosi e malattie cardiache.
  • Il 50% di tutte le pazienti sviluppa complicazioni dopo l’intervento, alcune di queste molto gravi.

 

Sindrome post-isterectomia

In un periodo relativamente breve, una donna può provare insonnia, stanchezza, problemi urinari, mal di testa, vertigini, brividi, irritabilità, nervosismo, palpitazioni, rapporti sessuali difficili o dolorosi, perdita di capelli e numerosi problemi cutanei. Le distruzioni ormonali possono avere effetti di vasta portata, andando a colpire le “beta endorfine”, ormoni legati alla sensazione di benessere, e poi aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.

 

 

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La prof.ssa Rossella Nappi, napoletana d’origine e pavese d’adozione, è Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia presso la Sezione di Diagnostica e Clinica Integrata – Unità di Ostetricia, Ginecologia e Riproduzione Umana, Dipartimento di Scienze Clinico-Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche dell’Università degli Studi di Pavia.
Svolge la sua attività di ginecologa, endocrinologa e sessuologa presso il Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita e l’Ambulatorio di Endocrinologia Ginecologica & della Menopausa, Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’IRCCS Fondazione San Matteo di Pavia.
Ha completato la sua formazione in Italia e all’estero con un dottorato di ricerca in fisiopatologia della funzione ovarica e un postdottorato canadese in endocrinologia molecolare riproduttiva.
Mantiene tutt’ora numerosi contatti e collaborazioni con ricercatori di tutto il mondo ed è membro attivo delle più prestigiose società scientifiche nazionali e internazionali nel campo dell’endocrinologia ginecologica e della fisiopatologia della riproduzione.

 

 

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