Natale troppo dolce? Occhio alla Candida!

A Natale chi è senza peccato (di gola) scagli la prima pietra. Le “danze culinarie” partono almeno a metà dicembre – con i festeggiamenti tra colleghi, amici, parenti vari – per finire alla Befana. Protagonisti assoluti: panettoni, pandori, veneziane, torroni, cioccolatini, creme e pasterelle di tutti i tipi… Insomma, quello natalizio è un periodo molto dolce che, però, può avere conseguenze amare sia sulla linea sia sulla salute. E non solo sull’apparato gastrointestinale, appesantito da pranzi e cenoni, ma anche sul benessere intimo della donna.

 

Le abbuffate di dolci, infatti, aprono le porte a uno dei problemi al femminile più frequenti e fastidiosi: la candidosi, la vaginite provocata dalla Candida albicans, il fungo che ha una caratteristica particolare: è “ghiotto” di zuccheri, cioè prolifera a dismisura anche a causa di un’alimentazione troppo ricca di carboidrati semplici.
I sintomi della Candida difficilmente passano inosservati per i caratteristici disturbi che porta immancabilmente con sé: forte prurito, perdite bianche, dense (simili a ricotta) e inodori, bruciore e gonfiore a livello della vulva. Sintomi così fastidiosi, da indurre molte donne a correre ai ripari con rimedi fai-da-te, spesso più controproducenti che altro, o a compiere errori che rischiano di ritardare la guarigione o, peggio, di gettare le basi per una ricaduta (le recidive di candidosi sono, infatti, molto frequenti). Ecco, allora, che cosa fare (e non fare) per dare scacco al fungo in modo definitivo.

 

Candida di nome, non di fatto

La Candida, a dispetto del suo nome “innocente”, rappresenta un vero incubo per molte donne, visto che circa il 75% delle donne sperimenta almeno una candidosi nel corso dell’esistenza e che nella metà dei casi il problema diventa cronico.
Eppure, questo fungo è un “commensale” dell’ambiente vaginale, cioè non è un nemico che arriva dall’esterno, ma è un pacifico inquilino della flora intima della vagina.
Quando, però, per le ragioni più disparate si moltiplica eccessivamente, può diventare aggressivo (cioè patogeno) e scatenare una vaginite.
Le cause dell’insorgenza della Candida sono da ricercarsi soprattutto in qualcosa che va a rompere il delicato equilibrio che regna nella zona intima: una cura farmacologica (soprattutto con antibiotici), un periodo di forte stress, la cattiva alimentazione.

A questo proposito – nel caso della Candida – molti esperti chiamano in causa il consumo eccessivo di zuccheri. Il fungo, infatti, si nutre avidamente di carboidrati semplici: perché, allora, non prenderlo per fame, tagliandogli letteralmente i viveri a tavola?
Un consiglio che vale soprattutto per chi soffre di candidosi cronica o recidivante, alla cui origine potrebbe esserci una candida intestinale (un’altra zona dove il fungo ha la possibilità di proliferare in modo anomalo), visto che l’intestino è il “mandante occulto” di molti problemi intimi. Al di là della dieta poco zuccherina, ecco che cosa fare quando la Candida “chiede il conto” dopo le feste.

 

Curare la candida: il decalogo anti-fungo

  1. Andare immediatamente dal ginecologo fin dai primi sintomi, evitando di aspettare che il problema degeneri, magari sperando che passi da solo.
  2. Evitare di prendere farmaci vari consigliati dall’amica di turno o dal farmacista: anche se la Candida si manifesta con sintomi inconfondibili, potrebbe essere associata a un batterio e richiedere, dunque, cure specifiche. Seguire sempre il consiglio del proprio ginecologo.
  3. Non cercare sollievo con i classici rimedi della nonna: spesso portano più danni che benefici. In caso di dubbio, effettuare un tampone vaginale, l’esame che conferma in meno di una settimana un eventuale sospetto (spesso, la Candida è associata a un batterio, quindi la cura deve essere mirata anche contro questo ospite indesiderato).
  4. Seguire attentamente le cure prescritte dal ginecologo, segnalando subito eventuali effetti collaterali e facendo, a distanza di un mese dalla cura, un tampone vaginale che confermi l’avvenuta guarigione.
  5. Sottoporre alle cure antimicotiche anche il partner se manifesta i segni dell’infezione o in caso di candida ricorrente.
  6. Astenersi dai rapporti sessuali per tutta la durata della cura, anche per evitare l’effetto ping-pong, cioè il passaggio reciproco dell’infezione.
  7. Curare con particolare attenzione l’igiene intima, evitando detergenti aggressivi, i salvaslip e i pantaloni stretti (entrambi creano un ambiente caldo-umido ideale per la proliferazione del fungo).
  8. Utilizzare preferibilmente biancheria intima di cotone, perché quella sintetica blocca la traspirazione.
  9. Evitare le lavande intime, dall’effetto controproducente se non sono esplicitamente prescritte dal medico.
  10. Seguire una dieta povera di carboidrati semplici (dolci, zucchero…) e carboidrati complessi (sempre meglio preferire quelli integrali), e ricca di frutta, verdura, carni bianche, yogurt.

 

 

References

–  Camporese A – Vulvo-vaginiti e vaginosi. Tecniche Nuove, Milano, 2011

– Latino MA, Magliano E – Infezioni genitali: aspetti patogenetici, clinici e diagnostici. Gruppo di Lavoro AMCLI, agosto 2008

– Autori vari – Dermatologia Ginecologica, CIC Edizioni Internazionali, 2008

– Graziottin A, Murina F – Vulvodinia. Springer Verlag Italia Ed, Milano, 2011

Come prevenire la Candida. Risponde la prof. Rossella Nappi

Vulvovaginite da Candida. Risponde Claudio Paganotti

 

 

A cura di: Alma Galeazzi (2015)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 17 dicembre 2018

Tags:
eD Promotion: i Prodotti di Mylan Spa

Entra con le tue credenziali

Ha dimenticato i dettagli?