Per un’igiene intima a prova di errori

L’ecosistema vaginale è un mondo tanto affascinante quanto complesso, popolato com’è da numerose tribù di microrganismi diversi, che normalmente convivono in perfetta armonia. È proprio questo equilibrio a garantire la naturale protezione delle mucose della vagina sia dalle potenziali aggressioni che possono arrivare da agenti esterni (virus, batteri, funghi, protozoi, allergeni, sostanze aggressive), sia dai disturbi che arrivano dall’interno, per esempio a causa di problemi ormonali o intestinali. La mucosa stessa, poi, è stata studiata da madre natura proprio per opporre una barriera difensiva contro gli attacchi interni ed esterni, vegliando sulla salute di tutta la zona. Una scorretta igiene intima rischia non solo di alterare la flora batterica locale, spezzando l’equilibrio che regna nell’ecosistema vaginale e privandolo della sua capacità di difendere l’area, ma anche di rendere la mucosa più vulnerabile: una barriera che non è più in grado di opporsi agli attacchi esterni e interni. Ecco come evitare che questo succeda.

 

Cosa evitare per diventare “hygienically correct

Lavarsi troppo o lavarsi poco
Sfatiamo subito un luogo comune tanto diffuso quanto errato: più ci si lava meglio è. Non è vero: lavaggi eccessivi alterano sia l’equilibrio dell’ecosistema vaginale sia il pH vaginale, così come indeboliscono gli altri meccanismi di difesa della zona (il pH e il muco) e la mucosa vaginale. Certo non bisogna nemmeno eccedere sul versante opposto, lavandosi poco per pigrizia o per paura di danneggiare l’area.
Come al solito, la giusta misura sta nel mezzo: lavarsi circa tre volte al giorno è l’ideale, con l’eccezione del periodo mestruale, in cui è consigliabile fare un bidet a ogni cambio di assorbente per eliminare i ristagni di sangue, o di intensa attività sportiva, durante la quale si suda molto.

 

Sbagliare la “direzione” del lavaggio intimo
È un errore molto diffuso, soprattutto tra le bambine, alle prese con le prime operazioni di igiene intima: lavare prima l’ano e poi la vagina. In questo modo, però, i germi che pullulano nella zona anale vengono trasportati con le mani nella zona vaginale, con il rischio non remoto di scatenare delle infezioni.
È bene, invece, che le mamme insegnino alle loro figlie fin da piccole a rispettare la “direzione giusta” del lavaggio, sempre dalla vagina in direzione dell’ano e mai viceversa.

 

Usare un asciugamano per tutta la famiglia
Ogni membro della famiglia deve avere il suo asciugamano personale per il bidet, così come è vietato utilizzare asciugamani di altre persone (l’amica, la compagnia del corso di danza eccetera…). Questo per una ragione facilmente intuibile: evitare la trasmissione di germi nocivi. Non va dimenticato, infatti, che alcune infezioni genitali sono “silenziose” (cioè asintomatiche) e che, di conseguenza, una donna può essere “infetta” anche se non sa di esserlo.

 

Asciugarsi in modo frettoloso
C’è chi dedica tempo e cure alla detersione per poi “sorvolare” sull’operazione di asciugatura. Anche questo è un errore che può costare caro in termini di benessere intimo. Asciugarsi accuratamente dopo essersi lavati, infatti, evita di creare nella zona vaginale quell’ambiente caldo-umido, che è l’ideale per la proliferazione di batteri e di funghi.

 

Utilizzare un detergente qualunque
Un detergente intimo non vale l’altro, così non tutti i detergenti intimi vanno bene per tutte le donne. Nella scelta del prodotto più adatto alla propria zona intima, infatti, bisogna tenere conto dell’età (il pH vaginale, cioè il livello di acidità locale cambia nelle varie epoche della vita), dello stile di vita (sportivo, sedentario, frequenza di palestra o piscina? Si sta tutto il giorno fuori casa?), delle esigenze soggettive e dello stato di salute intima (si soffre spesso di infezioni vaginali ricorrenti?).

A livello generale, è sempre consigliabile preferire i detergenti delicati, ben tollerati e capaci di rispettare sia la mucosa intima sia il pH vaginale, cioè il livello di acidità locale. Il motivo? È semplice: un livello corretto di acidità (intorno a pH 4-5) ostacola l’insediamento di germi patogeni. Va anche detto che il pH cambia a seconda dell’età della donna: i detergenti intimi con pH tendenzialmente acido sono indicati per le donne in età fertile, mentre per le donne in menopausa, post menopausa e per le bambine è consigliabile un pH più basico (o alcalino).
Ben vengano, infine, i prodotti che contengono principi attivi naturali con azione antibatterica e anti-fungina, come la salvia e la calendula, o antinfiammatoria, come l’aloe e la camomilla, o riequilibrante dell’ecosistema locale, come l’acido lattico.

 

Affidarsi a prodotti aggressivi
Utilizzare un sapone comune invece del detergente intimo, nella convinzione che i prodotti per l’igiene personale siano in fondo tutti uguali? Bocciato. Il bagnoschiuma o il sapone saranno anche perfetti per il resto del corpo, ma sono decisamente controindicati per la zona intima, perché potrebbero risultare troppo aggressivi. Per la stessa ragione, no agli spray o ai deodoranti intimi, veri e propri nemici della delicata mucosa vaginale.

 

Abusare dei salvaslip
Danno un senso di sicurezza a molte donne, perché assorbono anche le piccole perdite vaginali, più o meno abbondanti tra un ciclo mestruale e l’altro. Tuttavia, sarebbe meglio limitarne l’utilizzo allo stretto necessario, per esempio alla fine delle mestruazioni (quando le perdite di sangue sono scarse), perché bloccano la traspirazione della zona e contribuiscono a creare un ambiente caldo-umido favorevole alla proliferazione eccessiva di funghi e batteri.
Per lo stesso motivo, sarebbe meglio preferire la biancheria in cotone, che consente la massima aerazione della zona e non è a rischio allergie.

 

Occhio all’igiene intima maschile
Anche la donna più scrupolosa del mondo sul fronte igienico è destinata a incappare in problemi intimi se il suo partner non è altrettanto attento. L’universo maschile è tradizionalmente meno diligente in materia di igiene intima: per esempio, l’uomo spesso utilizza il detergente intimo della sua compagna ignorando che il mercato ormai offre prodotti ad hoc, oppure non utilizza nulla. Il problema è che un partner “poco pulito” non è solo sgradevole, ma anche pericoloso, perché può passare alla sua compagnia le infezioni a trasmissione sessuale. Non è, dunque, inutile assicurarsi che il proprio partner curi efficacemente la propria igiene intima, consigliandogli come porre rimedio quando dovesse risultare carente.

 

A cura di: Alma Galeazzi

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