Piccoli problemi al femminile

Infiammazioni e perdite, bruciori e pruriti, irritazioni e allergie non sono solo problemi da adulta, ma anche da bambina. Anzi: è proprio quando è piccola che la donna corre i rischi maggiori, sia per ragioni fisiologiche – perché la zona intima è ancora sprovvista di difese – sia per ragioni comportamentali. Un’igiene intima scorretta, infatti, si paga cara in termini di salute a tutte le età. Non è un caso che ben oltre la metà dei problemi vulvo-vaginali (si parla addirittura dell’80%) potrebbero essere evitati sia insegnando alla piccola le giuste norme igieniche, sia proteggendola con detergenti specifici, sia portandola subito dal ginecologo quando qualcosa non va. Con fiducia e senza allarmismi: spesso basta una diagnosi giusta e qualche consiglio per risolvere i problemi intimi della bambina.

Ne parliamo con il dottor Tiziano Motta, Specialista Ginecologo presso la Clinica Luigi Mangiagalli di Milano.

DOTTOR MOTTA, VISTO CHE NELLE BAMBINE IN ETÀ PREPUBERE LA ZONA INTIMA È PIÙ DELICATA RISPETTO ALLA DONNA, NON È LECITO PENSARE CHE ABBIANO BISOGNO MOLTO PRESTO DI UNA VISITA GINECOLOGICA PREVENTIVA?
In verità non c’è una regola generale. Sicuramente è necessario portare la piccola dal ginecologo sia quando accusa dei disturbi intimi, sia quando la mamma si accorge che c’è qualcosa di anomalo. È il caso delle cosiddette “sinechie” delle piccole labbra, che restano quasi completamente chiuse, munite solo di un forellino per far passare l’urina. La mamma o il pediatra potrebbero scambiarle per una malformazione, mentre in realtà sono la conseguenza di problemi infiammatori o di infezioni a carico delle vie urinarie. È un problema che si può risolvere ricorrendo a una crema a base di estrogeni per un breve periodo, ma prima di tutto ci vuole una diagnosi precisa.

QUALI SONO GLI ALTRI CAMPANELLI D’ALLARME CHE DEVONO SUGGERIRE ALLA MAMMA DI PORTARE LA PICCOLA DAL GINECOLOGO?
Prima di tutto le perdite vaginali anomale che si vedono sulla mutandina, perché sono di colore marroncino o con striature ematiche – cioè con tracce di sangue – che allarmano molto le mamme, ma dietro alle quali nella maggior parte dei casi c’è una semplice vaginite. Il responsabile principale delle perdite ematiche, per esempio, è un banale batterio, Streptococco beta emolitico di gruppo A.

COME SI PUÒ ESSERE SICURI CHE IL COLPEVOLE SIA DAVVERO QUEL BATTERIO?
Per fare una diagnosi corretta bisogna sottoporre la bimba a un tampone, che deve essere vaginale, non vulvare, come spesso vedo fare. Questo perché?
Perché la vulva è un po’ come la cute, dove sono presenti batteri, che però non sono quelli necessariamente presenti in vagina. Il tampone vaginale deve essere eseguito con particolari accortezze, tenuto conto dell’età della piccola paziente, prima di tutto usando tamponi molto sottili. Se l’esito è positivo, in base al tipo di batterio individuato si sceglie la cura più adatta.

IL TAMPONE, PERÒ, È IL PASSO SUCCESSIVO A UNA VISITA GINECOLOGICA: COME AVVIENE QUESTA VISITA IN ETÀ PREPUBERE?
Sarebbe consigliabile rivolgersi a un ginecologo, perché spesso il pediatra di famiglia non è avvezzo a fare questo tipo di visita, tanto è vero che spesso non guarda sotto l’ombelico. E anche
se lo fa, non ha l’occhio allenato per smascherare determinati disturbi. Lo specialista, invece, segue modalità precise, che consistono nel sistemare la bambina sul lettino ginecologico in una certa posizione, chiamata “frog leg” cioè a ranocchia, con le gambe flesse. Se è molto piccola, il trucco è di far sdraiare sul lettino la mamma, che tiene la bambina in braccio, sdraiata su di lei, proprio come se fosse stesa sul lettino. Poi si passa all’esame clinico, osservando l’area genitale e anale.

SI USA LO SPECULUM, O UN DIVARICATORE PARTICOLARE, PIÙ PICCOLO?
No, l’unico strumento che viene usato in casi particolari è il vaginoscopio pediatrico, uno strumento ottico collegato a un monitor, che serve soprattutto per verificare se c’è una patologia grave, evento raro, o quando più comunemente si sospetta la presenza di un corpo estraneo. È un evento abbastanza frequente; nella mia esperienza ho avuto modo di recuperare di tutto: tappi di penne, scarpine della Barbie, oggetti vari, spille, fermagli. Dopo la visita ai genitali, si passa alla palpazione addominale e, nei casi dubbi, si prescrive un’ecografia addominale.

QUALI SONO I DISTURBI CHE VOI GINECOLOGI VEDETE PIÙ FREQUENTEMENTE?
In età prepubere le perdite vaginali. È molto comune l’errore di considerare queste perdite come fossero candidosi, quindi vengono prescritte cure antimicotiche che, invece, non sarebbero necessarie. Le vaginosi batteriche da Gardnerella sono proprie del periodo adolescenziale, mentre i batteri più frequenti nelle bambine sono quelli di origine intestinale, cioè i Coli e l’E nterococco. La principale responsabile di queste infezioni? La cattiva igiene. È un chiodo che va battuto il più possibile. Un’igiene corretta, infatti, risolve il 60-70% dei casi e tiene alla larga la maggior parte dei problemi intimi.

IN CHE MODO?
Prima di tutto evitando di usare prodotti per l’igiene intima non adatti all’età prepubere: personalmente ho curato casi di dermatiti da contatto provocate dall’impiego di detergenti non indicati per l’età pediatrica. Ci vogliono detergenti mirati, ultradelicati, con una funzione protettiva nei confronti dei germi nocivi e anallergici. E poi bisogna seguire le regole classiche dell’igiene quotidiana, prima di tutto lavandosi in modo corretto, evitando il passaggio dei germi dall’ano alla vagina.

ALTRI SUGGERIMENTI PER DIFENDERE LA ZONA INTIMA?
Bisogna sempre considerare che la regione anatomica della bambina non beneficia della protezione degli ormoni estrogeni né dei peli che esercitano una funzione-barriera, quindi è più indifesa. È un ambiente più facilmente aggredibile dall’esterno. E poi la vagina non è sterile, ma abitata da una ricca popolazione di microrganismi (flora batterica).
Certe condizioni, come brusche alterazioni del pH vaginale, che nelle bambine è di per sé poco acido quindi poco protettivo, favoriscono la proliferazione di alcuni ceppi batterici, che diventano aggressivi, cioè patogeni.
L’atteggiamento corretto è creare dei meccanismi di barriera con qualcosa di alternativo. Come? Per esempio utilizzando un detergente intimo che, pur rispettando l’ecosistema locale, acidifi chi leggermente l’ambiente vaginale, rinforzandolo. Ed è altrettanto fondamentale regolarizzare l’intestino, perché una buona salute intestinale ha dirette ripercussioni sul benessere intimo.

 

Conosciamo insieme lo specialista
Tiziano Emilio Alessandro Motta
Laureato in Medicina e Chirurgia, specialista in Ostetricia e Ginecologia e in Pediatria.
Nel 1987 ricercatore presso il Chelsea Hospital for Women di Londra. Dal 1988 esercita la propria attività professionale presso la Clinica Luigi Mangiagalli – Fondazione IRRCS di natura pubblica dell’Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena – II Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’Università degli Studi di Milano ed è responsabile del Servizio di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Dal 1996 ha collaborato, come consulente, all’attività del Soccorso Violenza Sessuale (S.V.S.). Autore di numerosi articoli scientifi ci pubblicati su riviste nazionali ed internazionali, ha partecipato in qualità di relatore e moderatore in oltre 70 convegni nazionali e internazionali.

 

Le piante amiche della sua intimità
Calendula officinalis
La Calendula svolge un’azione antinfi ammatoria, lenitiva e rinfrescante.
È particolarmente indicata per la cura e la ristrutturazione della cute secca, screpolata, delicata e facilmente arrossabile delle mucose della bambina.

 

 

A cura di: Alma Galeazzi

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