Prurito intimo: quali sono le cause?

Prurito intimo- EsseredonnaonlinePrurito intimo: si bisbiglia sottovoce all’amica del cuore. Solo quando il prurito intimo è diventato quasi insopportabile e inizia ad interferire in maniera pesante con la vita quotidiana, la donna ne parla apertamente con il ginecologo. Per combattere questo anacronistico pudore, EssereDonna ha affrontato più volte l’argomento, da differenti punti di vista. Questa volta, però, desideriamo tracciare un quadro d’insieme il più possibile completo riguardo a tale fastidio. Lo facciamo con l’aiuto della prof.ssa Rossella Nappi, Clinica Ostetrica e Ginecologica, IRCCS Policlinico San Matteo, Università degli Studi di Pavia.

 

Prof.ssa Nappi, perché le donne tendono a sottovalutare questo problema?

Forse perché associano – a torto – il prurito intimo con il sesso e, soprattutto per le meno disinibite può essere imbarazzante parlarne. Per contraddire la falsa opinione che il fastidio sia legato alla vita sessuale basti ricordare che il prurito intimo non è appannaggio delle sole donne adulte. Anche le bambine possono soffrirne. Le mamme, a questo proposito, devono sapere che nelle piccole la mucosa si presenta più delicata e sensibile, poiché ha poche ghiandole sebacee che la mantengono ben idratata, tende facilmente a essere secca e ha un basso contenuto di glicogeno. Il pH vaginale è pressoché neutro (è solo dopo la pubertà che diventa acido), e le difese immunitarie sono ancora immature. Ma già a partire da questa età è necessario curare la propria igiene intima con prodotti adeguati (i normali saponi sono troppo alcalini e, quindi, non adatti) che tengano conto di queste differenze. Per questo mamma e bambina non devono usare lo stesso detergente intimo, ma ognuna il suo. Solo così è possibile rispondere efficacemente alle esigenze intime delle varie età.

 

Passiamo all’età fertile. Qui è necessario fare due distinzioni: prurito intimo femminile esterno e prurito intimo interno

Le cause del prurito intimo esterno, in genere localizzate alla vulva, non sono gravi. Il che non significa si debba trascurare, dal momento che potrebbe anche sfociare in un’infezione vaginale. Molto spesso il prurito intimo, molto più comune di quanto si pensi, può essere determinato dall’uso di biancheria intima sintetica, così come da abbigliamento troppo aderente (jeans, collant, leggins), indossato troppo di frequente o per molte ore di seguito o anche dall’utilizzo quotidiano di salva-slip. I materiali sintetici di cui sono fatti i salva-slip, infatti, non permettono una corretta traspirazione dei tessuti e quindi favoriscono il ristagno di secrezioni e l’insorgenza di infezioni.
Il prurito intimo interno, il più delle volte, trova invece le sue cause, in un’irritazione chimica, a sua volta determinata da infezioni genitali (la candida per citare  la più comune), o da malattie sessualmente trasmissibili come l’herpes genitale, la clamidia, la gonorrea e la tricomoniasi.

 

Prof.ssa Nappi, lei è un’esperta di problemi legati alla  menopausa. Inevitabile, a questo punto parlare di questa fase della vita della donna

Otre alla conosciuta e diffusa secchezza vaginale, spesso le donne in menopausa lamentano un fastidioso prurito intimo, che viene a complicare ulteriormente la vita sessuale. Sulla base della mia esperienza, consiglio a tutti i miei colleghi di prestare la massima attenzione all’approccio con la paziente, soprattutto se è la donna ha il diabete quindi è ulteriormente predisposta alla secchezza della pelle e delle mucose a causa del diabete. Tenendo conto del livello culturale e del grado di pudore della donna che si sta visitando, insistendo – sempre con la massima pazienza – su quanto sia disturbata dal prurito intimo e su quanto esso incida dal rapporto col partner. A questo proposito, è fondamentale che anche quest’ultimo sia particolarmente vicino alla sua compagna nella fase delicata e complessa della menopausa.

 

Il prurito intimo può essere accompagnato da perdite?

Sì, in alcune donne si, in altre no. Vediamo nello specifico.
Prurito intimo femminile con perdite. In questi casi, le perdite possono essere biancastre e pastose, riconducibili a infezioni mitotiche (da funghi) o infezioni batteriche. Nella maggioranza dei casi ci troviamo di fronte ad un’infezione da Candida (“Candida albicans”). Se, invece, il prurito intimo femminile è associato a bruciore e a perdite giallastre o perdite giallo-verdastre, a cui si può unire anche bruciore intenso, si può sospettare la presenza di un’infezione batterica e/o da Trichomonas vaginalis, un protozoo di solito trasmesso per via sessuale. L’infezione da Trichomonas è la terza infezione vaginale in ordine di frequenza, dopo la vaginosi batterica e la candidosi.

Prurito intimo femminile senza perdite. Può avere un’origine dermatologica: malattie come la psoriasi, la dermatite seborroica e la scabbia, infatti, possono determinare anche un fastidioso e persistente prurito intimo. Altra causa scatenante del prurito intimo femminile senza perdite potrebbe essere la glicosuria, ossia il ristagno di glucosio (zucchero) nelle urine che, oltre al prurito, genera anche un dolore acuto e una sensazione di bruciore nelle parti intime durante la minzione. Infine, altre cause possibili sono: rapporti sessuali in presenza di scarsa lubrificazione che potrebbero favorire la formazione di microabrasioni con conseguente penetrazione di agenti esterni e scarsa igiene intima. In questi casi il prurito intimo femminile è solo una conseguenza, e pertanto andrebbe curata la causa che sta all’origine del problema.

 

 

La prof.ssa Rossella Nappi, napoletana d’origine e pavese d’adozione, è Professore Ordinario di Ostetricia e Ginecologia presso la Sezione di Diagnostica e Clinica Integrata – Unità di Ostetricia, Ginecologia e Riproduzione Umana, Dipartimento di Scienze Clinico-Chirurgiche, Diagnostiche e Pediatriche dell’Università degli Studi di Pavia.
Svolge la sua attività di ginecologa, endocrinologa e sessuologa presso il Centro per la Procreazione Medicalmente Assistita e l’Ambulatorio di Endocrinologia Ginecologica & della Menopausa, Clinica Ostetrica e Ginecologica dell’IRCCS Fondazione San Matteo di Pavia.
Ha completato la sua formazione in Italia e all’estero con un dottorato di ricerca in fisiopatologia della funzione ovarica e un postdottorato canadese in endocrinologia molecolare riproduttiva.
Mantiene tutt’ora numerosi contatti e collaborazioni con ricercatori di tutto il mondo ed è membro attivo delle più prestigiose società scientifiche nazionali e internazionali nel campo dell’endocrinologia ginecologica e della fisiopatologia della riproduzione.

 

 

A cura di Minnie Luongo (2014)
Revisione e aggiornamento a cura della Redazione ED – 26 febbraio 2019

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