Vestibolite vulvare: conoscerla per evitare il dolore

Vestibolite vulvare: alzino la mano le donne che sanno esattamente di che cosa stiamo per parlare. La scarsa conoscenza, che rasenta spesso una vera e propria ignoranza circa questo argomento, ci viene confermata dall’esperienza quotidiana della prof.ssa Rossella Nappi, Clinica Ostetrica e Ginecologica, IRCCS Policlinico San Matteo, Università degli Studi di Pavia.

 

Prof.ssa Nappi, cominciamo proprio da questa scarsa conoscenza di sé
Pochi anni fa, in un campione di 761 donne italiane intervistate nell’ambito di un’indagine internazionale sulle attitudini, la percezione e le conoscenze relative all’organi genitali femminili, è emerso chiaramente che circa la metà di esse considera la vagina la parte del corpo meno conosciuta, e soltanto un quarto si reputa sufficientemente informata. Se la quasi totalità delle donne interpellate (96%) vorrebbe saperne di più, l’85% ritiene che una miglior conoscenza dei propri genitali possa migliorare la soddisfazione sessuale. Del resto, questo dato è stato recentemente confermato, in modo indiretto, da una ricerca condotta su un campione di giovani donne tra i 18 e i 24 anni, che ha evidenziato come abitudini igieniche scorrette, incertezza sull’aspetto della propria vagina, dolore durante l’inserimento dell’assorbente interno – spesso connesso al disagio di toccarsi le parti intime – siano fattori associati alla percezione dolorosa del rapporto sessuale. Ed è proprio in questa fascia di età che appare più urgente sfatare alcuni falsi luoghi comuni, spiegando come, sotto il profilo genitale, non esista una donna uguale all’altra: l’importante è che ciascuna di loro impari a conoscersi. E noi ginecologi siamo più che disponibili ad aiutarle, ovviamente.

 

Torniamo ora alla vestibolite vulvare: di che cosa si tratta?
Con la definizione di vestibolite vulvare s’intende l’infiammazione della mucosa del vestibolo della vagina, ossia dei tessuti posti all’entrata della vagina.
Il vestibolo è importantissimo, perché dal suo benessere dipende anche la felicità di coppia: quando è infiammato, la penetrazione (soprattutto all’inizio del rapporto) può essere dolorosa e difficoltosa. E rovinare le emozioni della “prima volta”…. Se una ragazza ha deciso che il suo ragazzo è quello giusto per fare il grande passo, io dico sempre che c’è un metodo semplice per capire se potrebbe avere problemi: la difficoltà nell’uso dei tamponi interni. Gli studi lo confermano: le donne che non riescono a utilizzarli sono le stesse che hanno paura della visita ginecologica e soffrono per rapporti sessuali dolorosi (dispareunia). La ragione? L’entrata della vagina è “stretta” a causa dell’iperattività del muscolo elevatore dell’ano che circonda la vagina. Normalmente questo muscolo ha piccole contrazioni involontarie che servono per sostenere i visceri. Se la frequenza e l’intensità delle contrazioni aumentano, il muscolo elevatore restringe le strutture che circonda: la vagina, e ciò causa dolore ai rapporti; l’ano, provocando stitichezza; e l’uretra, favorendo le cistiti. Questa contrazione può dare la sensazione di una minore apertura dell’entrata vaginale: ecco perché la difficoltà a usare i tamponi può indicare un maggior rischio di avere poi difficoltà alla penetrazione. L’iperattività del muscolo elevatore favorisce le micro abrasioni durante il rapporto sessuale. Ciò può predisporre alla vestibolite vulvare, un’infiammazione cronica dell’entrata vaginale, ma il ginecologo è il primo a saper la terapia comportamentale corretta per rilassare questo muscolo.

 

Dr.ssa Nappi, come riconoscere attraverso i sintomi una vestibolite vulvare?
I sintomi dell’infiammazione sono vari e, spesso,  simili a quelli della cistite (fastidio che tutte noi donne, almeno una volta nella vita, abbiamo provato). Questo può portare a non riconoscere immediatamente la vestibolite. I sintomi più frequenti sono:

  • dolore al momento della penetrazione (dispareunia; spesso questo rende impossibile il rapporto sessuale;
  • bruciore localizzato (sensazione che può acuirsi dopo un rapporto sessuale);
  • arrossamento della mucosa della vulva all’interno delle piccole labbra;
  • diminuzione, o addirittura assenza, di lubrificazione vaginale.
Che cosa può scatenare la vestibolite vulvare?
A cura della Redazione
All’origine del problema possono esserci fattori di diversa natura:

 

Forse non tutte sanno che….
la sintomatologia tende ad accentuarsi nel periodo premestruale!

 

La terapia
A cura della Redazione
Ginecologo, urologo, neurologo, dietologo, sessuologo e neurologo: sono molte le figure professionali che andrebbero coinvolte per individuare la terapia più appropriata e il più possibile personalizzata. Perché risolvere il problema della vestibolite vulvare – sebbene possa richiedere anche diversi mesi di terapia – è possibile.In aggiunta alla terapia farmacologica che il medico riterrà più opportuna, possono essere d’aiuto:

  • tecniche di riabilitazione del pavimento pelvico (il rilassamento di questa muscolatura  aiuta a migliorare le condizioni del tessuto vulvare e vaginale);
  • supporto psicologico;
  • dieta personalizzata: l’efficacia terapeutica dell’alimentazione è molto soggettiva. Per tutte può essere però d’aiuto  bere molto.
  • terapie alternative: agopuntura, massaggi, manipolazioni, tecniche di rilassamento.

Qualunque sia la strada che si sceglierà di intraprendere, per tutte valgono alcune regole d’oro:

  1. Scegliere intimo di cotone bianco. Evitare il perizoma;
  2. Non indossare pantaloni attillati, collant, body
  3. Utilizzare detergenti intimi molto delicati
  4. Importante  la scelta di assorbenti in cotone, traspiranti e ipoallergenici
  5. Evitare attività quali bicicletta, spinning, cyclette, equitazione

 

 

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