Zona intima, zona protetta: le alterazioni della flora batterica

In un ipotetico processo alle infezioni vaginali, gli indiziati principali sarebbero senza dubbio i rapporti sessuali troppo liberi e poco protetti, accusati di associazione a delinquere per le infezioni sessualmente trasmesse (MST)
Sul banco degli imputati, però, il sesso promiscuo si ritroverebbe sicuramente in compagnia delle cattive abitudini igieniche, gravate da una sfilza di capi d’accusa da far impallidire anche il giudice più indulgente.
Ma anche se il “nostro” processo terminasse con l’incarcerazione dei colpevoli, le donne non potrebbero comunque dormire sonni tranquilli, perché i problemi intimi femminili non arrivano solo dall’esterno. Molto spesso, anzi, affondano le radici nell’organismo stesso, quando – per i motivi più disparati – il delicato equilibrio che regna nell’ambiente vaginale si spezza, permettendo a uno dei suoi abitanti di prendere il sopravvento sugli altri. Cosa può rompere questo patto di non belligeranza tra popolazioni di microrganismi che, di solito, convivono in perfetta armonia?

Con la consulenza del dottor Filippo Murina, ginecologo a Milano

 

L’alterazione della flora locale
I nemici della zona intima non arrivano solo dall’esterno. Ci sono una serie di cause, in linguaggio tecnico definite “endogene”, che hanno origine dall’organismo stesso.
In parole semplici, in questi casi il disturbo intimo non è scatenato da un fungo, un batterio o virus che sferra il suo attacco dall’esterno, ma dall’alterazione dell’equilibrio vaginale che di solito vige nella flora vaginale e che garantisce una convivenza pacifica alle tribù di microrganismi residenti nella zona.
Quando questa convivenza armonica viene perturbata, un gruppo di inquilini – da pacifico e socievole che era – diventa di colpo aggressivo, si moltiplica e prende il sopravvento sugli altri inquilini, accendendo un’infezione o un’infiammazione. Ecco i perturbatori dell’ordine… intimo.

 

Le variazioni ormonali
Del tutto naturali, come in gravidanza o in menopausa, oppure indotte, per esempio dall’uso di contraccettivi (pillola) o di certi farmaci, le fluttuazioni ormonali accompagnano la vita di ogni donna.

 

IN GRAVIDANZA
Poiché gli ormoni subiscono un’impennata e, in parallelo, aumenta la quantità di glicogeno nel tessuto mucoso che riveste la vagina, la futura mamma dovrebbe sentirsi alla grande.
Peccato, però, che le dosi generose di glicogeno facciano molta gola alla Candida, un fungo che trova nello zucchero (cioè il glicogeno) il suo nutrimento ideale. Anche il diabete gestazionale, poi, favorisce le candidosi: occhio ai dolci nei nove mesi, dunque!

 

IN MENOPAUSA
Il lento ma inarrestabile calo degli ormoni estrogeni erode i livelli sia di glicogeno sia di lattobacilli, che altro non sono che il sistema difensivo locale. Il quale, sempre più debole e ridotto, espone la zona agli attacchi dei germi patogeni esterni e alle eventuali perturbazioni interne.

 

LA PILLOLA
La quantità di estrogeni “artificiali” contenuti nella pillola è inferiore a quella di estrogeni naturali prodotti fisiologicamente dall’organismo. La mucosa della vagina, depauperata dal glicogeno, tende così a disidratarsi e il tessuto vaginale ad assottigliarsi, diventando più sensibile e vulnerabile alle infezioni.

 

La scorretta igiene intima
Il concetto di igiene personale è un cappello molto ampio, sotto il quale trovano posto tutti quei comportamenti quotidiani (che vanno dal vestirsi al lavarsi), che possono colpire – giorno dopo giorno – la flora vaginale, aprendo le porte a un disturbo vaginale. Ecco i più insidiosi, cioè quelli che occorrerebbe modificare al più presto.

 

Detergenti intimi e pH vaginale
La scelta, spesso del tutto inconsapevole, di detergenti intimi, saponi o lavande aggressivi ha conseguenze davvero pesanti sulla zona intima, perché molti prodotti intaccano il prezioso strato protettivo incaricato di difendere la mucosa locale e, alla lunga, alterano il pH vaginale , cioè l’acidità locale. Che, ormai lo sappiamo, è la migliore garanzia di salute per la zona intima.

 

Assorbenti, biancheria intima e vestiario
Ci sono donne che non sanno stare senza salvaslip, altre più sagge che li utilizzano solo alla fine ciclo. Questa protezione in miniatura è, in effetti, un’arma a doppio taglio, perché l’assorbente – anche se di misure estremamente ridotte – impedisce comunque alle perdite vaginali fisiologiche di asciugarsi, creando un ambiente caldo-umido ideale alla proliferazione soprattutto dei funghi, Candida in testa. I pantaloni molto stretti, i body, i collant, la biancheria sintetica e colorata… molti nemici della zona intima si nascondono nel proprio armadio. Ma cos’hanno di male questi capi apparentemente innocui? Tre piccoli difetti, ma molto insidiosi per la salute intima: bloccano la traspirazione, creano una barriera lesiva per i genitali esterni e possono scatenare un’allergia.

Last, but not least: la pulizia intima non è “casuale”. Sia durante la pulizia con la carta igienica sia durante il lavaggio, un errore frequente consiste nel “passare” dall’ano alla vagina e viceversa. La zona rettale pullula di germi, che possono contagiare anche l’area vulvo-vaginale. Ecco perché è importante prima detergersi davanti e solo terminata questa operazione passare alla parte posteriore, insegnando subito questa prassi alle bambine, spesso colpite da vaginiti “precoci” esattamente per questo motivo.

 

I farmaci
L’allarme rosso scatta quando, per combattere un’infezione batterica, si segue un ciclo di cura con gli antibiotici, farmaci così potenti da colpire anche la flora vaginale, rompendone il delicato equilibrio.
Ogni antibiotico agisce contro uno o più ceppi batterici mirati, mentre quelli che non vengono colpiti e, soprattutto, i funghi hanno campo libero per rafforzarsi e aumentare a dismisura: quando raggiungono un certo livello, è facile che scatenino un’infezione vaginale.
Occhio anche gli immunosoppressori, cioè farmaci che abbassano tutte le difese naturali dell’organismo (tipo il cortisone), comprese quelle che vigilano sulla zona vaginale.

 

Attenzione all’intestino
Intestino e apparato genitale femminile: due zone legate da un comune destino. Quando il primo sta bene, ci sono ottime probabilità che anche la seconda goda di una salute di ferro.
Ma quello estivo, si sa, è un periodo a rischio per il benessere dell’apparato intestinale, soprattutto quando si opta per una meta esotica, dove non c’è niente di più facile che bere o mangiare bevande o alimenti contaminati.
Colpa anche del caldo debilitante, certo, ma non solo. Occorre chiamare in causa l’a limentazione tipica del periodo, teoricamente salutare perché ricca di verdura e frutta (una miniera di fibre), ma in pratica capace di rompere l’equilibrio intestinale guadagnato in inverno.
In sostanza, l’intestino si ritrova di colpo “investito” da una mole di fibre e spesso reagisce a questa novità con qualche disturbo (per esempio la fermentazione, con senso di meteorismo e aerofagia).
Se poi ci si mette a dieta e le fibre aumentano ulteriormente, lo squilibrio intestinale può estendersi all’apparato genitale.
Per scongiurare questo pericolo, variare il più possibile l’alimentazione, non facendosi mai mancare gli alimenti proteici, e fare largo consumo di yogurt, ricchi di elementi preziosi per la flora intestinale.
Infine, occhio alla stitichezza, che in estate può risvegliarsi, complici i lunghi viaggi, il fatto di essere lontani da casa e il cambiamento repentino delle proprie abitudini: un ciclo di fermenti lattici può essere… caldamente consigliabile.

 

A cura di: Alma Galeazzi

 

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