Alimenti bio: la natura in tavola

Quando una decina d’anni fa iniziarono ad apparire i primi alimenti biologici, si trovavano solo in negozi specializzati e a prezzi proibitivi. Oggi i prodotti marchiati con la spiga di grano su fondo blu (dal 1° luglio 2010 è entrata in vigore la nuova etichettatura europea: una foglia stilizzata composta da stelle bianche su sfondo verde, che dal 1° Luglio 2012 sarà l’unica consentita) sono venduti in tutti i supermercati. Costano qualche euro in più rispetto ai prodotti “ normali”, in cambio si guadagna in gusto e, forse, anche in salute. Già, forse, perché va detto che non esistono prove scientifiche che l’agricoltura biologica sia effettivamente più sana di quella industriale, anzi c’è chi sostiene che la lavorazione industriale garantisca una maggiore igiene. E in ogni caso, tutto quello che viene prodotto in Italia deve soddisfare i requisiti di sicurezza imposti dalla legge, ma soprattutto dalle normative dell’Unione europea. E dunque dovrebbe essere sicuro al 100%.


I vantaggi dell’agricoltura biologica
Certo è che rispettare la natura, assecondare i cicli naturali e bandire qualsiasi prodotto chimico come gli insetticidi e i pesticidi, i diserbanti e gli erbicidi, i fertilizzanti, qualsiasi tipo di colorante o di conservante e, infine, gli organismi geneticamente modificati, di sicuro male non fa. Allo stesso modo, anche l’allevamento può beneficiare dei vantaggi del biologico. E i primi a ringraziare sono gli animali, ai quali è garantita maggior igiene e pulizia, aria fresca, luce solare e ampi pascoli all’aperto dove alimentarsi. Non è cosa da poco, nemmeno per il consumatore finale, visto che gli animali allevati in maniera intensiva ormai non mangiano più l’e rba, che è ricca di Omega 3, ma insilati di mais, che ne sono privi. Senza contare che nell’a llevamento biologico non possono essere assolutamente utilizzati ormoni della crescita o farine di carne per i ruminanti, e che in tutte le fasi della catena di produzione, dall’allevamento alla macellazione, dal confezionamento al trasporto, la carne non entra mai in contatto con agenti chimici.

Scegliere gli alimenti biologici
Fin qui la teoria. Ma che cosa conviene davvero mettere in tavola se si cerca un’alimentazione più sana, o quanto meno più saporita? In commercio ormai ci sono centinaia di prodotti biologici di varie tipologie: freschi, surgelati e confezionati. Frutta e verdura, naturalmente, ma anche latticini, gelati, prodotti da forno sia dolci sia salati, confetture di frutta, creme varie, merendine, pasta, olio, legumi, carni, farine, vini, birre e chi più ne ha ne metta. Forse non tutti sono sempre preferibili a quelli tradizionali. Il vino, per esempio. Intanto va detto che dal un punto di vista normativo in Italia il vino biologico non esiste: l’unica definizione possibile è quella di vino ottenuto da uve da agricoltura biologica. E comunque, volete mettere un Barolo o un Brunello di Montalcino fatto come dio comanda, alla vecchia maniera?

Discorso diverso, invece, per la frutta e la verdura. Tutti sono d’accordo sul fatto che la freschezza sia fondamentale. E la freschezza, naturalmente, può essere un valore solo se frutta e verdura sono state ottenute con metodi naturali, senza trattamenti chimici. E seguendo la stagionalità. Solo così avranno un contenuto più elevato di anti-ossidanti, minerali e vitamine, e un minor quantitativo di acqua (e meno acqua si traduce in sapore più concentrato). Inoltre, alla frutta biologica non è necessario levare per precauzione la buccia, che è ricca di sostanze importanti per l’organismo. Per lo stesso motivo, non convincono fino in fondo i prodotti trasformati: una cosa è il frutto fresco, un’altra il suo succo concentrato, conservato, devitalizzato. Anche se la frutta usata era bio, si tratta di un’inutile condensato di calorie vuote.

Anche per farina, zucchero e olio, è più importante stare attenti alla lavorazione che hanno subito piuttosto che alla loro origine bio. Meglio preferire le farine integrali a quelle raffinate, che non hanno perso minerali importanti come lo zinco, il cromo e il manganese. Lo stesso vale per lo zucchero bianco, che ha il 90% in meno delle vitamine e dei minerali che contiene in origine, e per gli oli, che se trattati industrialmente perdono di qualità: un olio spremuto a freddo, invece, è ricco di vitamina E, antiossidanti e acidi grassi polinsaturi.

Perché scegliere bio
Per concludere, anche se non è certificato che abbiano maggiori principi nutritivi o siano più sani di quelli prodotti in maniera tradizionale, gli alimenti biologici andrebbero comunque preferiti. Se non altro perché hanno un impatto ambientale largamente inferiore. Perché evitare l’utilizzo di sostanze chimiche impedisce possibili effetti nefasti su acqua, aria e terreno. Con un’a vvertenza: le colture biologiche sono impensabili su larga scala: ci vorrebbero aree di produzioni enormemente più grandi di quelle attuali. Ma siamo ancora bel lontani da questo “ pericolo”.

 

A cura di: Margherita Abbate Daga

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