Come ti riciclo i vestiti del bambino

Come ti riciclo i vestiti dei ambini - Esseredonnaonline
I bambini diventano grandi e i vestiti (ma anche giochi e passeggini) diventano piccoli e inutilizzabili! Cosa farne?
Buttarli via sembra davvero una scelta poco responsabile, che alimenta uno stile di vita all’insegna dello spreco e del consumismo. Tanto è vero che in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo si torna alle buone abitudini delle generazioni precedenti: chi di voi, mamme di oggi, non ha mai indossato i vestiti riciclati da sorelle o cuginette?
C’è da andarne fieri, perché si trattava di una soluzione sostenibile ancor prima che si iniziasse a parlare di sostenibilità.
Il vero problema è che oggi le famiglie non sono più numerose come una volta ed è piuttosto comune che un bambino non abbia fratelli o cuginetti con qualche anno di più.Ma niente paura: le mamme si sono ingegniate e hanno pensato a nuove soluzioni per “riciclare” i vestiti dei bambini.  Vediamo come…
Le Baby boutique
Chiamarli “negozi dell’usato” sarebbe sminuirli: l’idea diffusa di negozio dell’usato è legata a locali polverosi e odore di naftalina, insomma a quanto di più distante da ciò che una mamma cerca per il suo piccolo. Queste sono vere e proprie catene specializzate, con standard di igiene e di qualità molto elevati: niente vestiti rattoppati o in cattivo stato, capi puliti e sterilizzati e selezione di brand di qualità.
Il fenomeno è nato a Modena nel  1998 con il negozio  “La Birba” che ora è diventato una catena di  14 negozi in franchising distribuiti in tutto il Centro-Nord. Ci sono poi  Baby Bazar , con circa 30 punti vendita e shopping  online, il  Gruppo Baby Boom  e il network di SecondamaninaTi.Riciclo.
Swap Party
Swap party ovvero l’arte del baratto, arriva dagli USA dove è ormai un vero e proprio fenomeno di costume e coinvolge anche le fashion victim (che spesso si ritrovano con armadi pieni di capi mai indossati).  Rispetto ai negozi dell’usato in questo caso il riciclo avviene tra amiche o conoscenti  attraverso le modalità del baratto: io dò una cosa a te e tu dai una cosa a me. NIl valore aggiunto degli swap party è tutto lì, nellaparolina “party”:  un’occasione per trovarsi insieme tra mamme non solo per scambiarsi vestitini dismessi, ma anche per socializzare e passare un piacevole pomeriggio tra amiche.
Ago e filo
Se proprio l’idea dei vestiti usati (da altri) non vi piace, c’è sempre l’alternativa creativa:  armatevi di ago, filo e macchina da cucire, per adattare i vestiti o per ri-creare nuovi oggetti a partire dai capi usati. L’arte del cucito è stata ampiamente rivalutata negli ultimi anni: non più attività da “casalinga disperata” ma un modo per esercitare la propria manualità e creatività con risultati molto soddisfacenti.
Se anche gli stilisti sono passati al riciclo è ora di iscriversi a un corso di cucito. Per idee e spunti creativi internet è un fonte eccezionale.
Donateli!
C’è infine anche un’altra possibilità: donare i vestiti dismessi ad organizzazione no profit. Spesso è la soluzione più comoda e veloce perché sono molto diffusi sul territorio gli appositi raccoglitori.
Che fine fanno gli abiti donati? Le associazioni, in base allo stato di usura,  li selezionano  per il riutilizzo in quanto tali o per il riciclo dei tessuti e dei materiali.
A cura di Francesca Memini

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