Eco spesa: il futuro è sfuso

Ridurre si può. Anzi, si deve.
L’Italia produce 31 milioni di tonnellate di spazzatura all’anno, 12 milioni solo di imballaggi. Praticamente il 50% dello spazio nella nostra pattumiera è occupato dalle confezioni dei prodotti, che pesano sul nostro ecosistema non solo per il loro smaltimento, ma anche per la massa di gas e di scorie generati nei processi di produzione. Insomma il packaging, quella voce che nel budget di marketing di molte aziende pesa moltissimo, perché può fare da discriminante nella scelta tra più articoli dello stesso tipo, spesso non aggiunge alcun valore a ciò che stiamo acquistando.
Fortunatamente, pare che cominci a diffondersi una certa attenzione all’argomento, come dimostra il successo ottenuto dal concorso fotografico sugli imballaggi inutili, indetto lo scorso dicembre da Legambiente e Dnews. Oppure l’interesse suscitato dalle opere di Chris Jordan, fotografo americano che trasforma in immagini suggestive la massa di rifiuti che ogni giorno l’umanità riversa sul nostro pianeta. Tutti segni che qualcosa nella sensibilità della gente sta cambiando.

Eco sostenibile, eco compatibile… Eco Point!
E a questo punto cambiare è davvero necessario perché se andiamo avanti a produrre così tanti rifiuti finiremo per esserne sommersi. Ecco perché negli ultimi anni sono nate molte associazioni che hanno l’obiettivo di promuovere uno sviluppo più eco sostenibile. Una di queste è la Plef, la Planet Life Economic Foundation, che si occupa proprio di favorire l’evoluzione della compatibilità tra ambiente, società e mercato, agendo direttamente sulla catena del valore dell’impresa. Tra i suoi tanti progetti c’è quello della Distribuzione Compatibile il cui obiettivo è di riprodurre un modello di ciclo di vita del prodotto ( produzione-distribuzione-consumo-riciclo) il più simile possibile a quello del ciclo di vita di una qualunque risorsa naturale. Uno dei risultati di questo impegno è l’Eco Point, uno spazio dove poter acquistare sfusi quegli articoli che normalmente siamo abituati a comprare confezionati.
 
Il detersivo? Da oggi è alla spina.
La rivoluzione sfusa è partita dal Piemonte nel 2006 e i primi Eco Point sono comparsi alla Crai. Si presentano come una sorta di organo a canne trasparenti dalle quali premendo una leva scendono caffè, pasta, riso, cereali, legumi e spezie nella quantità desiderata. Spesso si tratta di prodotti di marca, che invece di essere venduti nel loro pack si raccolgono in sacchetti biodegradabili. Ma anche i detersivi si vendono alla spina: si acquista il flacone una sola volta e lo si riutilizza quando si deve fare un nuovo rifornimento. Progetto che ha fatto risparmiare nella sola regione Piemonte più di 100.000 confezioni e ciò significa non aver usato 6,11 tonnellate di plastica e 3,41 tonnellate di cartone. Un risultato davvero sorprendente che ha fatto in modo che aumentassero non solo i prodotti acquistabili con questo sistema, ma anche i supermercati disposti a farvi ricorso. Un bel risparmio per il pianeta e per le nostre tasche, visto che senza la confezione la merce va a prezzi inferiori dal 20 al 70%, per non parlare del fatto che si acquista solo quello che serve davvero e in questi tempi difficili evitare gli sprechi può solo giovare.

Consigli di ordinaria ecologia
Il raggio d’azione dei nostri consumi è molto più ampio di quanto possiamo (o vogliamo) vedere, è importante quindi pensare di alleggerire il proprio impatto ambientale, cominciando proprio dai piccoli gesti di ogni giorno. Per esempio, tutte le confezioni che ormai abbiamo portato a casa con i prodotti acquistati possono essere riutilizzate, così non finiscono in pattumiera.
Chi non manca di immaginazione non farà fatica a intravedere la nuova vita che questi oggetti possono avere: le lattine dei pelati possono trasformarsi in portamatite, quelle dei piselli raccogliere le graffette e quelle dei fagiolini le puntine. Così la scrivania assume subito un tono eco chic.
Poi, si può decidere di preparare il pane a casa; in commercio ci sono diversi tipi di macchine che in tre ore sfornano un chilo di pane buono e genuino, che resta fresco per diversi giorni. Così non si deve andare quotidianamente dal panettiere e portarsi a casa sacchetti e sacchettini, insieme a una quantità di pane che spesso, ammettiamolo, non riusciamo neanche a finire e che ormai costa 6 euro al chilo! Il passo successivo è la macchina cuocipizza per le serate in casa con gli amici: niente più confezioni da asporto e tanto divertimento in buona compagnia.
Infine, si può decidere di andare a fare la spesa con un piccolo carrello; avete presente quelli che si usavano una volta? Bene, sono tornati di moda, molti negozi ormai ne vendono di tutti i tipi, dai più minimalisti in tinta unita ai più creativi nelle diverse fantasie. Così non si è più costretti a collezionare borse di plastica nei vari negozi: è meglio per l’ambiente e anche per le nostre braccia.
 

A cura di: Elena Magni

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