Feng Shui, vivere gli ambienti tra Oriente e Occidente

Feng Shui: ecco l’ennesima moda orientaleggiante, la solita scusa per convincerci a comprare draghi di giada e campanelli eolici.
Liquidare in questo modo una tradizione millenaria è sicuramente riduttivo, soprattutto oggi che l’occidente sembra averne scoperto i vantaggi e le aziende più all’avanguardia richiedono consulenze di maestri Feng Shui per progettare le proprie sedi.
Letteralmente Feng Shui significa acqua e vento, gli elementi opposti yin e yang che devono essere armonizzati affinché l’energia – il Ch’ì – scorra liberamente e in maniera salubre. Ma come si traduce in un linguaggio un po’ più vicino alla nostra vita di tutti i giorni? Quando entriamo in un ambiente nuovo, una casa o un ufficio, possiamo sentirci naturalmente a nostro agio o al contrario provare un’inspiegabile sensazione di disagio.

Secondo il Feng Shui il nostro corpo dialoga con l’ambiente in cui si trova, inconsciamente ne coglie aspetti che sfuggono alla nostra mente. Questo avviene perché il Ch’ì, l’energia vitale che permea l’ambiente, è la stessa energia vitale che permea la nostra persona. L’approccio olistico di questa disciplina fornisce delle regole per armonizzare gli elementi ambientali, che possono essere adattate anche alla tradizione occidentale. Naturalmente non si tratta di trasportare nelle nostre case e nei nostri uffici stili architettonici e tipologie d’arredo tipicamente orientali, ma di cogliere la filosofia di fondo di questa disciplina e “tradurla” nei termini simbolici tipici della nostra cultura.

Feng Shui da scrivania
Talvolta si parla del Feng Shui come di “ambienteterapia“, quasi a significare che anche l’ambiente può ammalarsi, e di conseguenza far ammalare noi.
L’OMS sembra confermare questa teoria lanciando l’allarme per l’inquinamento indoor e denunciando la Sick Building Syndrome. Proprio per questo negli ultimi anni molte aziende europee hanno pensato di riprogettare i propri spazi lavorativi al fine di migliorare la salubrità degli ambienti sia da un punto di vista dei materiali – è il caso della bioarchitettura – sia dal punto di vista del clima aziendale, ponendo l’attenzione su aspetti come la gestione degli spazi, le luci, i colori, le forme.
 
I rimedi Feng Shui
Per curare l’ambiente, armonizzare un Ch’ì malato che, sul posto di lavoro, potrebbe dare luogo a irritabilità e stress psicofisico, il Feng Shui consiglia di intervenire su alcuni elementi:

  • colori, materiali, forme e luci: devono essere adattati alla funzione del luogo. In questo caso il Feng Shui si accorda perfettamente con le “occidentalissime” psicoestetica e psicologia del colore. Ad esempio per stimolare concentrazione e capacità progettuale sono perfetti i colori verdi-azzurri, forme geometriche semplici, spazi rigorosi con fughe prospettiche e scorci di esterni; luci bianche e diffuse, con punti luce sulle postazioni.
  • profumi: se la tradizione degli incensi ci sembra troppo distante, di certo possiamo recuperare alcune nozioni di erboristeria, per scoprire le proprietà di oli essenziali estratti dalle piante;
  • cristalli: per “ripulire” l’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico, particolarmente indicato il quarzo rosa.

 

Alcuni consigli per il tuo ufficio

  1. La scrivania: cura innanzitutto la posizione. Alle spalle la solidità di un muro. A portata di sguardo la porta, per lasciar scorrere l’energia.
  2. Gli oggetti simbolo: secondo la tradizione cinese vanno collocati in precise posizioni. Per esempio, fiori freschi a est sono simbolo di prosperità e ricchezza. Ma i simboli devono essere sempre personalizzabili.
  3. Ordine ed essenzialità: favoriscono la concentrazione e migliorano le relazioni interpersonali.
In libreria

Feng Shui
L’arte di creare ambienti accoglienti e salutari
Autore: Gunther Sator

 

A cura di: Francesca Memini

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