Guantoni rosa per vivere meglio

Thai boxe, Aeroboxing, FitBoxe, KickBoxing e pugilato: in tutte le palestre si moltiplicano i corsi dedicati ai “guantoni rosa”. Forse perché finalmente sono caduti alcuni pregiudizi o forse perché le donne sono sempre più impegnate a superare i propri limiti e pronte ad affrontare nuove sfide. Una cosa è certa: anche questi sport contribuiscono a migliorare il benessere psico-fisico.
Grintosa, dinamica e a volte… un po’ stressata: questo l’identikit della donna che pratica sport da combattimento. Chi sceglie di indossare i guantoni lo fa per mantenersi in forma, aumentare la fiducia in sé e sfogare le tensioni. Superato il pregiudizio che considera pugilato e arti marziali come sport duri e violenti, e che quindi meglio si addicono all’indole maschile, scopriamo invece che sviluppano caratteristiche estremamente utili anche per le donne: innanzitutto insegnano a controllare l’emotività e a reagire con prontezza. Si allena soprattutto la forza interiore, quella che permette di sentirsi meno vulnerabili e maggiormente padrone della propria vita. Questi sport richiedono inoltre forti doti di concentrazione, determinazione e una volontà ferrea: l’allenamento è intenso e faticoso ma i risultati sono assicurati.

Rimanere in forma senza perdere la femminilità
Da un punto di vista fisico, il pregiudizio più forte è quello di pensare che una donna che si allena tre volte a settimana dando pugni (e talvolta calci) a un sacco non possa che diventare una montagna di muscoli perdendo la grazia e la delicatezza tipicamente femminili.
Al contrario invece questi sport, praticati con costanza, permettono di sviluppare in maniera armoniosa tutta la muscolatura, in particolare seno, glutei e gambe. Per sferrare un pugno infatti si fanno lavorare i pettorali e i muscoli della spalla. Quando poi le braccia tornano in posizione di difesa vengono utilizzati anche i muscoli dorsali e il bicipite. I movimenti di flessione e torsione snelliscono la vita, rassodando gli addominali e favorendo la scioltezza di schiena e bacino. Se lo sport prevede l’uso di calci, come nella kick boxing, i movimenti eseguiti permettono di rassodare i glutei e di allungare e rendere più elastici i muscoli delle gambe. Un allenamento standard di boxe in genere prevede 25 minuti di ginnastica, con riscaldamento e stretching, altrettanti di tecnica e colpi al sacco, e gli ultimi 10 minuti di «guanti» in coppia: buona parte dell’allenamento è quindi esercizio aerobico che comporta un alto dispendio calorico. In parole povere contribuisce a mantenerci in forma e a farci smaltire qualche chilo di troppo.
Come Rocky Balboa che si allena saltando la corda: per ogni donna si tratta solo… di un gioco da bambina.

Fitboxe: calci e pugni a suon di musica
Avete timore di arrivare in ufficio con un occhio nero per un incontro? Per le donne che preferiscono evitare il contatto fisico diretto, senza rinunciare a tutti i vantaggi di sferrare calci e pugni con maestria, un piccolo suggerimento: provate la fitboxe! Si tratta di una disciplina nata in occidente con l’intento di coniugare l’aerobica, la boxe e le arti marziali. Delle arti marziali e della boxe mantiene i movimenti (calci, pugni, ginocchiate) sferrati contro il sacco. Non il solito sacco appeso ma un particolare sacco a base mobile. Dell’aerobica riprende l’atmosfera più giocosa, gli esercizi di gruppo, la musica e il ritmo coinvolgente. Si tratta di uno sport adatto a tutte, che permette di scaricare in maniera positiva l’aggressività accumulate e di mantenersi in forma. Per chi già pratica uno sport da combattimento può essere un valido allenamento perché migliora le prestazioni sul piano della resistenza. Come corso a sé stante fornisce alcuni rudimenti delle tecniche di combattimento insieme a una buona dose di sano divertimento. E ancora contribuisce a farci dimagrire, a tonificare i muscoli, a prevenire le malattie cardio-circolatorie e mantenere una forma ottimale.
 
E per chi proprio non sa vincere la pigrizia…Wii boxing
Il futuro dello sport potrebbe non appartenere più alle palestre, e i prossimi incontri di boxe potrebbero essere solo virtuali.Questo almeno nelle intenzioni di chi ha progettato wii-boxing: basta collegare gli speciali guanti dotati di sensore alla consolle ed eccoci pronte ad affrontare il ring in salotto. Forse può essere l’occasione giusta per sfogarsi con il marito, risolvere una discussione con la suocera o più semplicemente passare una serata divertente con gli amici. Ma che dire se un (video)gioco ci permette anche di dimagrire e restare tonici? Già perché un fatto è fuori discussione: anche boxando in salotto si suda!
Un minuto di Wii-boxing ci permette di bruciare 7.2 calorie contro le 10,2 della boxe reale. Questo significa che l’allenamento in palestra è sempre preferibile, ma piuttosto che stare sdraiati sul divano a poltrire anche un po’ di allenamento virtuale non è affatto male.Da oggi insomma la pigrizia non può più essere una scusa.
 

Tutti gli sport “con i guantoni” da Oriente a Occidente
Boxe
Più che uno sport, un’arte, anzi la “nobile arte” così detta perché valorizza le caratteristiche migliori dell’uomo: il coraggio, la forza, l’intelligenza. E’ uno sport che fa parte tradizionalmente della storia occidentale ma che solo da pochi anni si è aperto anche alle atlete del gentil sesso. un’arte marziale completa assai diffusa in Thailandia, dove é sport nazionale, La Muay Thai o Thai Boxe in inglese è nota anche come “The science of the eight limbs” perché impiega otto punti del corpo per colpire: mani, tibie/piedi, gomiti, ginocchia.

Thai boxe
Un’arte marziale completa assai diffusa in Thailandia, dove é sport nazionale, La Muay Thai o Thai Boxe in inglese è nota anche come “The science of the eight limbs” perché impiega otto punti del corpo per colpire: mani, tibie/piedi, gomiti, ginocchia.

Kick-boxing
Nata negli Usa negli anni ’70, deriva dalle arti marziali orientali (soprattutto il Karate) e dal pugilato; è caratterizzato principalmente dall’uso di calci, spazzate e pugni.

Capoeira
Un po’ danza, un po’ arte marziale. Secondo la tradizione la capoeira nasce come lotta di liberazione degli schiavi africani deportati in Brasile. L’apparenza di danza tribale permetteva in un sottile gioco di arguzia agli schiavi di allenarsi senza venir puniti dai padroni.

 

A cura di: Francesca Memini

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