Il dolore nello sport: un possibile campanello d’allarme

Con la consulenza del dottor Furio Danelon, specialista in medicina dello sport presso il centro Isokinetic di Milano.

Dolori muscolari e sport - esseredonnaonlineNo pain, no gain.
Nello sport, slogan pericoloso “No pain, no gain”. Cioè: “senza dolore non si ottiene nulla”. In ambito sportivo, a rendere famoso questo slogan è stata Jane Fonda, che nei suoi video di aerobica lo ripeteva per trasmettere l’idea che i muscoli devono lavorare fino al punto di provare dolore, affinché l’esercizio sia efficace. “Niente di più sbagliato” afferma il medico dello sport Furio Danelon. “Mentre si pratica attività sportiva non si deve sentire male. In questo caso, infatti, il dolore è sempre un campanello d’allarme che non bisogna ignorare: serve a segnalare che qualcosa non va o si sta facendo qualcosa di sbagliato. È un meccanismo di difesa con cui l’organismo ci avvisa che c’è una situazione di carico eccessivo, di stress meccanico, di stress chimico ecc.” “Per esempio, un dolore che insorge all’inizio dell’allenamento, e quindi a freddo, che scompare quando ci si è scaldati, per poi tornare alla fine o ripresentarsi la mattina dopo, al risveglio, è piuttosto subdolo e può essere la spia di patologie dei tendini” avverte lo specialista. “Se lo si ignora e si continua con l’attività, la situazione tenderà a peggiorare. La prima cosa fa fare, invece, è rivolgersi a un medico dello sport. Sbagliato, invece, cercare di tamponare prendendo un antinfiammatorio, perché togliere il segnale di allarme è un po’ come togliere il salvavita”.

Il dolore muscolare del giorno dopo
L’unico caso in cui non è il caso di preoccuparsi è quello dell’indolenzimento muscolare che tipicamente si avverte 24-48 ore dopo lo sport, tanto più intenso quanto meno si è allenati. “Il dolore post-allenamento è normale, è un fenomeno di adattamento del muscolo ed è una risposta fisiologica a sforzi maggiori di quelli a cui si è abituati” spiega Danelon. “Questo tipo di dolore è dovuto a micro danni a livello delle cellule muscolari, che scatenano una risposta infiammatoria caratterizzata dall’accumulo di prodotti di scarto del metabolismo i quali stimolano le terminazioni nervose provocando la sensazione di dolore. Tuttavia, sono proprio questi microtraumi a permettere ai muscoli di adattarsi all’esercizio, migliorando le proprie prestazioni”.

Colpa dell’acido lattico?
Sfatiamo un mito. L’acido lattico, invece, non c’entra nulla. “Credere che l’indolenzimento del giorno dopo sia dovuto all’accumulo eccessivo di questa sostanza nei tessuti è un errore grossolano” spiega Danelon. “È vero che se lo sforzo supera un certo limite, per soddisfare la richiesta di energia l’organismo inizia a usare il sistema anaerobico, il quale produce anche acido lattico, responsabile di un senso di bruciore e indolenzimento muscolare. Tale disagio, tuttavia, è del tutto temporaneo, perché questo prodotto di scarto viene smaltito dal corpo molto rapidamente passando dai muscoli al sangue, dove la sua concentrazione si dimezza ogni 17 minuti e quindi, nel giro di un’ora, torna a livelli normali”.

Per evitare che l’indolenzimento sia troppo forte, se si inizia a fare sport senza essere allenati, bisogna iniziare con calma, evitare di strafare e progredire lentamente. “ Se il dolore c’è, comunque, non è il caso di prendere farmaci” consiglia il medico. “Si tratta, infatti, di un dolore benigno, passeggero e non particolarmente intenso; basta quindi pazientare un po’, con la consapevolezza che nel giro di altre 24-48 ore se ne andrà. Per facilitarne la scomparsa, tutt’al più, possono essere utili  stretching e un’attività aerobica molto leggera, come camminare in piano o un po’ di bicicletta soft”.

I crampi, questi sconosciuti
Lo stretching può aiutare anche contro un’altra manifestazione molto dolorosa, e per certi versi ancora misteriosa, che si può avvertire mentre si fa sport, ma non solo. Stiamo parlando dei crampi, contrazioni involontarie, violente e improvvise di alcuni gruppi muscolari, che insorgono spesso dopo uno sforzo, come appunto un allenamento intenso, ma anche indipendentemente dall’attività sportiva, per esempio di notte o in moment di relax. Perché si verificano? “Non lo si sa ancora con certezza. Per la scienza rappresentano ancora un enigma” risponde Danelon.

Dolori muscolari e sport - esseredonnaonlineI sali minerali non c’entrano
“Le ipotesi legate allo squilibrio idrico e alla mancanza di sali minerali sono risultate infondate. È vero che ci sono situazioni di squilibrio di alcuni minerali, per esempio un aumento dei livelli di calcio nel sangue, che possono provocare crampi, ma si tratta di situazioni molto rare. In generale, invece, il problema sembra essere di origine neuromuscolare e dovuto a un qualcosa, ancora ignoto, che altera il controllo nervoso del muscolo, tant’è che esistono anche alcune malattie neurologiche che li facilitano. Come evitarli? “Mangiare le banane perché sono ricche di magnesio è un luogo comune. Piuttosto, dato che si manifestano in genere in condizioni di sforzo intenso, una regola di buon senso è quella di non eccedere con l’allenamento, aumentando gradualmente durata e intensità, e non affaticarsi troppo, oltre a fare qualche esercizio di riscaldamento prima di iniziare e stretching prima e, soprattutto, dopo l’attività sportiva” conclude lo specialista.

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