L’orto sul balcone

Oggi resto a casa, devo scrivere un articolo per Esseredonnaonline. Poco fa ho messo su l’acqua per il tè. E ora la mia tazza preferita fuma accanto al Mac accesso già da qualche minuto. Zaz, una bella ragazza francese di cui qualcuno mi ha regalato il cd qualche tempo fa, canta in sottofondo. Ma la pagina è ancora bianca. Immacolata. E resterà così ancora per un po’. C’è che oggi sono distratta. Oggi non so concentrami. Sarà colpa della primavera? Quest’anno è arrivata puntualissima ma, come sempre, è arrivata inattesa e sorprendente, con tutte le sue luci, i suoi colori, i suoi suoni. Le sue promesse. E io, invece di scrivere l’articolo, guardo fuori dalla finestra…

Guardo fuori dalla finestra e noto uno dei miei vicini indaffarato sul balcone. Sta sistemando i suoi vasi e le piante, o quel che ne è rimasto alla fine dell’inverno. E mi arriva l’illuminazione. Ecco cosa farò: regalerò nuova vita al mio balcone. Mi sembra di ottimo auspicio. Ma quest’anno voglio provare qualcosa di nuovo. Sul balcone, ho deciso, pianterò un orto. Un vero orto sul balcone. E già mi sento una contadina. Un sciccosissima contadina metropolitana!

Ma non sarà un po’ bruttino un balcone con l’insalata al posto dei fiori? Beh, a parte la soddisfazione esagerata che, ne sono sicura, proverò nel mettere in tavola una gustosissima Caprese fatta con i miei (miei!) pomodori e il mio (mio!) profumatissimo basilico, ci sono moltissime verdure con belle foglie e bellissimi fiori: le zucchine, per esempio, ma anche le fragole hanno dei simpatici fiorellini bianchi. E, comunque, potrò sempre alternare gerani e insalata, petunie e pomodori, rose e rosmarino.
Non solo: coltivare l’orto allunga la vita. Uno studio dell’Università di Uppsala in Svezia, durato 35 anni e pubblicato sul British Medical Journal, rivela che chi fa giardinaggio o un attività sportiva di moderata intensità guadagna circa un anno di vita rispetto a chi rimane inattivo. Per non parlare di quel che si risparmia in denaro. Ho fatto un paio di conti e con quello che le dimensioni del mio terrazzo (tutt’altro che esagerate) mi permettono di coltivare, in un anno avrò un paio di Manolo Blahnik praticamente gratis. E poi sarà tutta verdura bio. Certificata da me.

Allora, è deciso. Inizierò dai vasi. Quelli di terracotta garantiscono una traspirazione ottimale, ma sono pesanti e difficili da spostare. Dovrò prevederne anche di plastica, magari coloratissimi, che sono più leggeri. Perché dovrò sfruttare al massimo la luce solare. E proteggere le piante in caso di temporali. I vasi di piccolo diametro possono servire per coltivare piante singole, ma portano a un utilizzo dello spazio non ottimale: meglio scegliere contenitori di forma rettangolare da mettere in fila. E poi cosa vieta di piantare in un unico vaso timo, menta e dragoncello, o ancora meglio metterli alla base di pomodori e zucchine, cosa che favorirà anche l’umidità del terreno? I vasi singoli li lascerò al rosmarino e alla salvia, che con un po’ di cura resisteranno diversi anni senza bisogno di venire ripiantati.
La lunghezza e la larghezza dei vasi possono essere a scelta, la profondità no: servono almeno 40 centimetri di terra, altrimenti le piante a elevato sviluppo crescono rachitiche o muoiono. Quindi mi serviranno vaso da almeno 50 cm di profondità. Ma per l’insalata e gli ortaggi a radice corta potrò utilizzare, per esempio, le cassettedi legno. Basterà foderarle con un sacchetto di plastica, fare dei piccoli buchi sul fondo, riempirle di terra, seminarle e in men che non si dica avrò una cassetta di insalata fresca. Meglio che al mercato.
Nei vasi poi dovrò metterci la terra. Il terriccio universale da giardinaggio, che si trova ovunque, è perfetto. Ma sul fondo sarà meglio aggiungere anche un po’ di sabbia, perché l’acqua non deve restare intrappolata, ma drenare facilmente. La sabbia, meglio se a grana grossa, deve essere circa il 10% del totale.
A proposito di acqua, dovrò innaffiare abbastanza di frequente, ma mai troppo. E mai a pioggia: meglio versare sui bordi, l’acqua arriverà da sola alle piante senza creare uno choc termico. Meglio, infine, innaffiare di sera, perché se lo farò al mattino, buona parte dell’acqua evaporerà con il sole.
Non mi resta che scegliere le piante (meglio quelle già cresciute invece dei semi che sul balcone hanno poche possibilità) e iniziare. Il periodo ottimale è questo, fino alla fine di aprile. Basterà procurarmi un po’ di concime, per esempio il terriccio di lombrico, e armarmi di buona volontà. Al resto ci penserà la primavera.
Quando poi i miei sforzi avranno dato i loro frutti (pardon, verdure) dovrò ricordarmi che il mio meraviglioso orto sarà cresciuto in città. Tra gas di scarico e polveri sottili. Le verdure andranno lavate benissimo, con bicarbonato di sodio. Anche se le avrò coperte (e statene certi, lo farò) con il TNT, il tessuto non tessuto in poliestere che serve, appunto, a tenere lontane le polveri sottili facendo passare invece acqua e sole.

A cura di: Margherita Abbate Daga

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