Sì, viaggiare (in sicurezza e salute)

Sì, viaggiare (in sicurezza e salute)Il countdown per le vacanze è iniziato. L’entusiasmo è alle stelle, ma disturbi e malanni piccoli e grandi che dovessero comparire durante il meritato periodo di riposo potrebbero guastarci la festa. Come fare per scongiurare eventuali situazioni problematiche?

 

Prima di partire
Per passare le ferie in buona salute è essenziale, in primis, partire informati e preparati. Conoscere la situazione sanitaria della propria meta e i rischi che vi si possono correre, sapere quali sono le vaccinazioni necessarie e le profilassi da fare prima della partenza, quali farmaci mettere in valigia e quali norme comportamentali adottare aiuta a evitare problemi. Per avere indicazioni, si può e in certi casi è bene rivolgersi a un centro specializzato in medicina dei viaggi, sempre più numerosi sul territorio nazionale. Ma anche Internet, da questo punto di vista, è una miniera di risorse. Molti i siti dedicati all’argomento. Ricchissimo di contenuti, per esempio, quello della Travel Clinic CESMET, dove si trovano informazioni aggiornate sulle situazioni sanitarie dei vari Paesi, sulle malattie più importanti, sulle vaccinazioni e i sistemi di prevenzione, il tutto scritto con un linguaggio semplice e comprensibile. Questo centro, ma anche altre realtà come la Asl di Milano, hanno poi realizzato specifiche app per smartphone e tablet con tante funzioni utili per i viaggiatori. “Viaggia in Salute”, per esempio, la app della Asl milanese, contiene un “malaria tutor” che aiuta l’utente a seguire correttamente la profilassi antimalarica, ricordandogli attraverso lo smartphone quando assumere il farmaco.

Un altro siti di riferimento: “Viaggiare sicuri”, a cura della Farnesina, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, costantemente aggiornato.

Per le vaccinazioni, ci si può rivolgere anche al Centro vaccinale della ASL di competenza, muovendosi con sufficiente anticipo. Per avere una copertura sufficiente, infatti, alcune vanno completate almeno 2-3 settimane prima della partenza e vanno somministrate a distanza di almeno 2-4 settimane l’una dall’altra. Se la destinazione è un Paese a rischio malarico, può essere obbligatorio o consigliabile sottoporsi all’apposita profilassi prima, durante e dopo il viaggio, purtroppo tenendo conto che il farmaco potrebbe non essere efficace allo stesso modo nei diversi Paesi (esistono infatti ceppi resistenti ad alcuni farmaci).

Oltre agli eventuali antimalarici, per fronteggiare preparati eventuali problemi medici è sempre bene anche portarsi dietro una scorta di farmaci utili o indispensabili, soprattutto quelli che si assumono abitualmente, specie se difficili da reperire in loco (vedi box sottostante). Prima di partire, informatevi con il farmacista sulle modalità e le temperature di conservazione dei diversi medicinali e controllatene la data di scadenza. Inoltre,se viaggiate in aereo, mettete l’indispensabile nel bagaglio a mano, per aver a portata di mano ciò di cui potreste aver bisogno durante il volo e non rischiare di restare senza, qualora il bagaglio imbarcato non dovesse arrivare a destinazione con voi.

Non dimenticate poi di stipulare un’assicurazione di viaggio che copra le eventuali spese mediche all’estero, compreso il rimpatrio con aereo-ambulanza, in caso di necessità. I viaggi organizzati spesso comprendono nella quota di partecipazione anche una polizza di questo tipo stipulata direttamente dal tour operator; tuttavia, è bene accertarsene prima di partire. Nell’Unione Europea (EU), infatti, presentando la tessera sanitaria si ha diritto all’assistenza sanitaria gratuita e a usufruire delle stesse prestazioni (visite mediche, ricoveri ospedalieri ecc.) previste per i cittadini del Paese visitato. Al di fuori della EU, invece, un eventuale trattamento medico va pagato di tasca propria e in alcuni casi, per esempio negli Stati Uniti, senza un’adeguata assicurazione potrebbe avere costi esorbitanti.

 

Le regole salva-vacanza
Una volta raggiunta la meta, per non rovinarsi le sospirate ferie con problemi vari di salute basta seguire alcune norme di comportamento e prevenzione, molto più semplici, ovviamente, per chi resta in Italia, un po’ più rigide per chi va all’estero, soprattutto in Paesi extra-europei e in via di sviluppo.
Innanzitutto, che andiate al mare o in montagna o ai tropici, occhio al sole e ai colpi di calore. Ok abbronzarsi, ma la pelle va sempre difesa in modo adeguato con prodotti ad alto fattore di protezione, da applicare prima di esporsi e, al mare, almeno un quarto d’ora prima di fare il bagno. In caso contrario, eritemi e scottature sono garantiti e, nel lungo termine, il rischio è di sviluppare tumori cutanei. Anche per scongiurare un’insolazione, evitate di esporvi troppo a lungo e nelle ore più calde e ricordatevi di bere molto, almeno 2 l di acqua al giorno.

Chi viaggia in zone con condizioni igienico-sanitarie scadenti deve fare estrema attenzione a non ingerire acqua e cibi potenzialmente contaminati da batteri o altri microrganismi nocivi. Dunque, evitare acqua del rubinetto, cubetti di ghiaccio e succhi di frutta non confezionati, e usare solo acqua in bottiglia, controllando che sia ben sigillata, per bere e lavarsi i denti. Inoltre, mangiare solo frutta da sbucciare e tenersi alla larga dalle verdure crude. Anche pesci, molluschi e crostacei possono nascondere pericoli se consumati crudi: meglio rinunciarci, quindi, se non si è più che sicuri della loro provenienza.
Senza questi accorgimenti, il rischio concreto è la diarrea del viaggiatore, un disturbo che può essere lieve, ma anche rovinare la vacanza. In molti casi, le scariche si esauriscono nel giro di un paio di giorni, senza bisogno di una terapia specifica, semplicemente grazie alla dieta e reintegrando le perdite di liquidi e di sali. Se, invece, la diarrea si protrae più a lungo o è associata a sintomi importanti come forti dolori addominali potrebbe servire un antibiotico intestinale quale la rifamicina e in caso di febbre alta, vomito ripetuto, o presenza di sangue nelle feci è meglio interpellare un medico.

Infine, è molto importante difendersi dalle punture di insetti, che possono non solo dare reazioni fastidiose, ma anche provocare gravi reazioni allergiche o veicolare gravi malattie, come, nel caso delle zanzare, malaria, dengue e il temuto virus Zika, di cui oggi tanto si parla. Contro la malaria, in assenza di un vaccino efficace, in aggiunta alla profilassi con i farmaci specifici è fondamentale adottare anche alcune semplici precauzioni ambientali, perché nessun antimalarico garantisce una protezione del 100%: applicare i repellenti sui vestiti e sulle parti del corpo scoperte, indossare abiti di colore chiaro che coprano braccia e gambe, specie all’alba e dopo il tramonto, utilizzare le zanzariere e dormire in camere protette o climatizzate.

 

Una volta a casa…
Ricordatevi di completare la profilassi antimalarica, se la vostra meta la richiedeva e se avevate deciso di fare la profilassi. Se, pur avendo fatto tutta la profilassi in modo corretto, dopo un viaggio ai tropici vi viene la febbre, sappiate che potrebbe trattarsi comunque di malaria, o anche di un’altra malattia contratta in viaggio. Il consiglio è di rivolgersi sempre al medico riferendogli dove siete stati, anche se siete tornati ormai da parecchio. Alcune infezioni, infatti, possono restare silenti per mesi (per esempio, alcune parassitosi intestinali) o addirittura anni e dare segno di sé anche dopo molto tempo dal contagio. In linea generale, in assenza di febbre e se durante la vacanza avete seguito le regole basilari di prevenzione e non avete avuto problemi di salute, di norma non è necessario fare visite mediche o esami particolari al rientro da mete esotiche. Il ricorso al medico, alcuni semplici esami del sangue, l’esame delle urine o l’esame parassitologico delle feci sono invece consigliabili in tutti i casi in cui si siano manifestati sintomi o infezioni durante il viaggio o al rientro, si siano mangiati cibi potenzialmente contaminati, si sia fatto il bagno in laghi o corsi d’acqua, ci siano stati rapporti sessuali non protetti. Un consulto medico, infine, è sempre opportuno in caso di soggiorni prolungati in aree ad alto rischio sanitario, soprattutto se in zone rurali e se si è stati a stretto contatti con la popolazione locale.

 

LA FARMACIA IN VALIGIA
Quali farmaci portarsi in vacanza? Ecco una check-list dei prodotti che non devono mancare in valigia:

  • farmaci contro il mal di viaggio (auto, mare, aereo);
  • un kit di pronto soccorso (disinfettante, cotone, garze idrofile, cerotti, bende, forbici, termometro, pinzetta, qualche siringa in confezione sterile;);
  • farmaci antipiretici, per la febbre (per esempio paracetamolo, aspirina, ibuprofene) e antidolorifici;
  • un antibiotico ad ampio spettro (amoxicillina);
  • un antibiotico intestinale (rifamicina).
  • antidiarroici (loperamide) e fermenti lattici per ricostituire la flora intestinale;
  • antimicrobici urinari (fosfomicina)
  • integratori di sali minerali;
  • colliri e gocce per le orecchie;
  • crema antistaminica o cortisonica;
  • prodotti specifici per l’igiene intima (detergente e salviettine), preferibilmente ad azione antibatterica e antifungina (per es. Saugella Attiva);
  • lozioni o spray repellenti per zanzare e altri insetti;
  • uno stick o una crema contro le punture di insetti, meduse ecc.
  • creme solari e prodotti per le scottature e gli eritemi;
  • i farmaci di uso abituale se si ha una malattia cronica (per esempio il diabete) che potrebbero essere difficili da reperire in loco.

Nei paesi ad alto rischio sanitario, non dimenticare:

  • i farmaci per la profilassi antimalarica, se necessari;
  • sostanze per rendere l’acqua potabile (per esempio amuchina o euclorina).

 
 

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