Sport estremi: il piacere della sfida

A caccia di emozioni
Lo sport è un momento privilegiato di espressione della propria personalità, una situazione particolarmente favorevole – quasi distaccata dalla realtà perché legata alla sfera del tempo libero e dello svago – per liberare le proprie tendenze istintive.

Quali tendenze si manifestano negli amanti degli sport estremi? Questi sportivi sono a caccia di sensazioni forti: sensation seekers li definisce lo psicologo M. Zuckerman, soggetti che in contesti di vita troppo abitudinari e monotoni necessitano di stimoli forti per “sentirsi vivi”.

Nella maggior parte dei casi non si tratta di una tendenza autolesionista o di una errata concezione del valore della vita: chi pratica questi sport, il più delle volte, va incontro a un rischio controllato, cerca un brivido che può gestire grazie alle proprie capacità. Si tratta semplicemente di un gioco. Lo sport infatti mantiene la dimensione del gioco infantile, anzi è esattamente la versione socialmente accettata nel mondo adulto dei giochi dei bambini, indispensabili per continuare a crescere e formarsi come persone.

I giochi infantili sono stati classificati dal sociologo Roger Caillois:

  • Agon: giochi basati sulla competizione e sulle abilità (fisiche o psichiche dei giocatori
  • Alea: giochi basati sul caso e la fortuna, si sfida la sorte o la fortuna
  • Mimicry: giochi in cui prevale l’immaginazione, l’illusione, il “come se”
  • Ilinex: giochi che si basano sulla ricerca della vertigine e consistono in un tentativo di distruggere per un attimo la stabilità della percezione a far subire alla coscienza, lucida, una sorta di voluttuoso panico. Si tratta di accedere ad una specie di spasmo, di trance o smarrimento che annulla la realtà con vertiginosa precipitazione.

 

Agonismo e piacere della vertigine
Negli sport estremi gioca un ruolo fondamentale la componente agonistica: si tratta di una sfida verso la natura, gli altri o se stessi. Tutta l’energia e l’aggressività è incanalata verso il conseguimento di un obiettivo. Superare una prova, soprattutto se estrema, comporta un innalzamento del livello di autostima, in un processo di autoaffermazione e autorealizzazione personale.
Ma non bisogna trascurare nemmeno quella che è stata definita dinamic joy, il puro divertimento che abbiamo sperimentato tutti, per esempio, sulle montagne russe, l’estasi della vertigine e del vuoto. Anche in questo caso si tratta di un retaggio infantile – avete presente quando giravate su voi stesse fino a cadere per terra? – ma probabilmente si tratta anche di un piacere neurochimico: in tutte queste situazioni infatti il nostro cervello rilascia insieme all’adrenalina anche dopamina che tende a generare sensazioni piacevoli e a farci urlare di gioia mentre precipitiamo nel vuoto.

Sport estremi: le motivazioni al femminile
Resta ancora un dubbio: perché proprio le donne sono attratte da questi sport? Oltre alle motivazioni condivise con gli uomini, le donne possono aggiungere tutta una serie di motivazioni sociali: spirito di rivalsa nei confronti dell’altro sesso e approvazione sociale sono molle motivazionali molto forti. Ma non tutte le sportive estreme sono delle femministe agguerrite: spesso si tratta semplicemente di desiderio di sperimentare sé stessi o di vincere le proprie paure imparando a padroneggiare situazioni a rischio “controllato”. Di sicuro la donna che sceglie questi sport è una donna curiosa e determinata, dotata cioè di caratteristiche vincenti.

Estremamente…autoironiche
Se il pericolo non è il tuo mestiere e l’unico sport a rischio che tu abbia praticato è lo shopping estremo, non resta che armarsi di femminilità e di una buona dose di ironia.
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Sport estremi e natura
Infine c’è un’ultima motivazione di cui non abbiamo ancora parlato: sport estremo significa anche sport all’aria aperta. La palestra è prevista solo in preparazione all’incontro/scontro vero e proprio: quello con l’ambiente naturale.
Se è vero che in un certo senso la natura è l’avversario da battere, è vero anche che si impara a rispettare e ad amare l’avversario proprio grazie al contatto stretto che questi sport garantiscono.
Il rapporto con la natura è importante a tal punto che ha sostanzialmente modificato anche la percezione dell’ambiente urbano e metropolitano: sono nati infatti sport estremi che vivono la città esattamente come una giungla. Ci si può muovere agili tra marciapiedi e pensiline, superando gli ostacoli con movimenti felini (parkour o freerunnig) o lanciarsi nel vuoto da edifici, ponti o torri (B.A.S.E. jumping): ma attenzione non si tratta di attività legali!

Gli sport estremi possono essere catalogati proprio in base agli elementi naturali:


Acqua

  • Rafting
  • Hydrospeed
  • Deep Free Diving
  • Kitesurfing
  • Windsurf

Aria

  • Paracadutismo
  • Parapendio
  • Base jumping
  • Bungee jumping
  • Sky Surf

Terra

  • Arrampicata
  • BMX
  • Parkour
  • Skateboard
  • Skyrunning

 

 

A cura di: Francesca Memini

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