Tatuaggi: tracce indelebili

La parola “tatuaggio” deriva in origine dal polinesiano “tatau” che significa “marcare con segni”. Successivamente essa venne tradotta in inglese, diventando il tattoo che utilizziamo ancora oggi.

Il significato del tatuaggio: un messaggio del passato
In passato il tatuaggio veicolava dei messaggi: poteva avere un significato magico o religioso ed essere utilizzato per allontanare le forze del male, o essere il segno distintivo di appartenenza a una specifica casta sociale, tribù, setta religiosa; infine veniva utilizzato come una forma di abbellimento.

Simboli e immagini di fantasia che parlano di te
Con il tatuaggio vengono disegnati sul corpo immagini, anche fantasiose, simboli, numeri, lettere e vere e proprie scene in base a quello che si vuole esprimere in modo conscio o inconscio; in quest’ultimo caso la scelta del simbolo che si intende imprimere sul corpo tradisce sempre un nostro bisogno o un desiderio mai confessato. Quando si è adolescenti tatuaggi e piercing sono i segni visibili e provocatori della presa di possesso del corpo da parte dei ragazzi: un modo per dichiarare al mondo che non si è più sotto il controllo dei genitori, ma persone autonome nella gestione del proprio corpo e, quindi, della propria sessualità.

Sei solo curiosa dell’effetto che fa?
In questo caso è meglio prima provare con le decalcomanie o con soluzioni temporanee che possano toglierti lo sfizio ma che possono essere facilmente rimosse quando non piacciono più. La decisione di farsi un tatuaggio va ponderata bene e deve avere un significato profondo che duri nel tempo. Ė anche importante tenere presente che un giorno ci si potrebbe pentire di averlo fatto, quando il motivo che ha spinto a farlo potrebbe non avere più senso.

A che età si può fare un tatuaggio?
Fino al compimento del 18esimoanno di età serve il consenso scritto di un genitore. E’ bene diffidare della serietà di chi accetta di tatuare un minorenne senza consenso dei genitori.

Dove eseguire il tatuaggio?
Tradizionalmente i tatuaggi vengono effettuati con uno scopo decorativo ed eseguiti in tutte le parti del corpo. Molti li fanno per apparire agli altri: mostrare per mostrarsi; altri, invece, in zone più intime e discrete, difficile da vedersi, per un loro “gusto personale”, una “sfida con se stessi” o da condividere soltanto nell’intimità. Alcune zone sono più dolorose in quanto più ricche di recettori nervosi del dolore ma questa sensibilità è comunque molto personale, legata alla propria soglia del dolore.

Tecnica e tatuatori
Il tatuaggio è una pratica molto diversa dal trucco perché è indelebile e dolorosa. La tecnica consiste nell’utilizzare un ago o un pennino, intingerlo nel colorante con la successiva penetrazione dell’epidermide e/o nel derma di vari tipi di pigmento, al fine di formare figure – indelebili o temporanee come un potentissimo e prezioso strumento di comunicazione. I tatuatori più bravi sono in genere artisti o grafici che, con la loro arte, riescono ad abbellire il nostro corpo, praticando la professione in negozi o botteghe purtroppo non sempre con un’adeguata supervisione sanitaria. Fare il tatuatore è una professione seria; alcune regioni (la Toscana è stata la prima) hanno approvato una legge che disciplina l’attività di estetica, tatuaggio e piercing con obbligo formativo per tutti gli operatori del settore (vengono organizzati dei corsi ad hoc con attestato finale che in genere è esposto nel negozio: è sempre consigliabile verificarlo prima di procedere con il tatuaggio).

I pigmenti più utilizzati

  • Blu-nero (carbone)
  • Blu chiaro (cobalto)
  • Rosso (solfuro di mercurio)
  • Verde (ossido di cromo)
  • Giallo (cadmio-solfuro)
  • Bruno (ossido di ferro)

Quanto ci mette a cicatrizzare?
In genere ci vogliono almeno 3-4 settimane ma chiaramente dipende dalla reazione della propria pelle e dall’entità del tatuaggio. Durante questo periodo è importante seguire le norme indicate dal tatuatore: ogni giorno è bene spalmare una buona crema emolliente (la vaselina va benissimo) ed evitare l’esposizione al sole e all’acqua salata.

Come tatuarsi in sicurezza?
Prima di fare un tatuaggio, meglio avere le idee chiare per evitare sorprese, scegliere un tatuatore professionista che dia tutte le garanzie di igiene dell’ambiente e degli strumenti che utilizza oltre che delle sue capacità artistiche. Ė importante per esempio sincerarsi che gli aghi siano del tipo usa e getta e che gli strumenti necessari vengano adeguatamente sterilizzati con metodi sicuri. L’utilizzo di guanti sterili salvaguarda sia te che il tatuatore dal contatto con il sangue e rappresenta un’importante regola da rispettare. Se non vengono rispettate tutte queste regole igieniche non è possibile escludere la trasmissione di varie malattie come la tubercolosi, la sifilide, il tetano, l’epatite virale B e C , l’HIV e altre infezioni virali e batteriche.

Esistono dei rischi e degli effetti collaterali nel tatuarsi?
I coloranti, permanenti o temporanei, che vengono introdotti nel derma possono sviluppare delle dermatiti da contatto irritanti (DCI) o allergiche (DAC) o immediate, tipo orticaria con forte prurito. Una reazione allergica può osservarsi a distanza di poche settimane ma anche di alcuni anni dall’inoculazione del pigmento come un’eruzione eczematosa localizzata in chiazze in una parte del tatuaggio o in modo più generalizzato su tutto il disegno.

E se si volesse rimuovere il tatuaggio?
Rispetto ai piercing, la procedura di rimozione di un tatuaggio è sicuramente più difficile e laboriosa e non sempre assicura risultati ottimali. Anche questo è importante saperlo prima di farsene fare uno. Il problema principale per chi deve asportare un tatuaggio è quello di non lasciare cicatrici deturpanti. Considerato che le cause, sia civili che penali, per questo operato sono all’ordine del giorno, la maggior parte degli specialisti prima di eseguire la rimozione fa firmare una dichiarazione scritta in cui “il possibile pentito” declina ogni responsabilità sui risultati da parte dello specialista. Quando i tatuaggi sono piccoli si può tentare di asportarli per via chirurgica o con la dermoabrasione. L’avvento del laser ha consentito di intervenire in modo meno traumatico. Dopo l’intervento, il chirurgo darà alcuni consigli che è molto importante seguire. La cute traumatizzata infatti sarà arrossata ed edematosa e andrà raffreddata e trattata per alcuni giorni con creme antibiotiche, emollienti e rinfrescanti. Per almeno un paio di settimane non sarà possibile esporsi al sole e anche dopo sarà indispensabile utilizzare creme ad alta protezione solare.

 

A cura di: Carolina De Canevali

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