L'ultimo spegne la luce

Consigli pratici per una vita ecologicamente corretta

Il 17 febbraio, in occasione dell’anniversario del Protocollo di Kyoto, si celebra la Giornata Internazionale del Risparmio Energetico.
L’iniziativa prende il nome di “M’illumino di meno” e prevede una serie di azioni dimostrative, come lo spegnere le luci in importanti piazze italiane, con l’obiettivo di ridurre il consumo energetico.
Una giornata, quindi, di mobilitazione generale che ci spinge a riflettere su cosa possiamo fare nella nostra quotidianità per preservare le riserve del pianeta. E perché no, anche le nostre.
 
Prima regola rallentare
La vita è complicata, si sa, e molti pensano di non avere né tempo né forza per occuparsi anche dell’ambiente. Invece, come per tutte le cose, è solo una questione di abitudine, perché bastano davvero piccole attenzioni per risparmiare energia. Per esempio, quante volte capita di avere contemporaneamente acceso il computer, la tv, lo stereo, magari in stand by, e la luce del bagno? E non perché servano tutti insieme, semplicemente perché distratti dalle tante cose che si cerca sempre di fare, ci si dimentica di spegnerli. E allora cominciamo con l’eliminare proprio lo stand by, quella luce rossa sugli elettrodomestici che ne consente l’accensione immediata, ma che comporta anche un inutile dispendio d’energia e un inevitabile aumento della bolletta.
E poi, proviamo a riappropriarci del nostro tempo e a fare una cosa alla volta. Ne beneficerà non solo il pianeta, ma anche la nostra salute mentale.


Seconda regola: ottimizzare il lavoro degli elettrodomestici
La produzione d’energia ha sempre un forte impatto sull’ambiente e sulla salute a causa dei gas climalteranti e dei prodotti di scarto della combustione che vengono immessi nell’atmosfera. Quando accendiamo una lampadina, utilizziamo l’asciugatrice o ci facciamo una doccia calda, dobbiamo ricordarci che stiamo consumando energia e indirettamente stiamo producendo sostanze dannose.
Ecco perché è così importante usare al meglio gli elettrodomestici; per esempio il forno consuma moltissimo, meglio spegnerlo prima, il calore residuo terminerà comunque la cottura; la lavastoviglie e la lavatrice vanno usate solo quando sono cariche e a 30° piuttosto che a 60°.
Il frigo deve essere sbrinato almeno una volta l’anno e le temperature ideali sono -18 nel congelatore e +5 nel frigorifero. Se dovete acquistare o cambiare lo scaldabagno, sceglietene uno con portata di 80/100 lt e mantenetelo tra i 60° e i 65°. Infine, se avete un condizionatore, cercate di non scendere mai al di sotto dei 4, 5° rispetto alla temperatura esterna.
Questi piccoli accorgimenti non cambieranno la vostra vita, ma quella dell’ecosistema sì.
 
L’acqua: il bene più prezioso
Quante volte lasciamo aperto il rubinetto in attesa della temperatura desiderata? E mentre ci culliamo nel dolce suono dell’acqua, non pensiamo che stiamo prosciugando fiumi e ruscelli. Secondo un rapporto dell’ONU del 2006 in 30 anni si sono dimezzate le riserve idriche. E allora, cominciamo a chiudere il rubinetto mentre ci laviamo i denti, perché in pochi minuti scendono parecchi litri d’acqua, quanto basta per preparare la cena e lavare pure le pentole. Sarebbe anche bene limitare il tempo che si passa sotto la doccia e, quando un rubinetto gocciola, farlo riparare subito.

Impariamo a riciclare
Cerchiamo d’essere creativi, molti oggetti possono avere più di una vita, quindi prima di buttar via contenitori di plastica, vetro o alluminio, pensate che potrebbero diventare dosatori, sottovasi o portaoggetti. Se invece decidete che la spazzatura è il loro posto, allora assicuratevi che finiscano davvero in quella giusta. E’ importante non solo separare la carta, la plastica e il vetro, ma anche dividere i prodotti composti, come l’involucro di cellophane dalle riviste. Sciacquate sempre i contenitori prima di buttarli via, perché se il contenuto secca, non possono più essere riciclati. Un’attenzione in più che vale la pena avere, dal momento che in Italia sono molte le cose prodotte con materiali di recupero, come i quotidiani, le caffettiere e le bottiglie di vetro, giusto per fare qualche esempio.
 
Il cibo? Meglio se bio
Anche a tavola si può contribuire alla salvaguardia dell’ambiente, scegliendo prodotti provenienti da coltivazioni biologiche che mantengono la fertilità dei suoli. L’abuso di concimi chimici e pesticidi in molte coltivazioni convenzionali, invece, altera gli equilibri naturali delle piante, del suolo e dell’acqua, li impoverisce di nutrienti e li carica di inquinanti. Per non parlare degli effetti dannosi sul nostro organismo, mentre i cibi di origine biologica contengono più vitamine, minerali, fibra, proteine e antiossidanti.
Questo non vuol dire che per star bene sia necessario stravolgere il nostro stile di vita, basterebbe far un po’ più attenzione a quello che si compra, prediligendo, per esempio, prodotti locali e di stagione che non hanno fatto migliaia di chilometri per arrivare a destinazione e sono senz’altro più genuini. E poi, impariamo ad acquistare il più possibile prodotti sfusi, così eviteremo di creare ulteriore spazzatura con imballaggi inutili.
Queste sono le regole, serve solo la volontà di applicarle. Basta cominciare da qualche piccolo gesto, perché per alleggerire il proprio impatto ambientale è sufficiente scrollarsi di dosso alcune cattive abitudini. E’ una sfida che va accolta con gioia, sentendosi parte di un tutto che vive anche grazie al nostro contributo.
 

Piccoli gesti di ecologia quotidiana

  • Non mettere cibi caldi in frigo
  • Comprare pile ricaricabili
  • Usare lampadine a basso consumo energetico
  • Staccare il caricatore del cellulare dopo l’uso
  • Controllare la pressione dei pneumatici, le gomme sgonfie fanno consumare di più
  • In ufficio, portare una tazza per il caffè, si eviterà così di usare troppi bicchierini di plastica
  • Riutilizzare i fogli già stampati, il retro bianco è perfetto per prendere appunti

 

A cura di: Elena Magni

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